Rosse alla riscossa: dal rogo alla seduzione

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"Bianca di carne, rossa di capelli, ragazza che dai buchi della veste mostri la tua bellezza e la tua povertà"
(Charles Baudelaire)


Sin dalla notte dei tempi, alle persone dai capelli rossi sono state attribuite caratteristiche e poteri speciali e sono state oggetto di interesse di numerosi artisti.

I Rossi nella storia

Nell'antico Egitto i rossi venivano associati a Seth, dio del Caos, e considerati incredibilmente feroci. Secondo alcune leggende Ulisse era rosso di capelli. Infatti, il suo nome deriverebbe dal verbo “odýssomai” (= essere adirato), in quanto si pensava che le persone dai capelli rossi fossero facilmente irascibili. Anche Aristotele dette il suo contributo nel descrivere le donne con capelli rossi come soggetti dal notevole temperamento, definendole come “emotivamente non- addomesticabili”. Le donne dai capelli rossi, nel corso della storia e nelle pagine della mitologia, sono state descritte come grandi guerriere e temibili sovrane dal temperamento piuttosto tenace e ribelle. La grande regina Boadicea, che guidò i Britanni in una rivolta contro i romani, venne descritta come segue dallo storico romano Dione Cassio: “Boudicca era alta di statura, con uno sguardo che incuteva paura, una voce roca e una massa di capelli rosso brillante che le scendeva fino alle ginocchia. Portava una collana d'oro dagli anelli intarsiati, una veste variegata e, sopra questa, un manto chiuso da una fibbia. Stringeva nella mano una lunga lancia, che incuteva timore a quanti la osservavano”. Nel Medioevo, invece, il colore rosso diventa il segno inequivocabile dei rapporti con il “Male” e le donne dai capelli rossi venivano bruciate sul rogo come streghe, in quanto erano considerate seduttrici ed amorali. I capelli rossi divennero simbolo di degenerazione morale, chi aveva questo colore e gli occhi verdi era vista come una strega, un licantropo o un vampiro. Sicuramente una delle origini di questa credenza va ricercata nell’antica Roma e, quindi, nella volontà di cancellare nel Medioevo tutto ciò che di pagano ci fosse. I capelli rossi, inoltre, da sempre hanno sempre stimolato la fantasia di pittori, poeti, artisti e letterati. Molti pittori hanno mostrato grande predilezione per i capelli rossi.

Il colore rosso Tiziano si riferisce non a caso all’uso frequente di questa pigmentazione proprio nella rappresentazione dei capelli (in particolare di donne)da parte del pittore italiano Tiziano. Botticelli utilizzò il colore nel suo famoso dipinto“La nascita di Venere” rappresentando appunto la dea classica Venere coi capelli rossi. Altri pittori noti per l’uso di soggetti coi capelli rossi furono Edmund Leighton, Amedeo Modigliani, Gustav Klimt e molti altri ancora.

Personalità e colore di capelli

Oggi i capelli sono considerati un’estensione della nostra personalità e parlano molto della persona a cui appartengono. Da un punto di vista psicosomatico rappresentano l’identità e l’istintualità, oltre ad avere un chiaro legame con l’eros e la seduzione, soprattutto per le donne. Il capello rappresenta le proprie radici, perché racchiude in sé i ricordi ed è al tempo stesso un’antenna che collega a qualcosa di più in alto di noi: è proiezione delle idee, dei pensieri e della personalità dell’essere umano. La donna dalla capigliatura rossa abdica al ruolo di strega e viene definita focosa, sensuale, bella ed intrigante, ma soprattutto ribelle e libera, con un carattere al di fuori degli schemi, originale e bizzarro, sicuramente di non semplice gestione.

Dimmi che rosso ti piace e ti dirò chi sei:

Anche se il numero delle “rosse” originali è in costante diminuzione, il fascino esercitato dalle tinte che vanno dal mogano al rosso corallo non è di certo andato a decrescere. Come dimenticare la bellezza prorompente di grandi dive reali come Rita Hayworth o gli esordi cinematografici della rossaNicole Kidman, la fantastica Jessica Rabbit o una delle regine della moda Vivienne Westwood, che ha fatto del color rosso la sua etichetta.

Ogni gradazione di rosso è indicativa di ciò si vuol comunicare:

Biondo rame dorato e castano chiaro rosso sono tonalità che esprimono solarità, giovialità, allegria e risultano essere perfette per una donna che ama il cambiamento, non rinunciando ad essere se stessa.

Rosso fuoco è per antonomasia il colore della passione, adatto ad una donna che vuole affermare la propria sensualità e femminilità, espressione di una vera “femme fatale”.

Rosso mogano per una donna dal carattere dominante che ha raggiunto l’equilibrio con tutto ciò che lo circonda e sa come gestirlo.

Ultimissime da Capri

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Due chiacchiere di Bon ton

 

Carissime, sto poggiando il mio delizioso piedino seminudo – come vuole la buona tradizione – sulle pietre del porto di Capri, l’isola più glamour del mondo.
Avete presente?

Sono le tre del pomeriggio, il sole scotta. Io indosso un paio di pantaloni di popeline rosso ciliegia a sigaretta  lunghi al polpaccio,  una canottiera bianca senza maniche, al polso una miriade di cerchietti multicolori tintinnanti, al gomito la mia Vuitton d’ordinanza.

I lobi delle orecchie e  le loro campanine Chantèclair , ritmano esultanti la mia marcia trionfale mentre incedo fatale sulle vecchie pietre, strascicando i miei sandali infradito capresi doc, di piatto cuoio vecchio, e il mio trolley rosa  da weekend  puro Samsonite. Perfetto,  no? rendo l’idea?

Finalmente mi sento a casa, tutto è comme il faut.                                                    
Mi faccio agganciare da un tassinaro con la macchina tranciata e la vela al vento. Sì lo so, chérie, che mi costa venti euro solo per due tornanti fino alla piazzetta, potrei prendere la funicolare che me ne costa sei, ma vuoi mettere? Il vento nei capelli, il mento in alto a sogguardare la plebe marciante e schiattante, perché tutti vorrebbero essere al mio posto, non credi? Chissà poi perché non lo fanno, boh!...

Sono arrivata, scendo con dovuta scioltezza ed eleganza, pago con nonchalance - il  guaglione tassinaro sgancia un sorriso  a cinquanta denti mentre mi regge lo sportello - e mi avvio verso la mia adorata piazzetta, dove mi schianto su una sedia del mio storico bar d’elezione, arrivando  a sinistra, tanto per capirci.

Devo pur riposarmi del viaggio, no?                                                                                                             

Mi faccio portare dal festante cameriere – bentornata, signurì, siete arrivata con l’aliscafo delle tre?, sorriso sempre a cinquanta denti -  un bel   Daiquiri ghiacciato e comincio a sorseggiarlo lentamente mentre,  senza parere,  mi osservo intorno.                                                                          

Davanti a me sta passando, fichissimo, Alessandro Preziosi, camicia e chioma al vento. Tiene per mano Elena, la delizia di ragazzina che ha avuto da Vittoria Puccini…che poi perché mai si sono lasciati? Belli, ricchi, innamorati… Facevano già coppia perfetta in "Elisa di Rivombrosa", poi nella vita, che altro vuole la gente non lo so…

Ausilia, la proprietaria della libreria La Conchiglia, sta passando di corsa con uno dei suoi camicioni raso terra di lino bianco, su cui spicca la coda di capelli neropece, seguita dal marito Riccardo ma senza affannarsi, lento pede, il sigaro in bocca. Entrambi mi riconoscono e mi fanno ciaociao con la manina, ricambio sorridente poi punto una chioma biondo-cenereoramaiquasibianca inconfondibile: Luca di Montezemolo si sta avvicinando, sciarpina, giornale ripiegato sotto l’ascella, maglioncino négligé buttato di traverso sulle spalle…                   
Non mi muovo, anzi trascino lo sguardo altrove, non sia mai si dovesse pensare che mi sono seduta qui apposta per guardare i vip…

Sono io la Vip, che degno questo micro mondo di eleganza della mia presenza che più caprese, più puro stile Jackiekennedy, non si può!

Fiera, chiedo il conto al cameriere. Me lo porta veloce, sempre sorridendo a cinquanta denti…

Eccheccapperiperò!!! Trenta euro per un aperitivo e du’ patatucce fritte?! A Roma me ce sarei fatta pizza , birra, supplì e pure er dolce, volendo!

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