Terremoto

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Bisogna trovare sempre qualcuno a cui dare la colpa.

Tira un terremoto bastardo? Vai col gomblotto.

Tutti sismologi laureati alla WikiFacoltà di Bufalonia.

Tutti a scrivere "Si sono aperte nuove faglie" sotto la crosta terrestre, senza rendersi conto di stare a fissare un ingrandimento del sedere di Valeria Marini al GF Vip.

Poi arriva la specialista Dottoressa Molly Di Matarrasso, che dà la colpa ai migranti che, svuotando l'Africa, ne hanno alleggerito la superficie è quella ha cominciato a galleggiare verso l'Italia.

In pratica la stessa teoria geofisica che da anni tenta di spiegare come mai Rose non potesse rimanere a galla sulla porta con Jack Dawson.

Ultima arrivata Radio Maria, la radio le cui frequenze sono satellitari e vengono diffuse direttamente dal Paradiso, perché non c'è bisogno neanche della radio per ascoltarla, vicino alle loro antenne di trasmissione basta un termosifone o un citofono.

Secondo gli illustri speaker, il terremoto è una punizione divina per le unioni civili.

Mi domando come sia possibile che la Danimarca sia ancora in piedi e non sul fondo del Mare del Nord, dispersa nel tempo e nello spazio come Atlantide, visto che da loro i gay si possono sposare dal 1989.

Tutti a dare la colpa ai gay.

E loro a chi dovrebbero dare la colpa per Malgioglio, Solange e Signorini?

Ma poi perché punire paeselli dove i gay hanno, al massimo, passato un weekend in un Bed&Breakfast, considerato "friendly" solo perché c'erano candele profumate sul davanzale della camera?

Perché non radere al suolo Pufflandia? Lì sì che è pieno di gay che non si filano l'unica femmina disponibile, alla quale non resta che raccogliere puffragole?

La verità è che trovare qualcuno a cui dare la colpa è uno sport che in Italia ha poi seguaci che il calcio, più follower di Gianluca Vacchi e più facce di Eleonoire Casalegno.

La colpa, in Italia, la si dà via come le olgettine senzatetto - costrette a vivere in una doccia solare - facevano col... voto.

Ma badate bene, signori Radio Maria, che dare la colpa del terremoto ai gay è una banana boomerang che torna alle scimmie che l'hanno lanciata, allargando una faglia già bella trafficata.

 

 Fabio Cicolani

Tiziano

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Che ne è stato di quei 111, Tiziano?

Guardo l'ultimo video del buon Ferro e l'unica novità degna di rilevanza è la sua nuova forma fisica.

Prima smagliato, poi smagliante.

La cosa rassicurante da ricavarne è che la sfiga in amore non dipende dal peso, perché sono anni che Tizianone si lamenta della sua catastrofica vita sentimentale, che però gli frutta un sacco di SIAE.

Mi piacciono i salsicciotti che un giorno si svegliano, decidono di andare in palestra e si pompano. Ci vuole molta forza di volontà per passare dai bucatini ai buchi nelle chiappe, per gli ormoni.

Che poi non si diceva in giro che a Ferro piacessero i Chubby Bear? Non so, non ce lo vedo lui con uno che potrebbe essere la sua custodia Samsonite. Si vociferava che stesse con Marco Carta. Sì, ecco, con lui ce lo vedo. Soprattutto perché tra loro non ci sarebbe competizione: uno ha un'ugola d'oro, l'altro ha una grattugia in acciaio inox ficcata nella gola.

Comunque rende bene nel video, camminando a rallentatore come in 300, col bicipite tirato e le braccia conserte per stringere i pettorali, tutte pose naturali, spontanee, per nulla studiate. 'Nu jeans e 'na maglietta, una melodia alla Mario Merola e il meló è servito.

"Crederci sempre, arrendersi mai" diceva il grande saggio e filosofo metropolitano Simona Ventura, e Ferro ci crede, tanto.

Ci crede a tal punto che non gli interessa se ci crediamo pure noi. Lui va, su spiagge assolate al tramonto, su decappottabili che si guidano da sole, in studio, esaltato come allo stadio.

Perché così lo vogliamo Tiziano Ferro, sfigato convinto, in forma ma con mestizia, lì per caso ma con Google Map.

Che poi volevo parlare della canzone, ma i bicipiti tirati sembrano davvero l'unica novità rilevante del ritorno di Tizianone.

Dai, parliamo della canzone.

Dicevamo, i Chubby Bear...

 

 Fabio Cicolani

 

 

 

 

Credits:

Photo  © Danilo D'Auria

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