L’assemblea di condominio

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Due chiacchiere di Bon Ton

Carissime, qui è la vostra Priscilla, che ha un consiglio urgente da chiedervi. Oggi pomeriggio alle 18 c’è assemblea di condominio. Non sto neanche a chiedervi se conoscete il format, sono convinta che sia universale: stanza squallida, tavolone anonimo al centro, intorno sedie spaiate con sopra condomini di vario tipo, tutti attempati per lo più, ma caspita che strozza che ti tiran fuori se si tratta di difendere il loro millesimo quadrato da un’ombra di aumento!

Di una noia, di un deprimente…..

Non crediate che di questi attempati io voglia sedurne neanche mezzo, sfasciati come sono. Ma sento che per bon ton, per dignità, per me stessa insomma, sia giusto portare in quell’ambiente una nota di colore, chessò, quel frin frin di eleganza, che solo una donna ancora quasi giovane come me può suggerire.

Non trovate? Sì?

E allora mi metto davanti allo specchio e mi studio. Capelli rossotiziano e ricci fanno allegria da sé, ma il rossetto deve essere rigorosamente in tinta. Butto all’aria il contenuto dei cassettini della toilette alla ricerca del ruggine perfetto - tubetti, stick, matite, dischetti – e finalmente eccolo!!!L’ho trovato!
Inciprio le labbra, ne disegno accuratamente il contorno con una matita appena un po’ più scura. Poi, con il pennellino, tubetto alla mano, stendo il colore con tocchi sapientemente preraffaelliti. Perfetto. Con la stessa matita accentuo il colore di qualche lentiggine sul naso, anche quelle sono divertenti, non trovate? Aggiungo sulle guance un soffio di fard e mi pare che, quanto a trucco, possa bastare.

Poi parto alla ricerca dell’abito. Cosa si indossa a una riunione di condominio delle ore 18? Un abito da cocktail? Mmmm….Eccessivo, temo, anche perché siamo in assoluta assenza di cocktail, ma che dico? Anche di un bicchier d’acqua, nel caso qualcuno soffocasse. I jeans? Troppo ragazzina, non mi prendono sul serio, anche se qualche occhio lubrico sono sicura inseguirà con nostalgia e golosità le curve aderenti del tessuto…. Opto alla fine per una gonnellina blu a pieghe, che abbino a una camicina color rosa cipria, in armonia con tutto il ruggine che mi ritrovo.

Tacchi? Senza meno!! Non vertiginosi, per carità: una cosa media, ma adeguatamente stilettata, sotto scarpine blu, classiche ma ampiamente scollate sulle dita dei piedi: fanno chic da impazzire, impongono deferenza al solo guardarle. Ma a questo punto, allora, le perle della nonna alle orecchie, quanto a eleganza, ci cascan da Dio! Eseguo, mi guardo, mi piaccio. Mmm…C’è ancora qualcosa che non va. Tutti questi riccioli rossi disordinati….troppo estrosi? Forse casual? Addirittura HIPPY?
Afferro di corsa il pettine col manico a punta, m’impegno a fondo, ed ecco che in poco tempo e due forcine riesco a ricavare un perfetto chignon a banana, stile Audrey Hepburn..

Ooooooh! Ora mi sento proprio in tono! A la page, come si dice. A proposito, non ho chiesto. Chissà se all’assemblea parteciperà il nuovo condomino!? Sì, quel giovane manager single, come si chiama? L’ingegner Riccobono, ecco, che non si riesce mai, dico mai, a incrociare per le scale o sul
portone di casa…

Rosse alla riscossa: dal rogo alla seduzione

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"Bianca di carne, rossa di capelli, ragazza che dai buchi della veste mostri la tua bellezza e la tua povertà"
(Charles Baudelaire)


Sin dalla notte dei tempi, alle persone dai capelli rossi sono state attribuite caratteristiche e poteri speciali e sono state oggetto di interesse di numerosi artisti.

I Rossi nella storia

Nell'antico Egitto i rossi venivano associati a Seth, dio del Caos, e considerati incredibilmente feroci. Secondo alcune leggende Ulisse era rosso di capelli. Infatti, il suo nome deriverebbe dal verbo “odýssomai” (= essere adirato), in quanto si pensava che le persone dai capelli rossi fossero facilmente irascibili. Anche Aristotele dette il suo contributo nel descrivere le donne con capelli rossi come soggetti dal notevole temperamento, definendole come “emotivamente non- addomesticabili”. Le donne dai capelli rossi, nel corso della storia e nelle pagine della mitologia, sono state descritte come grandi guerriere e temibili sovrane dal temperamento piuttosto tenace e ribelle. La grande regina Boadicea, che guidò i Britanni in una rivolta contro i romani, venne descritta come segue dallo storico romano Dione Cassio: “Boudicca era alta di statura, con uno sguardo che incuteva paura, una voce roca e una massa di capelli rosso brillante che le scendeva fino alle ginocchia. Portava una collana d'oro dagli anelli intarsiati, una veste variegata e, sopra questa, un manto chiuso da una fibbia. Stringeva nella mano una lunga lancia, che incuteva timore a quanti la osservavano”. Nel Medioevo, invece, il colore rosso diventa il segno inequivocabile dei rapporti con il “Male” e le donne dai capelli rossi venivano bruciate sul rogo come streghe, in quanto erano considerate seduttrici ed amorali. I capelli rossi divennero simbolo di degenerazione morale, chi aveva questo colore e gli occhi verdi era vista come una strega, un licantropo o un vampiro. Sicuramente una delle origini di questa credenza va ricercata nell’antica Roma e, quindi, nella volontà di cancellare nel Medioevo tutto ciò che di pagano ci fosse. I capelli rossi, inoltre, da sempre hanno sempre stimolato la fantasia di pittori, poeti, artisti e letterati. Molti pittori hanno mostrato grande predilezione per i capelli rossi.

Il colore rosso Tiziano si riferisce non a caso all’uso frequente di questa pigmentazione proprio nella rappresentazione dei capelli (in particolare di donne)da parte del pittore italiano Tiziano. Botticelli utilizzò il colore nel suo famoso dipinto“La nascita di Venere” rappresentando appunto la dea classica Venere coi capelli rossi. Altri pittori noti per l’uso di soggetti coi capelli rossi furono Edmund Leighton, Amedeo Modigliani, Gustav Klimt e molti altri ancora.

Personalità e colore di capelli

Oggi i capelli sono considerati un’estensione della nostra personalità e parlano molto della persona a cui appartengono. Da un punto di vista psicosomatico rappresentano l’identità e l’istintualità, oltre ad avere un chiaro legame con l’eros e la seduzione, soprattutto per le donne. Il capello rappresenta le proprie radici, perché racchiude in sé i ricordi ed è al tempo stesso un’antenna che collega a qualcosa di più in alto di noi: è proiezione delle idee, dei pensieri e della personalità dell’essere umano. La donna dalla capigliatura rossa abdica al ruolo di strega e viene definita focosa, sensuale, bella ed intrigante, ma soprattutto ribelle e libera, con un carattere al di fuori degli schemi, originale e bizzarro, sicuramente di non semplice gestione.

Dimmi che rosso ti piace e ti dirò chi sei:

Anche se il numero delle “rosse” originali è in costante diminuzione, il fascino esercitato dalle tinte che vanno dal mogano al rosso corallo non è di certo andato a decrescere. Come dimenticare la bellezza prorompente di grandi dive reali come Rita Hayworth o gli esordi cinematografici della rossaNicole Kidman, la fantastica Jessica Rabbit o una delle regine della moda Vivienne Westwood, che ha fatto del color rosso la sua etichetta.

Ogni gradazione di rosso è indicativa di ciò si vuol comunicare:

Biondo rame dorato e castano chiaro rosso sono tonalità che esprimono solarità, giovialità, allegria e risultano essere perfette per una donna che ama il cambiamento, non rinunciando ad essere se stessa.

Rosso fuoco è per antonomasia il colore della passione, adatto ad una donna che vuole affermare la propria sensualità e femminilità, espressione di una vera “femme fatale”.

Rosso mogano per una donna dal carattere dominante che ha raggiunto l’equilibrio con tutto ciò che lo circonda e sa come gestirlo.

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