Prima colazione

  • Published in
  • Read: 21 times

Due chiacchiere di Bon Ton

Priscilla, ragazza single di -anta anni, su poche cose è intransigente come sulla prima colazione.
A tale nobile scopo sacrifica mezz'ora del suo prezioso sonno mattutino, convinta che nulla propizi una buona giornata quanto un buon inizio.

Di solito consuma in cucina – preparare in sala le sembra macchinoso – purché questa sia in perfetto ordine già dalla sera precedente. Ciò che ritiene irrinunciabile alla riuscita dell’impresa è avere tempo a disposizione: mai trangugiare in piedi robe bollenti mentre con la mano libera si sfilano i beccucci dai capelli e il cuore batte follie d’angoscia al timore di un possibile ritardo. Priscilla detesta la fretta.                                                                       

Così con calma, dispone su un tavolino rotondo una tovaglietta immacolata fresca di stiro (ne esiste un’apposita pila nella credenza, che la colf controlla ogni giorno) e apparecchia con cura, non senza prima aver acceso la fiamma sotto la caffettiera già montata, in attesa sul fornelletto.

Dispone il pacchetto dei biscotti integrali senza zuccheri aggiunti, la marmellata di arance amare/pompelmo/limone, la scatola dei Kellog’s, ovviamente integrali, la caraffa del latte, ovviamente scremato e senza lattosio, la ciotola di riferimento e due tazzine di caffè, una davanti alla sua postazione di consumo e una più indietro, vedremo poi perché.

A questo punto l’ambiente è inondato dal profumo incomparabile del caffè che esce, e l’ora è giunta. Munita di presina al silicone, dispone la macchinetta su anatrella di ferro battuto già predisposta, e siede.

Ecco, il rito ha inizio.

Priscilla afferra la caffettiera con già citata presina al silicone, ne aspira ancora voluttuosamente il profumo, poi la inclina con grazia e sapienza sull’apposita tazzina: il liquido si riversa, nero e spumoso, fino a formare sulla superficie una cremina chiara e uniforme. Diligentemente, Priscilla strappa il bordo della bustina del dolcificante e lo versa nel caffè. Rimescola col cucchiaino, sempre aspirando voluttuosamente, poi deposita il cucchiaino e si concede il primo sorso, a occhi chiusi.

Niente può equiparare quel momento di paradiso: la giornata è benedetta.                                                                                                        

Lentamente, Priscilla trangugia il suo caffè, poi passa alla ciotola di latte freddo coi Kellog’s, poi a due – non di più, ha prescritto la sua nutrizionista – biscotti integrali spalmati di un velo di marmellata.

Sbocconcella distesa, senza fretta, a occhi chiusi: vorrebbe che quel momento non finisse mai… Purtroppo non è così, tutte le cose belle hanno una fine. Ma Priscilla ha predisposto perché anche questa sia dolce.

Afferra la tazzina vuota di caffè col suo piattino e cucchiaino e ne arretra la posizione sulla tavola, fino a lasciare libera la sua postazione. Poi porta avanti con civetteria la tazzina ancora intonsa, fino ad ora nelle retrovie, fino a trovarsela davanti. La caffettiera è ancora calda, meglio munirsi di presina. E così gloriosamente termina la prima colazione di Priscilla, con il secondo caffè del congedo, che, quanto a bontà non è proprio come il primo, ma fa sperare che tutto, prima o poi, ricominci.

Domani è un altro giorno…..

I suoi secondi…anta anni

  • Published in
  • Read: 34 times

Due chiacchiere di Bon ton


Priscilla ha deciso. Vuol degnamene festeggiare i suoi …anta anni, perché col cavolo che vuol dare a intendere ad amici e parentado che ormai si è arresa, o che di anni ne ha molti di più di quanto comunemente si pensi. Ha optato per una cena in piedi – che poi di lì a qualche giro di danza post-champagne il passo è breve e così, senza parere, viene una bella festa – con piatti regionali e patriottici, visto l’andazzo che tira.

Ha pensato a un risottino allo zafferano, che poi cospargerà di striscioline rosse di peperoni arrosto e tritato verde di pistacchi di Bronte, così da onorare la nostra bandiera. Ha qualche dubbio sul risultato gastronomico finale, ma la scenografia merita il rischio! Poi farà seguire un fegato rigorosamente alla veneta e un baccalà rigorosamente alla vicentina, per non far torto a nessuno. Contorni di insalate fresche e crude e niente, neanche l’ombra di kartoffen, per carità, onde non si pensi a un omaggio di sudditanza all’imperio di Frau sappiamo tutti chi… .

Per finire, frutta di stagione opportunamente tagliata e composta in un lungo piatto ovale a mo’ di stivale, con isole annesse, naturalmente, soprattutto Lampedusa, che si presenta circondata da un punto interrogativo di fragoline rosse: e chi vuol intendere intenda!
Ha già diffuso un sottofondo di opera lirica e si accinge a ricevere gli ospiti , paludata in uno svolazzante abito di chiffon azzurro, che, si sa, è il colore del Mare nostrum, e ben si intona alla zampillante cascata di riccioli rossi stile “tardo impero romano” che, con natri e forcine, è riuscita a costruirsi in testa in non più di due ore.

Gli ospiti cominciano ad arrivare, ciascuno col suo pacchetto regalo, bevono, spiluzzicano, conversano: tout va bien, madame, la rassicura il cameriere, un cristone in giacca bianca e alamari d’oro, reclutato per l’occasione. Giunge l’ora della torta: un mausoleo a più piani, glassa bianca e niente candeline. Anzi no, una c’è; ma è piccola, biancoglassata,quasi indistinguibile sul tetto del mausoleo, se non fosse per la lucina che il cameriere, con scatto preciso del pollice destro, ha fatto scoccare proprio ora. Tutti si accalcano, applaudono, cantano, si spengono le luci e con un robusto soffio - meritevole di ben più nutrita squadra di candele– Priscilla finalmente spegne. Cala il buio, insieme con un brivido di orrore chiaramente proveniente dalle balze di chiffon azzurro mare.

Un attimo di silenzio….poi si leva, eroica, la temuta voce anonima che formula la temutissima , ineludibile domanda: “A Prisci’! Ma quanti so’
st’anni che compi?” Silenzio di ghiaccio. Ma l’ufficiale in giacca bianca Priscilla non lo paga mica per niente: gli alamari scintillano improvvisamente vicini al
giradischi, mentre, senza sapere come né perché, nell’aria esplode il più clamoroso, bailoso, samba brasiliano, che tutto tacita e pietosamente
ricopre….

Subscribe to this RSS feed

Log In or Register