Metti una sera a cena…

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  • Written by  Lady Orny

Due chiacchiere di Bon ton

Metti una sera a cena…

Metti che hai preparato una tavola B E L L I S S I M A (!!!) perché per la prima volta tu, sposa novella, hai ospiti questa sera i genitori di lui, sì , insomma, i SUOCERI, a cena: bicchieri di cristallo di Boemia, piatti di porcellana antica, posate d’argento, Hai messo al centro tavola un tripudio di camelie,i fiori preferiti da lei. Di fronte a ogni commensale i bicchieri nell’ordine dovuto, ugualmente dicasi per le posate. Tutto sbrilluccica: sono i doni di nozze appena spacchettati e usati per la prima volta. Metti che siete in sei, perché hai pensato bene, motivando “ più gente = più allegria”, di pararti il posteriore invitando anche i tuoi, di genitori. Metti che hai indosso per l’occasione l’abitino griffato dono del maritino per le grandi occasioni: un tubino di raso rosso Valentino con sovrapposta seconda gonna in tinta, in delicatissimo tulle point d’esprit appena arricciata e annodata in vita, tipo ballerina di Dégas. Metti che, truccata e perfettamente fonata, tu risulti una delizia in sfarfallii e svolazzi, una percezione aerea. Suonano. Corri ad aprire: “Tesoro, che piacere, benvenuta!” cinguetti baciando l’aria ai lati delle guance della suocera, mentre tuo marito, prontamente accorso, virilmente stringe la mano all’augusto genitore. “Accomodatevi!” continui a cinguettare arretrando, ma con un certo impaccio: tua suocera non avanza, anzi tira indietro, in senso contrario. Tira perché – ti accorgi con orrore - il gancio della sua borsetta griffata ha incontrato il tuo tulle point d’esprit e non intende mollarlo. Al che quasi svieni… “Alt!Stop!” urla tua madre, materializzatasi come per magia sul pianerottolo.“Ferme, non muovetevi!”, intima, con cipiglio da Terzo Reich. Ci immobilizziamo. Lei cala con mano sicura sul viluppo gancio-tulle, delicatissimamente e lentissimamente districa, separa , libera. Poi solleva la testa e con il viso illuminato da un sorriso di radiosa tenerezza francescana:”Carissime!!” esclama e ci abbraccia entrambe. Entriamo…. Ancora sotto choc per il tuo point d’esprit , offri a tutti un prosecchino benaugurale, distribuendo le coppe. Tuo marito, che anche lui deve ribollire a 100° di un’interiore’ansia repressa, grida “Cin cin, evviva la nuova casa, evviva la sposa!!!!!” e va letteralmente a sbattere il bicchiere contro quello di sua suocera, mandandoli entrambi in pezzi. Spruzzi biondi volano sulla petite robe noire di tua madre, sui capelli laccatissimi di sua madre da cui discendono in goccioline facendosi strada tra la placca del fondotinta, sulla divisa di ammiraglio di suo padre, sul sobrio completo blu di tuo padre ma…o miracolo!, il felino salto all’indietro che, pur con tacco dodici, ti viene istintivo compiere, mette ancora una volta al riparo il tuo prezioso point d’esprit.

Perché non ci sediamo a tavola?”, proponi, mentre, pattumiera e scopettino, rimedi velocemente al rimediabile. Tutti accolgono con favore il suggerimento, e si accomodano come da segnaposti, elegantemente vergati da te in lunghi esercizi di calligrafia Old England. “Ecco! –ora annunci – vi ho preparato per primo un piatto che ho imparato in Marocco in viaggio di nozze: è freschissimo, è un couscous vegetariano a base di menta e prezzemolo…” e porti dalla cucina una maxiciotola di ceramica arabeggiante piena di un intruglio indefinibile grondante salsa alla paprika. Subito il tuo cavalleresco suocero ammiraglio si alza in piedi e ti viene incontro:”Su cara, ti aiuto io, è troppo pesante per una sposina come te!” Afferra la ciotolona, tu molli infastidita la presa ma un attimo troppo presto e dalla tua parte la ciotolona s’inclina, versando senza pietà più di metà del contenuto… dove? Ma sul point d’esprit,naturalmente!.,…. Inondando gonna, sottogonna, e procedendo sulle scarpine rosse tacco dodici, sul tappeto persiamno…..

D’altronde, chi ha mai detto che gli abiti griffati siano immortali?

 

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