Tiziano

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Che ne è stato di quei 111, Tiziano?

Guardo l'ultimo video del buon Ferro e l'unica novità degna di rilevanza è la sua nuova forma fisica.

Prima smagliato, poi smagliante.

La cosa rassicurante da ricavarne è che la sfiga in amore non dipende dal peso, perché sono anni che Tizianone si lamenta della sua catastrofica vita sentimentale, che però gli frutta un sacco di SIAE.

Mi piacciono i salsicciotti che un giorno si svegliano, decidono di andare in palestra e si pompano. Ci vuole molta forza di volontà per passare dai bucatini ai buchi nelle chiappe, per gli ormoni.

Che poi non si diceva in giro che a Ferro piacessero i Chubby Bear? Non so, non ce lo vedo lui con uno che potrebbe essere la sua custodia Samsonite. Si vociferava che stesse con Marco Carta. Sì, ecco, con lui ce lo vedo. Soprattutto perché tra loro non ci sarebbe competizione: uno ha un'ugola d'oro, l'altro ha una grattugia in acciaio inox ficcata nella gola.

Comunque rende bene nel video, camminando a rallentatore come in 300, col bicipite tirato e le braccia conserte per stringere i pettorali, tutte pose naturali, spontanee, per nulla studiate. 'Nu jeans e 'na maglietta, una melodia alla Mario Merola e il meló è servito.

"Crederci sempre, arrendersi mai" diceva il grande saggio e filosofo metropolitano Simona Ventura, e Ferro ci crede, tanto.

Ci crede a tal punto che non gli interessa se ci crediamo pure noi. Lui va, su spiagge assolate al tramonto, su decappottabili che si guidano da sole, in studio, esaltato come allo stadio.

Perché così lo vogliamo Tiziano Ferro, sfigato convinto, in forma ma con mestizia, lì per caso ma con Google Map.

Che poi volevo parlare della canzone, ma i bicipiti tirati sembrano davvero l'unica novità rilevante del ritorno di Tizianone.

Dai, parliamo della canzone.

Dicevamo, i Chubby Bear...

 

 Fabio Cicolani

 

 

 

 

Credits:

Photo  © Danilo D'Auria

Prima Volta

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C’è una prima volta per tutto.

C’è stata perfino una prima volta per Kim Kardashian per essere rinchiusa nel bagno di un albergo a Parigi mentre quattro finti poliziotti francesi le svaligiavano la camera. In pratica Poirot incontra Mister Bean. C’è da dire che la notizia di Kim che si lamenta del furto di qualcosa che non ha neanche pagato, non è una prima volta.

Comunque, sì: c’è una prima volta per tutto.

Questa è la mia.

Oggi libero nero su bianco un po’ di quei pensieri frivoli che prima facevano capolino solo fra amici intimi, in una serata magari un po’ troppo alcolica. Per gli altri, perché io sono astemio.

Apro le finestre alla leggerezza - e non perché ho messo degli assorbenti con le ali, no - ma perché ho deciso che “Basta con la serietà”. Quella serietà che a trent’anni sta male.

Che se sei maschio e non ce l’hai, è da gay.

Che se sei femmina e ce l'hai, allora la dai a tutti.

Che poi cosa vuol dire essere “seri”? Che non si ride quando qualcuno inciampa? O se a cadere è Lady Gaga sui trampoli allora va bene perché, tempo cinque minuti, uscirà un meme su Facebook con scritto “pagliaccia”? Massì, al bando la serietà, anche dopo i trenta.

Che la frivolezza, dopo i trenta, si fa meglio. Come il sesso, che dopo i trenta lo fai meglio, ma solo se ne dimostri meno.

Andatelo a dire a Mariah Carey, "Basta frivolezza!", lei che trent’anni li ha compiuti già sedici volte, anche se nessuno ha osato dirglielo. Ditelo a lei, che non si può più essere frivoli dopo i trenta. Vedi che cinque ottave di lividi che ti combina.

C’è una prima volta per tutto, concludo. Mi guardo indietro e mi accorgo che questa è stata la mia prima volta. Ma non mi metterò a tirare le somme, che è una cosa da quarantenni nostalgici e io, invece, ho compiuto trent'anni appena sei volte.

E mi aspettano ancora almeno un milione di ottave di prime volte.

 

Fabio Cicolani 

 

 

 

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