Bellezza da First Lady - Melania Trump

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Dalle passerelle internazionali alla Casa Bianca. Melania Trump, all’anagrafe Melanija Knavs sembra aver seguito le orme europee della nostra Carla Bruni, superandola abbondantemente. E’ lei, infatti, la nuova first lady degli Stati Uniti: bellezza statuaria, look impeccabile da fare invidia e con un'immagine totalmente diversa da quella delle ultime first lady.
È la prima volta che una "terza moglie" arriva nei saloni della residenza più famosa del mondo. Prima di Donald Trump, l’unico divorziato e risposato a diventare presidente è stato Ronald Reagan, che però era solo alle seconde nozze. Inoltre, Melania sarà la prima first lady in assoluto ad avere posato nuda per un servizio fotografico e la seconda di origini non americane in quasi due secoli di storia USA. La prima first lady "straniera” fu, infatti, la britannica Louisa Adams, moglie di John Quincy Adams, presidente dal 1825 al 1829.
Classe 1970,alta un metro e 80 cm con misure da sogno (97-66-94), Melania è nata in Slovenia, a Sevnica, e ha iniziato la sua carriera di modella a soli 16 anni. A 18 ha firmato un contratto con un’agenzia di Milano e, anche per esigenze di lavoro, ha imparato cinque lingue, oltre allo sloveno di nascita: italiano, inglese, francese, tedesco e serbo. Si è trasferita a New York nel 1996 dove è avvenuto l’incontro più fortunato della sua vita: quello con il magnate newyorkese. Donald Trump divorzierà tre anni dopo averla conosciuta e da quel giorno sono praticamente inseparabili.Melania, però non si trasferirà subito a Washington, raggiungerà suo marito solo quando Barron, loro figlio di dieci anni, avrà finito l'anno scolastico. La First Lady rinuncia così al trasloco subito dopo l'inauguration day del 20 gennaio 2017, creando così un precedente. Non è infatti la prima volta che viene eletto un presidente con figli in età scolastica. E' successo a Barack Obama con Malia e Sasha, che avevano 7 e 10 anni quando è stato nominato. E' successo a Bill Clinton, con Chelsea che aveva 12 anni quando è entrato alla Casa Bianca. In tutti e due i casi il trasferimento della First Family è stato immediato, con i figli iscritti alla Sidwell Friends, scuola privata di Washington.
Anche nei look la nuova first lady sembra una donna borghese impeccabile. In questi mesi di campagna elettorale ha virato sul look con colori chiari, tipo azzurrino, rosa pallido, bianco morbido, le versioni pastello dei colori waps, che Michelle Obama aveva spodestato portando un gusto forte e originale con tocchi etnici. Ma cambierà ancora Melania, finendo per coinvolgere qualche consulente che valorizzerà il suo sguardo blu acciaio e il suo erotismo est europeo? Certo, è difficile immaginarla mentre cucina dolcetti nelle cucine della Casa Bianca come Barbara Bush. Quel che appare sicuro è che rilancerà il tubino che detto tra noi le sta da incanto.

Articolo Redazionale Cosi - Numero 25 - anno VI - 19 Dicembre 2016

Intervista a Stefano Bongarzone

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STEFANO BONGARZONE

 

Stefano Bongarzone, stilista d'immagine da sempre con un'idea ben precisa riguardo le richieste delle donne che decidono di far combaciare il glamour alla personalità, uno stilista attento che parte dal dialogo come fonte di ispirazione, che ascolta per tradurre in oggettività il pensiero, anche quando il "pensiero" non è chiaro.

Un concetto di bellezza sviscerato a 360 gradi, un concetto che si muove nel trucco, nell'acconciatura e in tutto ciò che lui definisce "rifinitura", come gli accessori che compongono tutte le situazioni stilistiche.

 

A cosa ti ispiri quando crei un’immagine?

Il concetto di ispirazione per me non è legato solo alla richiesta, gli input mi arrivano principalmente dalla vita di tutti i giorni. La ricerca invece è un vero e proprio allenamento per la mia testa. Sento spesso la necessità di modificare le mie abitudini professionali senza mai rinnegare nulla, e l'ispirazione, se rivolta ad una donna specifica, nasce innanzitutto dalla richiesta, poi da un'analisi attenta del capello e della cute, ma principalmente guardo ciò che il viso, attraverso lineamenti ed espressività, mi comunica. Un lavoro che faccio costantemente e che, confesso, mi appassiona. Ogni volta che mi trovo di fronte a un nuovo lavoro, o all'impostazione di un lavoro, cerco di capire se la donna sia realmente preparata al cambiamento, nel caso in cui la senta veramente pronta mi muovo come quando un bambino inizia a camminare, attento agli ostacoli e allo stesso tempo sicuro del vissuto nella mia professione che mi ha permesso di scoprire molti risultati e facendo affidamento all'esperienza come un vero e proprio prezioso bagaglio.

 

Cosa proponi principalmente in questa stagione?

Questo periodo dell'anno, che io vivo con grande entusiasmo, mi porta ad analizzare principalmente le problematiche del colore dei capelli e in secondo luogo a fare molta attenzione al modo di vivere i capelli, di conseguenza mi concentro sul taglio, che deve essere composto e "scomposto" in piena libertà, per una donna che voglia vivere i suoi capelli non come impegno ma come punto di forza. La cura, per quanto riguarda il colore, è legata all'esigenza che il capello non debba mai perdere lucentezza, riflesso e consistenza e di conseguenza il mio primo consiglio è quello di avere un capello estremamente nutrito, idratato e pieno di pigmento.

 

Quali sono i colori che ci consigli?

Innanzitutto credo che una donna contenta del proprio “stile" possa sempre continuare a perfezionare il suo modo di colorare i capelli, chi invece decida di attuare un cambiamento proprio in questa stagione deve fare attenzione a strutturare un effetto che a livello ottico dia sempre la sensazione di un capello estremamente lucido e nutrito, quindi colori pieni, altamente riflessati e molto sfumati, mai colori compatti. Inoltre ricordo che è importantissimo per prima cosa occuparsi della parte stilistica e poi colorare i capelli di conseguenza. Questa tecnica permette di avere un colore studiato nei dettagli e che si integra perfettamente con il movimento dei capelli al naturale. Quindi radici consistenti, sia nei colori chiari che nei colori scuri, schiariti da un soft blending che accompagna stelo e punte in una sfumatura, come se il mare avesse interagito naturalmente. Per chi invece voglia ovviare al problema dei capelli bianchi, specialmente nella parte anteriore e quindi vicino al viso, è fondamentale schiarire di uno o due toni la corona.

 

Allora caro Stefano approfitto di questa intervista per carpirti qualche informazione personale: qual è il modo migliore per modellare i capelli dopo un'asciugatura al naturale?

Beh, non avevo dubbi che mi avresti fatto questa domanda, anche perché è la stessa domanda che mi fanno tutte! Un tempo si diceva di dare sempre ragione ai matti e nel campo della psicologia abbiamo capito che i matti non esistono, allora io mi diverto ad applicare questo concetto ai capelli: guardate sempre qual è il loro movimento naturale e quali sono le vostre "vertigini", assecondatele sempre, partendo dall'impostazione del tagli fino all'asciugatura nella parte finale, quindi lavate i capelli, anche costantemente, anche tutti i giorni, lasciateli asciugare al naturale, ritoccate qualche punto con il phon, se volete, ma a piega finita utilizzate dei prodotti che riproducano il movimento che crea l'acqua del mare se poteste utilizzarla senza risciacquare i capelli, questo è il modo migliore per essere sempre perfette ma con una meravigliosa sensazione di libertà, con quel concetto di verità che si abbina fortemente alla sensualità nell'immagine di una donna.

 

 

Qual è il tuo mood per questa estate, capelli lunghi o corti?

Per quanto mi riguarda non c'è differenza tra lungo o corto, ed aggiungo inoltre che non c'è una vera età per tagliarsi i capelli, ma se la vostra forza è raggruppata tutta nella vostra chioma, allora via libera a capelli lunghi e lunghissimi, a patto che risultino curatissimi, e invece amate i colori freddi o addirittura il bianco naturale, o gli eccessi di un grigio argentato o metallizzato, allora sì ai tagli geometrici definiti, corti e cortissimi, però con qualche dettaglio in più: piccole asimmetrie, ciuffi lunghi che possano essere modellati per cercare un'immagine sempre diversa, linee scolpite, anche su un viso naturale, leggermente ambrato, e con un occhio dallo sguardo definito.

 

Lo shatush è finito, e ce lo hai comunicato più volte, a chi ha lasciato l'eredità?

Sì, è vero, lo shatush è finito ma direi anzi che sia durato veramente poco, continuo però ad utilizzare la parola shatush tenendo in mente che le schiariture debbano sempre e comunque essere proporzionate e armonizzate col colore di base, quindi sì a tutto ciò che è riconducibile all'armonia pura di colori che si muovono utilizzando la rifrazione della luce e che possano sempre emettere emozioni in...colore.

 

Credits

Photo by Ripari Young Group

 

Intervista Apparsa sul mensile Bella di Agosto

 

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