Priscilla e la prima a teatro

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Mi hanno invitato a una prima a Teatro, e se scrivo con la T maiuscola è perché senza far nomi si tratta del più grande e prestigioso teatro della città…

Da ciò tutta una serie di problemi:
1) Cosa mi metto?
2) Dove parcheggio la sera in pieno centro storico?
3) Con chi ci vado, visto che non c’è niente di più triste che presentarsi a un gala in solitario? Comincio dall’ultimo problema e telefono alla mia amica e collega Topazia, che , lo dice il nome, non può non far parte della lista degli invitati. Ci azzecco subito: afflitta dagli stessi problemi, è ben felice di condividere con me la serata, così risolviamo in una botta sola anche il problema n 2, cioè prendiamo insieme il taxi e ci dividiamo la spesa. Ok! Rimane il problema n 1.

Come si va alle prime oggi? Una volta la prima era sinonimo di lusso, pailettes, gioielli, alta moda e gare fra signore a chi sfoggiava le cose più belle. Oggi non più, a meno che non si tratti di opere liriche e Teatro della Scala a Milano: lì ancora qualcosa resiste….

Ma non credo sia opportuno, in giorno lavorativo, in un teatro di prosa sia pure storico, bardarsi di tutto punto per una prima. Sai che ti dico? Tubino nero – non si sbaglia mai - filo di perle,
decolletés a tacco alto, non altissimo, niente pelliccia per carità, solo un cappotto di cammello con ampia sciarpa magari griffata. La borsa? Media, nera, niente pochette o clutch , magari genere “sto uscendo appena adesso dal lavoro”, casual insomma.

E, per finire, un bel rossetto rosso carminio, che ti permette di evitare ogni altro filo di trucco sul viso eburneo. Nella
hall c’è un brulicare di onorevoli meditabondi, attrici in perfetto anonimato tanto che fatichi a identificarle, giornalisti televisivi con squallide mogli appese al braccio, qualche attore, qualche regista. Saluti, discreta, e ti avvii all’ingresso di sala perché hanno suonato la prima campanella.

Nel teatro - tutto frange dorate e sfarzoso velluto rosso - ti defili al tuo solito posto, di sponda, tra le file d’angolo accanto all’uscita laterale, per qualunque tipo di emergenza: che so, una pipì improvvisa oppure un colpo di sonno perché è notorio, il teatro moderno spesso è incomprensibile, ovvero noioso…. Ti guardi intorno, scorgi il tuo professore di letteratura all’Università, candido nei suoi ottant’anni ma ancora dritto come un fuso, gli vai incontro per stringergli la mano, stavolta con gioia reale, ed ecco suona la seconda campanella e tutto piomba nel buio…

Oddio! Ce la farò a riguadagnare la mia postazione di guerra?

Scarpe col tacco: maestre di seduzione

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Sedurre, che passione! Il periodo degli amori è caratterizzato in tutte le specie animali da una frenesia irresistibile che, come un richiamo tanto seducente quanto imperativo, dà irrequietezza, languore, voglia di incontrarsi per poi accoppiarsi. Gli animali per sedurre amano mettersi in mostra, alcune specie di uccelli intonano bellissimi canti, altre specie danzano con grazia attorno alla femmina che hanno scelto, altre ancora si scontrano in duelli mortali per conquistare la loro “preda amorosa”, anche l’essere umano non sfugge a questa logica, anche se i rituali umani sono molto più sofisticati  ed hanno sfumature molto più eleganti.

 

La Donna come parte attiva nella seduzione

Fino a qualche decennio fa, non si è mai parlato della donna come parte attiva nel processo di conquista amorosa, si era dell’idea che la donna dovesse aspettare che fosse l’uomo che la scegliesse e si mettesse d’impegno per sedurla. È possibile che molte donne abbiano accettato per secoli questi precetti, ma si sa anche che alcune non si sono mai rassegnate a questo ruolo così docile. Joséphine, l’amante di Napoleone, ad esempio, è sempre stata molto audace nelle sue conquiste così come la “la Bella Otero”, donne che non solo hanno usato non solo il proprio corpo per ammaliare e sedurre, ma si sono avvalse anche di capi d’abbigliamento tra cui troneggiano: corsetti, mutande di trine e pizzi, giarrettiere, calze di seta con la riga dietro, scarpe col tacco alto.

 

Scarpe col tacco e seduzione

Le scarpe con il tacco alto rappresentano il capo d’abbigliamento femminile più amato, desiderato e collezionato sia da uomini che da donne perché simbolo di fascino e seduzione.

Il tacco alto è un vero  e proprio simbolo sessuale ed aumenta l’attrattività della donna che ne fa uso.

Nel linguaggio dei segni, è più eroticamente intrigante una donna con un bel paio di scarpe con i tacchi alti, che danno spinta, vigore, mettono in evidenza la forma dei glutei, consolidano i polpacci e sottolineano le caviglie, dando al corpo femminile una immagine eterea dove la donna sembra sollevarsi dal suolo per sfidare la forza di gravità, aumentandone il fascino.

L’antropologo David Givens  sostiene “i tacchi alti fanno scivolare i piedi verso la punta, spostando così il centro di gravità del corpo in avanti; fatto che, per compensazione, porta ad un aggiustamento dell’equilibrio, obbligando le donne a tirare il sedere indietro di circa un 25%”,  questa postura dà alle natiche un aspetto più tonico e sessualmente più attraente. Per questo motivo, il tacco alto diventa se sapientemente usato uno “strumento di persuasione sessuale”. Infatti, Christian Louboutin, designer di fama mondiale di scarpe con tacchi alti, sostiene che l’arco del piede di una donna, in una scarpa con tacco alto, assuma la stessa posizione che avrebbe durante l’orgasmo. I tacchi alti diventano un elemento eccitante ed energizzante del piacere. Per questo motivo, è in dubbio il fascino che i tacchi alti esercitano nell’immaginario erotico sia maschile che femminile e rappresentano un irresistibile oggetto del desiderio e uno strumento per avere la preda ai propri piedi. Immaginare di fare l'amore con una donna che indossa soltanto un paio di scarpe con i tacchi a spillo è un pensiero ababstanza comune che appartiene dell'immaginario erotico. Le Donne con le scarpe hanno un rapporto attivo e transitivo, ne sono sedotte e le usano come strumento di seduzione, gli uomini hanno un rapporto passivo, ne restano sedotti.

Marylin Monroe era solita affermare: “Non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne gli devono molto”, mentre l’attrice americana Bette Midler  “Date ad una donna la scarpa appropriata e conquisterà il mondo”. Sì! La donna con i tacchi alti conquisterà il mondo, perché potrà innalzarsi sulle altre donne, elevare la propria statura e autorità, diventando dominante non solo sulle altre donne ma anche sugli uomini. Da preda diventa cacciatrice. La tigre mostra gli artigli e ruggisce. L’uomo cacciatore si fa preda di fronte ad una donna dai tacchi alti.

 

Non bisogna mai  dimenticare la metafora uomo-scarpa con i tacchi di Carrie in Sex and the City:  “gli uomini sono come le scarpe col tacco. Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te”. E voi uomini, siete in grado di capire se una donna, guardando le sue scarpe, potrà essere attratta da un tipo come voi?

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