Prima Volta

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C’è una prima volta per tutto.

C’è stata perfino una prima volta per Kim Kardashian per essere rinchiusa nel bagno di un albergo a Parigi mentre quattro finti poliziotti francesi le svaligiavano la camera. In pratica Poirot incontra Mister Bean. C’è da dire che la notizia di Kim che si lamenta del furto di qualcosa che non ha neanche pagato, non è una prima volta.

Comunque, sì: c’è una prima volta per tutto.

Questa è la mia.

Oggi libero nero su bianco un po’ di quei pensieri frivoli che prima facevano capolino solo fra amici intimi, in una serata magari un po’ troppo alcolica. Per gli altri, perché io sono astemio.

Apro le finestre alla leggerezza - e non perché ho messo degli assorbenti con le ali, no - ma perché ho deciso che “Basta con la serietà”. Quella serietà che a trent’anni sta male.

Che se sei maschio e non ce l’hai, è da gay.

Che se sei femmina e ce l'hai, allora la dai a tutti.

Che poi cosa vuol dire essere “seri”? Che non si ride quando qualcuno inciampa? O se a cadere è Lady Gaga sui trampoli allora va bene perché, tempo cinque minuti, uscirà un meme su Facebook con scritto “pagliaccia”? Massì, al bando la serietà, anche dopo i trenta.

Che la frivolezza, dopo i trenta, si fa meglio. Come il sesso, che dopo i trenta lo fai meglio, ma solo se ne dimostri meno.

Andatelo a dire a Mariah Carey, "Basta frivolezza!", lei che trent’anni li ha compiuti già sedici volte, anche se nessuno ha osato dirglielo. Ditelo a lei, che non si può più essere frivoli dopo i trenta. Vedi che cinque ottave di lividi che ti combina.

C’è una prima volta per tutto, concludo. Mi guardo indietro e mi accorgo che questa è stata la mia prima volta. Ma non mi metterò a tirare le somme, che è una cosa da quarantenni nostalgici e io, invece, ho compiuto trent'anni appena sei volte.

E mi aspettano ancora almeno un milione di ottave di prime volte.

 

Fabio Cicolani 

 

 

 

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