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Selezione all'ingresso del 2017

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Ogni fine anno che si rispetti, vuole che si tirino le somme.

Un po’ come quando a fine serata, dopo che a casa hai speso ore per fare un ingresso in disco degno di Amanda Lear, non hai tirato su neanche un drink gratis e, per non rimetterci neanche la tara - visto che non hai portato a casa il netto - speri ancora nel lordo, anzi nel lardo, ovvero che il tipo o la tipa che è rimasto in disparte per tutta la sera, nascosto nella penombra, l’abbia fatto soltanto per scrupolo sugli abbinamenti azzardati e non perché il suo indice di massa grassa schizza alle stelle come le quotazioni della Apple al rilascio di un nuovo I-Phone.

Cosa lasciamo nel 2016 e cosa portiamo nel 2017?

Visto che se ne è parlato tanto, portiamo nel nuovo anno il trono gay?

Nì.

Lo portiamo se Maria De Lourdes decide al prossimo giro di mettere sullo scranno non la fotocopia omosessuale dei corteggiatori etero (tutti rigorosamente phonati, coi denti finti, i risvoltini e le docce solari) ma qualcuno un po’ più alla mano, magari pure bruttino, tiè, che ce ne sono di gay brutti eh! Ce ne sono eccome, solo che per la vergogna di non beccare niente si spacciano etero e gli etero li additano come gay.

Nel 2017 voglio ancora Mentana su Facebook che blasta gli idioti e Michela Murgia che vendica gli alberi sacrificati per stampare i libri di Fabio Volo.

Lascio volentieri nel 2016 tutto il torrone del referendum costituzionale, che ha scombinato le carte in tavola chiudendo con esito incerto tutte le partite che si stavano giocando allo stesso tavolo.

Nella tomba dell’anno che si chiude sigilliamo, vi prego, i risvoltini che evidenziano la caviglia nuda anche in inverno, gli spacchi ascellari che lasciano intravedere mutande post-it e disastri della ceretta, le tute oversize che non stanno bene a nessuno e le frange, che hanno fatto capolino e, per fortuna, si sono immediatamente ritirate, come capezzoli col freddo.

Avrei voluto portare nel 2017 molte delle leggende che invece hanno terminato la loro staffetta nei mesi passati. Anna Marchesini è stata il mito comico della mia vita, una donna dal talento straordinario, madre della comicità al femminile made in Italy degli ultimi trent’anni, nessuna come lei.

E poi George Michael, lo consideravo già dei nostri e invece mi tocca di aggiornare questo articolo a ridosso della pubblicazione. Un altro grande della musica se n’è andato, a Natale. Qui non c’è molto spazio per le battute, c’è solo da ringraziare per tutte le belle canzoni che ci ha lasciato e l’insegnamento prezioso di scegliere bene i posti dove appartarsi per fare sesso senza farsi beccare.

Be’, è pur sempre il Pomo della Discordia, contraddirmi è il minimo.

Spererei di lasciare nel 2016 gli stronzi, ma quelli, si sa, galleggiano oltre ogni barriera e si nascondono perché tu li pesti quando meno te lo aspetti.

E allora il Pomo della Discordia vi augura di individuarli subito, calciarli nelle terga e rispedirli nel passato, zona grigia dal quale spesso provengono e guardare avanti, verso 365 nuovi giorni di radiose opportunità.

 

The Queen of Christmas

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In questa settimana prenatalizia in cui il profumo di arancia e cannella mi accompagna insieme ai colori dell'agrifoglio, sono invasa, da sentimenti benevoli e ho deciso di mettere da parte i consigli di bellezza. È ora di raccogliere i frutti: le basi le ho fornite (per le indolenti, leggete gli articoli precedenti) e se avete studiato sarete impeccabili durante le feste! In caso contrario rivolgetevi ad un professionista, che per ragioni di overbooking vi rimbalzerá al 2017. Chi tardi arriva male alloggia e una vera donna può permettersi di fare tardi sempre, eccetto quando fa shopping o si rivolge ad un professionista di bellezza (compreso il proprio chirurgo estetico).
Quindi per ora scordatevi profumi e balocchi perché è tempo di parlare della regina del Natale: Mariah Carey.
Nata a Huntington il 27 marzo 1970, Mariah è una cantautrice, attrice e produttrice discografica statunitense. Popolare in tutto il mondo sin dagli anni novanta, con oltre 200 milioni di dischi venduti, è tra gli artisti di maggior successo nella storia della musica.
O sarebbe meglio dire era?

 

Una cosa è certa ormai "svociata" e in classifica dal 1994 solo con la canzone natalizia, pare sia cambiata molto nel corso degli anni anche nell'aspetto.
Il suo volto, morbido e sovrastato da una folta chioma, ha subito diversi cambiamenti: 

Naso

Prima - Dopo 


 

il naso in primis, trasformandosi da largo e a patata a sottile e dalle proporzioni armoniche. Confrontando le foto dell'inizio della sua carriera con le ultime, si può notare la differenza nel suo décolleté: 

Seno

Prima/Dopo

il seno da piccolo e tondo, si è trasformato in una scollatura davvero prorompente. Sembra poi che la cantate non si sia fatta mancare botox, filler e botulino:

Zigomi

Prima/Dopo

gli zigomi importanti con il passare degli anni sono ancora più evidenti, e sembra proprio che il labbro superiore sia stato rimpolpato per eguagliare le dimensioni di quello inferiore.

Corpo

Prima/Dopo

Anche il suo corpo non è più lo stesso, la silhouette di Mariah ormai da anni è decisamente appesantita da diversi chili di troppo.
Dite quello che vi pare ma per me lei sarà sempre The Queen of Christmas.

 

 

 

 

Santa Claus Dressing

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I VESTITI DI BABBO NATALE E LE FOLLIE DI CAPODANNO L’ALLEGRIA CHE UNISCE

 

 

Paffutello, bianca la sua barba rassicurante, rossa la tunica orlata di candida pelliccia, confortevoli i pantaloni negli stivali oversize, considerevole il cinturone con fibbia gigante. Tocco raffinato, il tipico copricapo con pompon seduzione.

Design perfetto a simboleggiare modernità, eleganza e solennità. Tanto che si dice sia indossato anche dalla Regina degli Elfi amici di Santa Claus.

E’ bello il nostro Babbo Natale amico di tutti i bambini del mondo.

Bonario e sorridente non sta fermo un sol momento. Dondola allegro

persino quando guida la sua inseparabile slitta ricolma di doni e balocchi. Sfreccia nel firmamento a velocità siderale pronto a raggiungere in una notte i 700 milioni di bimbi che attendono risposta alle tenere letterine che gli hanno inviato.

Qual è il segreto di Babbo Natale? E’ la velocità supersonica che lo rende invisibile e impercettibile agli occhi e alle orecchie degli esseri umani per cui nessuno riesce a vederlo e a sentirlo. Ma lui c’è e viaggia a 10 milioni di chilometri l’ora. La sua sfida tempo-spazio sembra dischiudere nuove straordinarie esplorazioni del cosmo.

Mille filastrocche dai piccini arrivano a lui: caro Babbo Natale, chiedono: “coloralberiamo” per te e aspettiamo i tuoi doni sotto l’abete “vestiti pure tu di tanti colori e regala l’allegria a tutti noi.”

Lui ascolta tutte le voci e si chiede perché il mio vestito non è mai cambiato. Babbo Natale dai mille colori? Proviamo dice lui e prende così pennelli e vernici.

Prova con il verde il colore dell’abete, poi con il giallo come le stelle comete, quindi il marrone dei boschi, fino all’azzurro dei cieli stellati.

Lui però si vede diverso e non si sente più contento. Come fare allora per regalare felicità?

D’improvviso rimette l’abito rosso e si sente proprio raggiante: “sempre rosso il mio giaccone, così pure il pantalone, con un largo cinturone e il mio grande sorrisone. Solo così, in fondo, in fondo, posso viaggiare intorno al mondo e regalare tanti sorrisi e felicità”.

Ha capito Babbo Natale che il potere dei suoi vestiti è l’allegria che lui può regalare e sa che il suo abito veste la libertà. Così al Polo Nord indossa una lunga tunica di velluto profilata di bianco, ma anche una redingote che nei Paesi più caldi diventa un simpatico gilet con un grosso bottone su una leggera camicia lattea.

Se Babbo Natale è magico, il Capodanno che lo segue è ricco di simpatiche follie vissute come si vuole e come si può.

Travolgente, esilarante, sempre divertente il look sia degli abiti che del make-up Si inneggia al nuovo anno con splendidi propositi e intanto ci si fa prendere dal turbinio di feste folli alla ricerca dell’abito più sensazionale e delle acconciature più stravaganti.

Nello spirito delle festività per Babbo Natale il più amato è il look sui toni del rosso brillante e seducente con gloss glitterato e riflessi oro.

Ma niente di tutto questo vale per la notte di Capodanno.

Qui la regola è una: l’eccesso fa successo.

Dopo il classico ‘cosa mi metto’ arriva puntuale la domanda: quali sono le chiome più belle e più trendy per una serata shock.

Taglio bob, lob, Swag, o Flaves con quelle pieghe piatte tanto di moda? E per lo styling della frangia? Su quali colorie puntare: biondo vaniglia o biondo Marylin, rosa o rosso, verde o blu? E poi capelli lisci, ricci o il new long? Torchon afro o treccia lunga?

E che dire della nail art: da fuochi d’artificio oppure scegliere glitter sottili più semplici ed eleganti?

Inutile arrovellarsi con mille dubbi. Non ne usciremo mai. Fortunatamente c’è il look maker. E’ lui il vero Sovrano delle feste. E’ lui che con il suo estro artistico sa trovare la nuance giusta per ognuno e sempre all’insegna dell’allegria che unisce.

Propositi per l’anno che verrà? portare a termine quelli dello scorso anno.

 


 

 

 

 

 

LA CASA DI BABBO NATALE A CHIANCIANO TERME

 

 

 

Disneyland natalizio, atmosfera hollywoodiana all'interno del Parco Acquasanta, favola per bambini e per adulti in Valdorcia, nel cuore della Toscana, a Chianciano Terme.

È complicato trovare degli aggettivi per la casa di Babbo Natale, provare a raccontarla é impresa ardua, perché mai si era pensato e creato qualcosa di simile, se non a New York e dintorni. Qui si va oltre, c'è un insieme di genialità e attenzione al dettaglio che stupisce, ammalia, a tratti stordisce, c'è qualcosa di inverosimile: il posto va oltre la favola, a cominciare dalla location, uno dei parchi secolari a Chianciano Terme. All’ingresso del parco, i turisti avranno modo di ammirare la splendida stazione del Polar Express, adeguatamente allestita con ghiacci ed ambientazioni polari, per il trenino che sarà uno dei mezzi di trasporto per raggiungere il luogo dell’evento. Le diverse strutture, quali il Salone Ottagonale, il Salone Nervi e la Sala Fellini, diventeranno gli ambienti magici del Paese di Babbo Natale, con la Casa degli Elfi, i percorsi incantati, le aree dedicate alla manipolazione e al gioco, i laboratori di creatività, oltre che la sontuosa ed elegantissima camera da letto di Babbo Natale, con il trono su cui il vecchio più amato nel mondo, incontrerà i bambini regalando loro emozioni ineguagliabii. La fiaba è merito di Paolo Grossi, artista di Montecatini, per tutti Paolo Sax: è lui la mente e anche il braccio dell'iniziativa patrocinata dal comune e realizzata in collaborazione con la Pro Loco. Elfi e lettere, renne e piatti toscani, Babbo Natale e vini pregiati, terme e desideri. A Chianciano Terme

 

 

 

 


Gayo Natale

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 Poteva mancare un post discordante sul Natale? Ma certo che no!

Che poi, a dirla tutta, a voler essere proprio controcorrente, dovrei promuovere lo spirito natalizio, visto che tutti si danno un tono denigrandolo. Dovrei vestirmi direttamente da Babbo Natale - ma con il costume di Angel in Rent - e andare in giro a lanciare neve finta come una qualsiasi drag-queen che fa la parodia di Frozen.
Invece, mi conformo, e parlo dei gay che fanno regali gay per un Natale rigorosamente gay.
Ma cosa fanno gli omosessuali cresciuti in una favolosa cattività in concomitanza delle festività comandate? Si adattano e addobbano la tana. Ma la abbelliscono sul serio! Diventano come quelle nonne gelose della casa che mettono centrini anche sotto il bicchiere della dentiera.
Entrando a casa loro trovi il camino acceso con le calze natalizie appese alla mensola e sopra il fotoritratto gigante di famiglia alla Desperate Houswives, incorniciato d'oro, con lui seduto e lui in piedi, dietro, con la mano sulla sua spalla. E il gatto o il cane rigorosamente trovatelli in posa scherzosa ma di classe.
A terra ci sono puff bassi Poltrona Frau, per sedersi di fronte al focolare e raccontarsi storie, come in Piccole Donne. Con la differenza che le storie di Jo sono tratte dai fratelli Grindr, la sorella malaticcia Beth, in questa versione, si cura con le bacche di Goji; Amy, quella che si metteva la molletta per correggere il naso, è andata direttamente dal chirurgo di Belen e Maggie, la maggiore, è una matrona ultracinquantenne con i jeans stretti e il poncho di Hermes elegantemente appoggiato sulle spalle.
Loro indossano maglioni in tricot natalizi coordinati con le renne e il grembiule ricamato, in bagno trovi la candela al pan di zenzero, sul corrimano sono cresciuti rampicanti d’abete e nelle camere ha nevicato porporina.
L'albero è talmente lussuoso che quello del Rockfeller Center a confronto è l'abete finto sul bancone accanto alla cassa dall'estetista.
Sotto cotanta pomposità ci sono i regali.
Regali per tutti, perché i gay sono una specie socievole che fa torte per i vicini e la differenziata. Sostengono l'ambiente, soprattutto quello gay, e la natura, soprattutto le pinete di fusti massicci con chiome selvagge, cespugli rasati e lunghe radici nodose.
Cosa regalano i gay? Innanzitutto il regalo di un gay è sempre molto gay, perché è convinto che a tutti piacciano regali ragionati, raffinati e di tendenza.

Non sentirai mai un gay dire "ti ho preso un pensierino", perché il "pensierino" il gay lo fa al massimo sul bono in coda all'Apple Store. Sembra sempre che il regalo fatto da un gay sia stato pensato per mettervi in difficoltà. Ed è così. Nelle confezioni elaborate troverete candele chicchissime realizzate da monache svizzere senza pollici opponibili a base di cera d'ape suicida all'assenza di stella alpina e curcuma, pacchetti viaggio in un resort dentro un igloo, riscaldati da un vero orso bianco (e non un omaccione brizzolato e peloso) e con la voce di Licia Coló che ti canta la ninna nanna; ingresso per due esclusivo alla collezione privata dei Caravaggio della Contessa Vacca Scafati Tortini Friarielli con brindisi e buffet di stuzzichini sugli scogli dove si è gettata per la disperazione di aver scoperto che i suoi quadri sono tutte repliche. E ancora una collezione di DVD di Sex and The City - Deluxe Edition con l'unghia rotta di Samantha e il cerotto coi punti neri di Charlotte, uno spremiagrumi di design a forma di Vergine di Norimberga che si può usare soltanto dopo che hai fatto l'antitetanica e un workshop apposito del quale hai, compreso nel regalo, gli ingressi omaggio.

Oppure ti becchi una cosa da farti da solo, un lavoro, un kit artistico che richiede l'apertura di un laboratorio artigiano per creare le tue statuette personalizzate alla lavanda per profumare i cassetti, così quando cerchi le mutande hai l'impressione di mettere la testa nel fustino del Dash.

Se il regalo è tecnologico, per ricambiare devi firmare una cambiale, perché sarà sicuramente l'ultimo I-Pad Pro Plus, 3000 di cilindrata, che fa anche le lastre ed è in grado di localizzare anche l'omosessualità repressa dentro Giovanardi.

Insomma, non si può competere con un Natale Gayo perché bisogna avere la capacità di vedere oltre le cose, essere favolosamente visionari in un universo di stereotipi sempre nuovi e che richiedono la versatilità di Maryl Streep e la tenuta sotto stress di Barbara D'Urso.

 Fabio Cicolani

 

Lo Stesso Si

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Lo stesso sì” recitava uno degli slogan più efficaci della campagna a favore delle Unioni Civili.

Io l’ho vissuto, questo stesso sì. Ero lì, seduto accanto ad amici che rivedi solo in occasioni speciali, in una sala con il camino acceso, il parquet e le capriate lignee. Un violino e un piano si sono tenuti per mano tutto il tempo, accompagnando una cerimonia ben architettata, che ha alternato la lettura degli articoli ad altri tipi di letture, più sentite, bagnate dalla commozione, scritte su fogli stropicciati dalle troppe riletture che non arrivavano mai in fondo, perché quelle parole spezzavano la voce e facevano tracimare l’emozione oltre le ciglia.

Una mamma limpida e tersa ha scritto una lettera da strappare il cuore. C’era tutto quello che un ragazzo gay, magari cresciuto in provincia, con genitori dalla corteccia spessa e le fragili certezze, vorrebbe sentirsi dire.

Io l’ho sentito, quello stesso sì.

Un amico speciale ha sposato l’uomo dei suoi sogni e i due principi in blu avio erano davvero una favola, erano felici.

Talmente felici che hanno illuso tutti noi di vivere in una bolla fuori dall’universo, dalle tristezze della vita di tutti i giorni. Per dodici ore, con le scarpe piene di piedi, abbiamo camminato in questa sospensione e nella speranza che forse un giorno capiterà anche a noi.

Non era proprio lo stesso sì, è stato meglio. Perché aveva il sapore dolce della conquista, arrivato perfino in un casale sperduto tra le nebbie della provincia veneta. Un sindaco emozionato di celebrare la prima unione civile nella storia del suo piccolo comune, ha ribadito quanto questa uguaglianza rappresentasse un messaggio d’amore per tutti.

Sembrava di essere di essere a casa loro, nella loro intimità ma dove eravamo i benvenuti.

Con le nostre scarpe lucidate a festa, gli abiti ricchi di drappeggi, pieghe e paillettes, i papillon sfiziosi e i guantini scamosciati abbiamo salito le scale per la cerimonia, siamo scesi per un aperitivo invernale, di roast-beef e battuto di baccalà, polenta bianca e vellutata di zucca. Siamo saliti ancora al primo piano dove le file ordinate di sedie color tortora avevano lasciato il posto a una montagna di cuscini bianchi per far tuffare i bambini in un’atmosfera sicura e confortante, testimonianza che l’amore esiste, ha il parquet d’inverno e ti porge un plaid bianco se devi uscire per fumare.

L’amore ti serve una cena delicata di piccole porzioni e una torta a più piani con crema alla fragola. L’amore è una fontana di cioccolato sempre accesa ed un buffet di dolci e frutta rifornito di continuo.

È lo stesso per tutti, l’amore, ma assume forme diverse per ognuno. Per Mattia e Gregorio era la luce calda e tremolante delle candele nei candelabri d’argento che si rifletteva nelle posate e accendeva le composizioni di abete, melograni e agrifoglio.

Per loro era un pensiero personalizzato al posto dei segnaposti, scritto a mano con grafia deliziosa e la tisana calda a disposizione, alla fine, nelle tazze bianche su un vassoio d’argento.

In quello stesso sì ho conosciuto persone straordinariamente interessanti, prova lampante che gli amici speciali catalizzano altri individui eccezionali e sanno circondarsi solo di chi amano e che ricambiano.

Quello stesso sì lo porterò nel cuore come una giornata da sogno nella vita di qualcun altro. Perché sì, è giusto cercare la felicità per se stessi, ma a volte anche la felicità altrui può essere contagiosa.

   

 

 

Damaged

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Questa settimana avrei voluto parlare di una 51 enne romana ex ballerina, ex conduttrice, ex amata dagli italiani, ex tutto insomma che da poco è tornata in tv sotto le vesti di "nemicamatissima"; fosse rimasta a casa ad interpretare il suo ruolo più consono di "Porella" sarebbe stato meglio x tutti!
Ho scelto, quindi, di dedicarmi agli errori fai da te giusto per avere un nesso con la vicenda in questione...solo al pensiero di nominarla mi si rizzano i peli che normalmente estirpo.

Che meraviglia prendersi cura in prima persona della propria bellezza! Mix di frutta, pozioni di oli e creme di alimenti naturali, a volte, possono regalare dei danni

Qualsiasi cosa si sia letto o vi abbiano detto, vi consiglio di non usare questi ingrediennti:

 

BICARBONATO DI SODIO


Sul web si trovano tante ricette di scrub per il viso da realizzare in casa con il bicarbonato come principale ingrediente, peccato però che abbia un PH9 che rischia di eliminare tutta l'acidità buona della pelle. Sia se usato come crema che come esfoliante, rischia a lungo andare di rovinarvi in modo pericoloso. 



LIMONE


Con tutte le sue azioni rigeneranti, in realtà il limone è dannoso per la pelle. Può oggettivamente renderla più luminosa, ma è talmente acido da essere pericoloso. Oltre a seccare la pelle, infatti, può causare vesciche e bruciature più o meno gravi. Evitatene l'uso.

 

LACCA


Da anni sento che qualcuno consiglia la lacca come spray per fissare il trucco. Ricordatevi che la lacca serve per i capelli, non per la pelle! Comprate uno spray ad hoc in un negozio specializzato, se proprio dovete fissare il vostro make up.

 

UOVA

Per quanto sia un alimento naturale, se non conservate bene e usate in modo sbagliato, rischiate la salmonella. Non solo, le uova, mischiate ad altri ingredienti, posso causare delle reazioni sconosciute. Affidatevi a degli specialisti se le volete usare sul vostro viso. 

ZUCCHERO E SALE

Lo zucchero e il sale sono due ingredienti esfolianti meravigliosi, ma solo per il vostro corpo.Se mescolate dell'olio di cocco con zucchero di canna, otterrete uno scrub senza paragoni ma non provate nemmeno a pensare di metterlo sul viso. I granuli sono troppo duri e possono causare delle abrasioni.

 MAIONESE


È  perfetta come maschera per capelli, ma non altrettanto per il vostro viso, che resterà grasso e appiccicoso, ostruendo i pori della pella per molti giorni anche se il vostro viso vi sembrerà pulito. 

 CANNELLA

Molti sostengono che la cannella è l'ingrediente perfetto per sbarazzarsi di acne, macchie scure, e iper-pigmentazione. In realtà può provocare bruciori,  vesciche,arrossamento e secchezza. Secondo alcuni dermatologi, la cannella può portare anche danni permanenti. 

OLIO MINERALE



 L'olio per bambini è 100% mineral oil, questo ingrediente riveste la pelle come una pellicola di plastica, disgregando la barriera naturale della pelle ed impedendo la sua capacità di respirare ed assorbire l'umidità e i nutrienti. Come maggior organo per l' espulsione, è vitale che la pelle sia libera di liberare le tossine. Ma l'olio minerale impedisce questo processo, permettendo alle tossine di accumularsi, così da provocare acne e altre malattie. Rallentando le funzioni della pelle e il normale sviluppo delle cellule, si ottiene un suo prematuro invecchiamento.

ALCOOL

 
 Come solvente e denaturante  si trova ovunque. E' una sostanza derivata del petrolio ed è usata anche come antigelo e come solvente. L'ingestione può causare emicrania, capogiri, nausea, vomito, narcosi e coma.

SODA CAUSTICA


è tra le materie più pericolose perché può provocare gravi ustioni cutanee e lesioni oculari.

Selvaggia, forse...

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Non ho ancora deciso se Selvaggia Lucarelli mi piaccia o no. Essì che di solito sono il tipo dalla ghigliottina facile. Quindi possiamo dire che la Lucarelli è un personaggio controverso? Be' adesso non esageriamo. Controversa è la Fallaci, la Lucarelli è solo fallace. Perché certe volte prende certe cantonate che la mettono in posizioni che Rocco Siffredi non sarebbe in grado di immaginare.

La Lucarelli è controversa come alcune tipologie di scarpe che non tutti mettono, che magari avrebbero anche una sua funzione ma certe volte mancano di stile o sono troppo terra terra per indossarle perfino in casa.

Una ciavatta.

Ecco la Lucarelli è una ciavatta, alla romana proprio.

Apre bocca su tutto, contro tutti e per sfottere tutti e tutto.

Un'amica così ce l'ha ognuno di noi, è quella che interpelli perché dica la cattiveria che tutti stiamo pensando ma non vogliamo metterci in cattiva luce.

È la prima della classe che però andava d'accordo anche con i fattoni e ha messo su le tette per prima, quindi sa che la gente che la odia ma in realtà una bottarella gliela darebbe volentieri.

La Lucarelli è una influencer.

In effetti alcuni suoi post mi fanno salire la temperatura e stancano terribilmente. La ammiri per le sue battaglie femministe, per quelle contro i leoni da tastiera, ma sa essere anche velatamente omofoba quando parla di lobby gay.

È un donnone granitico a metà fra Brigitte Nielsen e Gianni Sperti, ha la lingua velenosa di D'Agostino, è la vicina che non vorresti mai alla riunione di condominio ma che spedisci volentieri a lamentarsi per il cane della signora del terzo piano. Sembra una brava mamma con un figlio che non pare darle troppi problemi, anzi, a volte sembra che sia lui a starle dietro.

Qualcuno dice che è un bulletto che usa il suo potere mediatico per rifarsi sui poveretti che le danno della poco di buono. Io dico che lei ci sguazza nel qualunquismo maschilista, che anche se le danno della "Troia" lei gode, un po' come quelle mogli frustrate che si offendono se il marito le insulta perché flirtano con tutti e loro, per dimostrare che non sono delle sguadrine qualsiasi, si portano a letto il cognato o il migliore amico.

E fanno bene eh! Le donne dovrebbero avere tutte un po' più delle palle di Selvaggia e un po' meno i palloni del chirurgo al posto del seno.

Eppure il suo ex più solido è Laerte Pappalardo, figlio di Adriano, uno al cui confronto l'uomo delle caverne è Enzo Miccio.

Enzo Miccio, un altro uomo che ha dato alla Lucarelli cipria da stendere e pagnotte da blush-are.

Sì, direi che il problema fondamentale, per la Lucarelli, sono gli uomini. Forse per questo Selvaggia Lucarelli non può essere definita un personaggio controverso: perché una donna che ha sempre delle questioni irrisolte con gli uomini non è scomoda, è un clichè che frutta molti follower.

 

 Fabio Cicolani 

Caravaggio - La Passione

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CARAVAGGIO: LA PASSIONE
Note di regia ispirate a biografie varie e saggi sulla vita e sullo stile pittorico del Caravaggio)



Michelangelo Merisi detto il Caravaggio fu il genio indiscusso della pittura tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600. Colui che rivoluzionò l’accademismo nella pittura, con i suoi scenari di fortissimo impatto plastico, quasi teatrali, grazie anche alla sua tecnica di rappresentazione con forti contrasti di luci e ombre.



Il tema interessante è invece il movimento che anima la sua religiosità. La cosa importante è come e perché questo sentimento si combini indissolubilmente con la struttura compositiva dei quadri, con la presenza della luce chiaroscurale, con l’uso degli strumenti ottici, con il ricorrere ad amici e persone del popolo come attori delle sue scene e alla fine come tutto si incorpori in una nuova visione del mondo, in una estetica, che apre uno sguardo nuovo sulla realtà.



La rivoluzione di Caravaggio sta nel naturalismo della sua opera, espresso nei soggetti dei suoi dipinti e nelle atmosfere in cui la plasticità delle figure viene evidenziata dalla particolare illuminazione che teatralmente sottolinea i volumi dei corpi che escono improvvisamente dal buio della scena.



Caravaggio : La passione” rappresenta un nuovo strumento che permette  di apprezzare alcune delle opere del Genio mediante  l’accostamento di danza, musica, teatro e pittura. Diversi  mondi artistici che si incontrano e che permettono di apprezzare sfumature ed emozioni che spesso con il solo ausilio dello sguardo non si ha l’opportunità di cogliere.

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Questo spettacolo, attraverso un’ interpretazione assolutamente personale del regista e degli interpreti in scena, vuole essere non un’ esaltazione di Caravaggio - genio, bensì un tentativo di approccio al Caravaggio -uomo e a quel suo “ Maledettismo” che ne ha rivelato su tela, la grandezza artistica. Maledettismo verso se stesso e verso quelle prostitute che spesso furono le Muse di alcune sue celeberrime opere.



Lo spettacolo è stato rappresentato al Teatro delle Briciole di Prato, Teatro dell'Orologio di Roma, Teatro Gaztambide di Tudela( Navarra), Teatro Campos Eliseos di Bilbao, Nuovo Teatro San Carluccio di Napoli e Spazio Magma di Firenze.



Teatro, Musica, Danza e Pittura nel tentativo di carpire l’anima tormentata, il lampo improvviso della fede di Caravaggio, colui che non ha mai creduto ad altro se non a quello che si vede. Perché soltanto ciò che è reale è razionale ed anche per Caravaggio, Dio resta inspiegabile.



In questo estremo margine di dubbio c’è la grandezza di Caravaggio, nella forza di ciò che non si può spiegare.



(Manfredi Gelmetti)



Caravaggio: Manfredi Gelmetti

Le prostitute: Giulia Antonini, Eva Cioccoloni

Chitarra: Sergio Varcasia

Canto: Serena Bagozzi

Percussioni: Paolo Monaldi

Ideato, scritto e diretto da Manfredi Gelmetti

www.manfredigelmetti.com

 

 

La perfezione? Questione di pennelli

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I pennelli sono la marcia in più per l'applicazione ottimale del make-up viso, occhi e labbra, a cui donano un finish impeccabile, preciso e curato.

Piatti, tondi, di mille forme, misure e fogge, dal taglio obliquo o a punta, di setole naturali o di fibre sintetiche, ne esistono di ogni tipo. La complessità riguarda la scelta che va fatta in base alla loro funzione e alle caratteristiche del viso. È vero, quelli di qualità costano un po' di più, ma l’investimento è necessario perché in termini di aderenza dei cosmetici la differenza appare evidente anche a occhio nudo. Per non parlare del fatto che, se di materiale scadente, oltre a dare pessimi risultati vi abbandoneranno presto. Al contrario, trattandoli con le dovute accortezze dureranno a lungo. Il consiglio è di partire da un kit di base, da integrare man mano con i più specifici.

La regola di base li distingue in morbidi e di forma rotonda per le sfumature ampie, piatti e consistenti per le definizioni più accurate.

La misura? Grandi per ciprie e fondotinta, più contenuti per il blush, ma sempre in base alle dimensioni delle zone da trattare. I pennelli per il viso si dividono in due gruppi: quelli dedicati alle polveri (ciprie, polveri minerali, fard, terre), e quelli per le creme e i fluidi (fondotinta). Polveri: in setole sintetiche o naturali, morbide, di forma bombata e grandi dimensioni, accompagnano i volumi del viso come accarezzandoli, rendendo veloce e agevole la stesura dei prodotti.

Fondotinta: piatti e sintetici, di media e grandezza, sempre ampi di punta, aiutano a stendere il prodotto con facililtà, senza creare eccessivo spessore. Con l'estremità del pennello è possibile raggiungere anche le zone più piccole e l punti più difficili (angoli dal naso, della bocca attaccatura dei capelli).

OCCHI

Per gli occhi la scolta è più articolata perché da valutare secondo Il trucco da realizzare: un make-up basic è ben diverso da uno smokey! Per una questione di praticità, è utile tenerne

qualcuno doppio così da non doverlo pulire ogni volta che dall'ombretto chiaro passate allo scuro rischiando di alterare Il colore.

Riservatene uno piatto e arrotondato in punta per l’ombreggiatura chiara con cui creare il punto luce sotto l'arcata sopracciliare, separandolo da tutti gli altri.

Per l'ombretto di base (da stendere su tutta la palpebra): bombato e di dimensioni tali da coprire con una sola passata l'Intera palpebra. Ideale anche per sfumare e rifinire il make-up occhi.

Per Sfumature ampie dell'arcata della della palpebra superiore (anche per creare la “banana” e lo smokey eyes): abbastanza grande, forma arrotondata.

Per ombreggiature scure, tondeggianti e morbide (ad es. sull'angolo esterno dell' occhio per creare profondità allo sguardo): media grandezza, bombato, di setole compatte e corte.

Per la definizione della sfumatura sulla parte finale della palpebra superiore (in modo da creare un angolo netto e alzare l’occhio), utile anche per la sfumatura della matita nella palpebra inferiore (entra bene nella piega dell'occhio) e per disegnare la base delle sopracciglia: piccolo, forma piatta, taglio obliquo, Per sfumare la matita occhi: pelo corto,taglio a lingua di gatto. Nulla vieta di utilizzarlo anche per sfumare gli ombretti.

Per l'eyeliner: sintetico, abbastanza sottile, forma affusolata con punta a "fiamma", per una stesura omogenea e uniforme del prodotto.

Per sopracciaglia: setole compatte e rigide, taglio obliquo.

LABBRA

Meglio averne tre: per i rossetti, di consistenza pastosa per i gloss, più liquidi e gelatinosi per la definizione. Le setole? Sintetiche: scivolano sulle labbra per stesura ottimale

PIATTO a lingua di gatto, per riempire e dare colore

DI FORMA AFFUSOLATA, per applicare i lucidalabbra e sfumare la matita del contorno

BOCCA PERFETTA? Un pennellino sottile e a punta permette di definire i punti critici (ad arco di cupido) e il contorno

False Lashes

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Potevano mancare le ciglia finte nel mio prezioso elenco?
Absolutely no!
Un uomo o una donna (dipende dai gusti) si può sedurre con soli tre battiti di ciglia e se madre natura non è stata gentile, bisogna correre ai ripari usando la carta di credito. Se sei povera, trova un sistema per non esserlo: la bellezza costa ed è un investimento indispensabile!
Le ciglia finte sono l'accessorio di moda del momento e spadroneggiano non solo sul“red carpet” ma anche a casa Penelope...e tu ragazza biologica o non, di periferia o città, glamour o kitsch, bionda o mora, curvy o smilza, lolita o milf a chi aspetti ad equipaggiarti?

Esistono tantissime ­varianti di ciglia fi­nte che ci consentono­ di cambiare sguardo e che sono "provvisorie"(le applichi quando ti trucchi e le rimuovi quando ti strucchi).

CIGLIA A FRANGIA INTERA O NASTRO


corte, medie o lungh­e, c­he abbinate ad un trucco ben studiato, sar­anno in grado di rend­ere lo sguardo­ ancora più magnetico­ e sensuale.

CIGLIA A CIUFFETTI

indispensabili p­er riempire le zone r­ade.

CIGLIA "STRAVAGANTI"


piume, vinile, glitt­er, metallo, nero o c­olore, lunghe o lunghissime, mezze o inter­e, ci faranno spicca­re se applicate per u­n'occasione speciale.

Tutte le ciglia fint­e sono facilissime da­ indossare, a patto c­he si abbia un pizzic­o di pazienza, una bu­ona colla, una pinza ­apposita e un piccola­ forcina per agevolar­e l'unione tra postic­cio e reale.

Direttamente dall'Ame­rica negli ultimi ann­i, è arrivata, per la­ gioia di chi non vuo­le utilizzare il masc­ara e predilige una durata più longeva, l'ultima tendenz­a: l'estensione cigli­a.
Esistono due tecnich­e diverse per chi vuo­le applicare extension sulle ciglia.

TECNICA CLASSICA: si­ applica un extension­ su ogni singolo cigl­io con la colla cosme­tica. L’operazione vi­ene fatta a occhi chi­usi dividendo le cigl­ia superiori da quell­e inferiori, poi con u­na pinza si procede c­on l’applicazione. Il­ risultato sono delle­ ciglia scure, lunghe­ e curve, con un effe­tto ventaglio molto p­iù forte di quello cr­eato dal mascara. Il ­tutto ha una durata d­i circa tre settimane­, dopodiché sono nece­ssari i ritocchi, per­ché le ciglia natural­i cadono seguendo il ­loro naturale ciclo d­i vita

INFOLTIMENTO O TECNI­CA VOLUME: il modo di­ applicazione è lo st­esso, la differenza condiste nell'applicaz­ione di un ventaglio­ di ciglia su ogni si­ngolo ciglio, con un ­effetto extra volumin­oso.

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