Priscilla va in Grecia

  • Published in
  • Read: 35 times

Due chiacchiere di Bon ton

Carissime, questa volta la proposta è seria, si va in Grecia!

La mia amica Caterina, la cui nonna è greca, precisamente dell’isola di Samos, mi ha invitato ad andarla a trovare insieme con lei. Sono pronta in un fiat, ho gettato in un sacco costumi da bagno e pareo, non serve altro , pare. Per il viaggio indosso una canottiera bianca e un paio di shorts di jeans, più le infradito capresi. E’ tutto. Raggiungiamo insieme in treno Ancona, dal cui porto un mastodontico traghetto greco bianco e rosso ci accoglie nel suo ventre brulicante e misterioso. Ci sistemiamo sul ponte e mangiamo i panini che abbiamo preparato. E’ il tramonto, seta rosa su sfondo azzurro il mare, nel cielo lunghi stracci di nubi di soffice garza rosa. Un trionfo di colori preziosi e sfumati. Già godo, come sono felice! Recintiamo coi parei le nostre postazioni e ci facciamo un giretto all’interno. C’è un micro casinò, con tanto di croupié, e io vengo risucchiata dal fascino irresistibile delle macchinette. Mi accomodo davanti a una, non dopo aver cambiato pochi euro per il golosissimo secchiello trabordante di gettoni. Caterina mi segue esitante con sguardo critico, lei non ama il gioco ma mi lascia fare, e infatti, dopo qualche giro un po’ si’ e un po’no, eccoti là che ti becco i tre cocomeri allineati e contenti, cui segue lo scroscio inarrestabile delle monetine. La macchina vomita, vomita vittoria e io ballo da sola pazza di gioia. Da sola perché Caterina non mi offre né aiuto nella raccolta delle vincite né alcuna espressione di partecipazione alla mia contentezza.

Carico ben tre secchielli di vincite e vado a riscuotere.”Sono ottocento euro”, mi fa la contabile senza una piega. Sto per partire per un altro sirtaki di gioia, ma la mano gelida di Caterina si posa ferma sul mio braccio:”La Grecia è un paese povero!”, mi soffia sottovoce ma con grande severità. La guardo e capisco cosa mi sta chiedendo. Lo trovo ingiusto e fuori luogo, non rinuncerò alla vincita, chissà quanto hanno guadagnato prima con le perdite degli altri. L’impiegata continua senza una piega a trasformare la mia vincita in euro. Un bel mucchio. Mi sembra un sogno, non ho mai vinto al gioco.

Invito subito Caterina al bar per brindare, ma lei declina gentilmente e si dice preoccupata per le nostre postazioni, abbandonate da molto tempo. Torniamo sul ponte. E’ scesa la notte: il cielo è uno spettacolo incredibile, tutto stelle, e il fruscio delle onde contro la chiglia della nave rende l’atmosfera magica, anzi mitica. Ci sdraiamo a terra sui pareo, poggiamo la testa sullo zaino, e restiamo lì a farci portare dal cielo, dal mare, dalle stelle,dal silenzio, nel buio sacro della dea della notte. Nessuno parla, stiamo tutti intenti a resistere al sonno per goderci lo spettacolo il più a lungo possibile: e quando ti ricapita? Alla prossima, amiche care…….

 

Priscilla va in weekend

  • Published in
  • Read: 23 times

Due chiacchiere di bon ton

Carissime, che emozione! La mia amica Ippolita, da tutti corteggiatissima in quanto per qualche quarto discendente dalla nobile stirpe dei Pizzuti del Gallo, proprietaria di un’antica torre nella bassa Toscana, mi ha invitata a trascorrere questo weekend nella sua torre, appunto, nella Toscana bassa.
Che dire? Ippo non è tra le mie amiche del cuore, è appena un tantino snob e un sacco scassabottoni, ma come dimenticare che in fondo è contessa e l’aristocrazia - tutti abbiamo amato le favole, non raccontassero balle sul fascino che ancora oggi esercita un bel titolo - se ti sceglie, ti impreziosisce….

La tua immagine pubblica viene immediatamente potenziata.

E infatti, quando ho messo la notizia in rete, dopo cinque minuti ero sommersa di auguricongratulazionicomplimentimessaggi di ogni tipo con offerte di fedeltà pura e imperitura…

Chi ci troverò, laggiù?

È ben noto che Ippo frequenta la Real Casa
in quanto amica da tempo della dama di compagnia di Kate Middleton, ma non oso sperare…..

Ippo cavalca, gioca a polo e a tennis da Dio, e naturalmente parla un inglese
fluently. Io no, ma vedrò come cavarmela. Quanto a guardaroba, ho il costume da cavallerizza opportunamente acquistato al mercatino di via Sannio per una festa in maschera anni fa, e l’abito da sera. Sono scarsina invece nelle tenute intermedie – cocktail, brunch – ma chiederò a mia cugina Isa, che ha la mia stessa taglia, di prestarmi qualcosa. Riesco a ottenere due abitucci Prada solo dietro prostrate suppliche e la promessa di fare a casa mia al più presto un nutrito cocktail per presentare Ippo agli amici. Accetto torva il bieco ricatto, e comunque, per ogni evenienza, non si sa mai, aggiungo al trolley i miei vecchi jeans e un paio di magliette, carico la mia macchinetta verde zucchina puro vintage anni ’70 , e go !

Bordesando bordesando lungo la vecchia Aurelia, raggiungo Ansedonia, come indicatomi, poi percorro dieci km e svolto a destra. La macchina comincia a zampettare su una sterrata piuttosto accidentata nel sottobosco della campagna selvaggia e sterminata, dove non vedesi anima creata né manufatto d’uomo. Avanzo imperterrita per oltre venti chilometri, poi svolto a sinistra e secondo Ippo già dovrei vedere la torre. Non vedo nulla ma non mi perdo d’animo, so che devo percorrere ancora due km, avanzo fiduciosa e per poco non ci sbatto contro nella torre, che mi si para davanti all’improvviso sulla destra tra un confuso starnazzare di oche, galline e un rabbioso abbaiar di cani. Inchiodo immediatamente e mi domando perché nessun cartello avvisi il viaggiatore dell’approssimarsi del maniero….Scendo, irritata e confusa. Non compare nessuno. Poi facendo attenzione scorgo, seduta vicino a un portale di legno con un grande chiavistello di ferro arrugginito, una vecchina candida, una contadina che preparara il becchime per i pollami in una ciotola di ferro…

Mi avvicino, con educazione chiedo della contessa Ippolita Pizzuti del Gallo e preciso che sono attesa, sono sua ospite. La vecchietta s’illumina in viso: “Ah! E’ lei! L’Ippolita m’ha detto di non preoccuparsi, di salutarla e di scusarla. Non c’è!” “Come non c’è?” la voce di Priscilla è esile come il più diafano dei cristalli. “Oggi stava appunto cogliendo i fiori per la sua camera, quando hanno chiamato dalla segreteria di Lapo Elkann per un invito al Teatro dell’Opera di Verona.
Naturalmente è dovuta partire di corsa, povero angelo. 
Mi ha detto però di dirle che, se le fa piacere, può restare, può visitare la torre…” .

Ma io ho già le mani sul volante e sto facendo velocissima manovra in retromarcia, mentre grido alla vecchietta dal finestrino aperto:
”Non importa, me la saluti, sarà per un’altra voltaaaaaaa……….”

Subscribe to this RSS feed

Log In or Register