Gima Restauri, l'innovativa impresa edile di Roma

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Quando si decide di ristrutturare la propria azienda o la propria casa la prima preoccupazione è scegliere l'impresa migliore, che usi solo materiali di alta qualità e che, di conseguenza, il risultato finale sia semplicemente perfetto. Ma ovviamente, come succede col medico, col ferramenta, con l'elettricista, col meccanico e via dicendo, per quanto ci si possa informare siamo costretti a fidarci di chi abbiamo davanti e di sperare che il risultato del lavoro sia ottimo.

Perchè dico questo?

La risposta è semplice: quando Stefano Bongarzone e Costantino Iorio, i titolari della beauty factory “Bongarzoneiorio” hanno deciso di rinnovare gli ambienti della loro SPA, sono rimasti subito colpiti dalla professionalità di chi gestisce l'azienda GIMA Restauri e dalle loro proposte innovative e di grande classe.

E in questo caso fidarsi di GIMA Restauri è stata la scelta vincente.

Come è possibile leggere sul loro sito web, quest' azienda “vanta un’esperienza consolidata nel settore delle ristrutturazioni e risponde con rapidità, competenza ed affidabilità ad ogni richiesta nel campo edile grazie a personale professionista e tecniche all’avanguardia”.

Il loro obiettivo è soddisfare il cliente e renderlo felice trovando apposite soluzioni in base alle proprie necessità, in modo tale da ottenere sempre il miglior risultato in base alle disponibilità del cliente.

Per Bongarzoneiorio è stato fatto un lavoro preciso e accurato grazie ad un'equipe specializzata che ha seguito e realizzato tutto ciò che i clienti gli avevano chiesto.

Ciò che mi ha colpito, in particolare, è stata la disponibilità dimostrata nella prima fase dei lavori, ovvero quella decisionale; qui Gianfranco, titolare di GIMA Restauri e conoscitore esperto di tutti i materiali presenti nella sua azienda, ha ascoltato con molta attenzione tutte le richieste che gli sono state avanzate e ha tradotto in realtà i desideri di Stefano e Costantino.

Che altro dire?

Vi lascio con le foto dei nuovissimi ambienti di Bongarzoneiorio per farvi vedere di persona di cosa stiamo parlando!









Priscilla incontro all’autunno

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Due chiacchiere di Bon Ton

Allora, carissime! 

Splendida splendente, ho deciso che ricomincio da tre, e non solo per citare il mai dimenticato Massimo Troisi.

Tre sono le priorità irrinunciabili (dopo il coiffeur, il solarium, la palestra che non si mettono nemmeno in conto, senza non vai da nessuna parte).

Perciò: 1) Boutique, 2) Borsa e 3) Scarpe.
Bisogna che m’inventi un look adeguato a questo autunno che arriverà (prima o poi), tale da non disperdere gli splendidi risultati estetici conseguiti da Samos in poi.                                                                                           
Boutique significa abiti, pull, cardigan, gonne, pantaloni, sciarpe, da scegliere, secondo me, in maniera spiritosa e originale.

Non classica, buona per tutte e d’effetto per nessuna, ma efficace per te: provare e riprovare, fino ad azzeccare l’effetto KO, quello che stende e sorprende.

Perciò metto a punto un piano.

Prima tappa: dal giornalaio, dove compro le più belle e aggiornate riviste di moda, italiane e francesi con le ultime tendenze di stagione. Passo quindi un’intera domenica a studiare: concentratissima, attenzione al 100%, occhio vigile al minimo dettaglio. Mi faccio un’idea precisa di ciò che farà belle le donne quest’autunno.                  

Indi programmo una giornata “Grandi Firme”: ossia una lunga passeggiata con visita guidata a tutte le griffes più accreditate allocate nel centro storico, Fendi, Gucci, Dolce e Gabbana, Ferragamo, Prada e via elencando… Non compro nulla, guardo soltanto, continuo a studiare.

Ora che mi sono chiarita le idee, so dove andare.

C’è una stupenda boutique, sempre in centro ma molto appartata, che vende di tutto, dalle scarpe ai cappelli , inventati ogni volta con rispetto religioso delle raffinate tendenze della stagione. Niente griffe, tutto creato e costruito da loro. Originalissimo. Lì puoi trovare capi introvabili altrove, personalizzati da dettagli impercettibili ma significativi. A un primo sguardo anonimi. A prezzi non proprio minimi, ma accessibili.

Ho stanziato un budget, mi sono fatta una cultura su ciò che va e non va, e su ciò che può valorizzare al massimo i miei colori e la mia silhouette. Perciò capirete la mia gioia quando, scelti i capi, passo un’intera giornata a provare questo e quello, o quello con quell’altro, davanti allo specchio…..Che goduria, ragazze, ogni volta che faccio centro!

Questa è vita!

Quando esco di lì, sfiancata ma vittoriosa, mi sento la regina di Saba: con il mio sistema, mi sono conquistata l’impero dell’eleganza e della bellezza almeno fino a Natale!

Lady V: bellezza e seduzione intima

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Bellezza sotto le righe

Chi di noi non è mai rimasto folgorato dalla bellezza femminile di una statua greca o romana?  Forme sinuose, corpo ben in carne, fascino discreto,  nudità nascoste da lunghi capelli, da drappeggi o da una mano, senza mostrare mai o quasi mai i genitali, che se apparivano erano privi di dettagli. Le statue classiche sembrano essere tutte delle grosse Barbie dell’antichità. Ogni riferimento alla loro sessualità è attentamente eliminato, come non fosse mai esistita. Con il trascorrere del tempo le parti intime femminili, proprio perché più artistiche, hanno cominciato ad essere esposte e negli ultimi decenni, la vulva o meglio Lady V. fa tendenza, tant’è che lo scultore Jamie McCartney con la sua opera “Il grande muro di vagine”,  esposto a Londra, mette in bella mostra 400 differenti vagine, o meglio vulve, a cui viene rivolta attenzione non solo perché  organo di fecondazione ma anche perché luogo e fonte di piacere.

 

La seduzione di Lady V

In ogni caso, quando parliamo di “Lei” con occhi femminili, parliamo di un organo che è parte di un corpo, di una persona in grado di provare desideri, sogni, speranze, paure. Per questo è estremamente importante, oggi, imparare a scoprire il proprio corpo, capirlo, apprezzarlo e valorizzarlo; provare e vivere le sensazioni ed il piacere che è in grado di darci. La vulva è il fulcro di una nuova visione della libertà sessuale e del piacere femminile. Ormai parlarne non è più un tabù e può essere mostrata, esibita e per tal motivo deve avere un suo “stile” per ammaliare, accattivare e sedurre. Negli ultimi tempi ne abbiamo sentite di tutti i colori a tal proposito, grazie anche, o soprattutto, all'instancabile Gwyneth Paltrow  che di rimedi per vagine belle e sane ne sforna a non finire, proponendo come ultimo ritrovato,  oltre alle bustine di the ed alle uova, il “detox vaginale”, una meravigliosa lavanda fatta di vapore e miscugli di erbe, il tutto per poter avere sempre una vagina più bella, sana, morbida e felice. 


 

Ad “ognuna” il suo stile

Oltre i trattamenti “ad hoc” per “Lei altro aspetto importantissimo è il “pussy style”. Lo stile, infatti, non è solo quello che si vede. Lo stile è dappertutto: nei comportamenti, nelle parole, nel modo in cui la persona si cura, si tiene, si trucca, si acconcia i capelli e anche Lady V. deve avere uno. E la regola fondamentale è: “seguire il proprio stile” e far sì che anche “Lei” racconti qualcosa della propria personalità. Simpatici kit di colori e formine sono ora a disposizione delle donne più spiritose ed innovative o semplicemente di quelle che ogni tanto hanno voglia di cambiare, coordinarla con il colore dei capelli o dello smalto fa sempre un simpatico effetto sorpresa. E se si necessita di suggerimenti si può sempre consultare il libro “Hip Snips” di Pablo Mitchell,  stilista del pelo, che è un vero manuale per l'acconciatura del pelo pubico. E’ pieno di consigli e trucchetti per ispirare ognuna al proprio “pussy style”. Buona acconciatura a tutte!!!


Priscilla va in Grecia #4

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Ragazze mie, questa vacanza in Grecia è stata proprio tonica.

Sono tornata da due giorni e ogni volta che mi guardo allo specchio sobbalzo: chi è quella?
Ma sono io, sono io, quella sconosciuta!

Sottile come una silfide, nera come cioccolato fondente al 90%, con i capelli più biondi che rame, un color Tiziano insomma. Manco avessi fatto una settimana in una SPA…E certo: stavo in acqua tutto il giorno nuotando come una dannata, in tutti gli stili possibili e immaginabili, poi mi buttavo al sole senza fiato sulla battigia perché sulla sabbia si cuoceva. Sia in acqua, sia fuori, il sole si lavorava pelle e capelli, aiutato dalle mie sceltissime creme balsamiche.

Alle ore dei pasti la nonna di Caterina ci ammanniva insalata greca con la feta, pesce arrostito, pane, melanzane, niente dolci e niente gelati: una dieta ferrea che nessun  nutrizionista a Roma sarebbe mai riuscito a farmi fare, e che dovevo per forza ingurgitare perché non c’era altro.

Il fatto è che il nuoto mi affamava, i profumi di menta, timo, finocchiello, origano sul cibo, dentro e fuori casa, mi davano un’ebbrezza sensuale e perciò mangiavo in uno stato di pura beatitudine e trovavo tutto buonissimo.

La sera, io e Caterina, sedute sulla sabbia, dopo aver contemplato il cielo carico di miliardi di stelle sbrilluccicanti, tante quante si riflettevano nelle ondine gentili del mare, e dopo aver goduto a lungo del freschetto della brezza marina, cascavamo felici sulle lenzuola croccanti di lino grezzo annientate da un sonno profondo.

Risultato? Mai nella vita sono stata bella come in questo momento, pelle di seta, capelli d’angelo, occhi come acqua chiara.                                                          

Considerazioni? Priscilla, allora puoi, ancora puoi…. ( sedurre un maschio piacente) . Palestra, lettino solare, dieta strettissima, cambio del parrucchiere, per esempio andare da uno bravissimo, tipo Stefano, che ti fa i capelli color tiziano, sani e luminosi….

Il giorno dopo sono al telefono e già mi intrigo in un garbuglio di appuntamenti per la prossima settimana, per questa dovrebbe bastare l’effetto Samos. Tanto, prima di tornare al lavoro, mancano ancora quindici giorni…Già mi immagino la faccia delle colleghe, giallo limone, e quella dei colleghi, rosso di fuoco, all’apparire della rinata Venere di Milos….

Che lavoro faccio? Un bel lavoro, sono giornalista Rai, collaboro a un programma molto popolare, naturalmente dietro le quinte.

Un bel lavoro, e un ambientino….Vi racconterò.

Priscilla va in Grecia #3

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Due chiacchiere di Bon Ton

Niente paura, ragazze: la nonna di Caterina ci sta aspettando immobile su una sedia accanto alla porta della sua abitazione.

Rosa con le persiane celestino chiaro l’abitazione, nera da capo a piedi la nonna: capelli nero corvino con qualche striatura bianca, raccolti a chignon basso sulla nuca,occhi neri, abito nero, zoccoli neri, mise da perfetta vedova mediterranea. Nera nella notte nera, ecco perché non l’abbiamo vista subito…. Con lei ci aspettano, sulla tavola a piano terra , piatti di insalata greca, tzaziki, tazze di yogurt greco, che ha la consistenza del mascarpone, vasetti di miele, noci, fichi, fette di pane nero, brocche di acqua gelata…

Trangugiamo senza quasi salutare. Saziata la fame primordiale, finalmente l’abbracciamo e lei, alta, grassoccia e solida come un’antica matrona, ci stringe al vasto petto esclamando ogni volta “Kuklamù! Kuklamù!”. Caterina traduce svelta “Bambola mia! Bambola mia!”, poi domanda alla nonna del letto. La nonna fa cenno “di sopra”. A razzo c’infiliamo per le vecchie scale, ci schiantiamo sopra due lettini nella prima camera a destra e, ciao, nonnaa!, ci abbattiamo in un sonno apparentemente senza ritorno…

Quando ci svegliamo, a giorno inoltrato, ci rendiamo conto che il mare è dietro la nostra finestra, anzi dietro una fila di tamerici e alberi che sbucano dalla spiaggia davanti alla nostra finestra. Le onde vanno e vengono con un fruscio leggero, che sembra un arioso respiro di sollievo. Vocine di bimbi urlano, di piacere o di paura, da un altro spazio, nel silenzio stranito dalle cicale di mezzogiorno.

Che aspettiamo? Senza nemmeno lavarci, ci spogliamo e indossiamo il bikini. A piedi nudi ci precipitiamo giù e sbattiamo contro la nonna, che ci attende immobile, in silenzio. Ha aperto la porticina sul retro e con l’indice ci mostra la via del mare: che dire?                                                      

Corriamo fuori, accecate di sole, e in due secondi siamo sulla spiaggia: è calda, candida, fatta un po’ di sabbia e un po’ di pietre bianche come il gesso. Non c’è anima viva intorno a noi.                                                                                                                   

Ci stendiamo sotto un albero, e le onde ci lambiscono i piedi come una carezza, dolce e calda, mentre una brezza lieve gioca pigramente tra le ombre dei rami.                                               
Che aspettiamo? In acquaaaaa!                                                                  

A testa in giù, fino in fondo, nel chiarore di una trasparenza limpida che ci lavi dai nostri fardelli e da tutti i nostri peccati!

Amen!

 

Priscilla va in Grecia #2

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Due chiacchiere di Bon Ton

Ragazze mie, che pacchia questa Grecia!

Sbarcate a Samos alle h 23 dopo 15 (dico 15!) ore di viaggio da Atene e lunghe soste nei porti delle isole dell’Egeo – bellissimo, capiamoci, ma una fatica quel sottofondo di chiacchiericcio a mitraglia di greci di tutte le età, cui s’intrecciano  pianti di lattanti straniti,  cinguettii di canarini in gabbietta e  miagolii di gatti avvolti in sporte di paglia – morte di sonno e di stanchezza, alla ricerca di un letto qualunque, ci fiondiamo di corsa  in un taxi sgangherato.

Al taxista, che parlucchia un inglese stenterello, tale e quale il nostro, chiediamo di condurci a Ireon, il villaggio della nonna di Caterina. L’isola è grande e abbiamo attraversato prima una montagna, poi un delizioso porticciolo tutto lucine tremolanti nell’acqua e yacht, poi una deliziosa stradina lungo la costa, immersa nei profumi della salsedine, della liquirizia, del timo e dell’origano, dei gelsomini, della notte mediterranea, insomma.

Finalmente il taxi si ferma in un villaggio di pescatori raso costa, a ripa di mare, che non può attraversare causa strettezza della via sterrata che divide le due file di casette monopiano che lo compongono. Chiediamo al taxista timorose - attraversamento notturno di un’isola - quanto vuole e lui fa “tre euro”, sempre in quell’inglese stenterello, per timore di non aver capito bene, gli rifacciamo la domanda ma lui, beato, ci conferma “tre euro”.

Ci affrettiamo a pagare per timore che cambi idea o capisca di essersi sbagliato, e ci gettiamo in strada con i nostri zaini. Lui fa manovra e se ne va e noi restiamo sole, nella notte deserta, fra il concerto dei grilli e il rumore leggero delle onde, sotto la luce della luna e il solito cielo mozzafiato per quanto è carico di stelle!

E ora dove la troviamo la nonna?

Priscilla va in Grecia

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Due chiacchiere di Bon ton

Carissime, questa volta la proposta è seria, si va in Grecia!

La mia amica Caterina, la cui nonna è greca, precisamente dell’isola di Samos, mi ha invitato ad andarla a trovare insieme con lei. Sono pronta in un fiat, ho gettato in un sacco costumi da bagno e pareo, non serve altro , pare. Per il viaggio indosso una canottiera bianca e un paio di shorts di jeans, più le infradito capresi. E’ tutto. Raggiungiamo insieme in treno Ancona, dal cui porto un mastodontico traghetto greco bianco e rosso ci accoglie nel suo ventre brulicante e misterioso. Ci sistemiamo sul ponte e mangiamo i panini che abbiamo preparato. E’ il tramonto, seta rosa su sfondo azzurro il mare, nel cielo lunghi stracci di nubi di soffice garza rosa. Un trionfo di colori preziosi e sfumati. Già godo, come sono felice! Recintiamo coi parei le nostre postazioni e ci facciamo un giretto all’interno. C’è un micro casinò, con tanto di croupié, e io vengo risucchiata dal fascino irresistibile delle macchinette. Mi accomodo davanti a una, non dopo aver cambiato pochi euro per il golosissimo secchiello trabordante di gettoni. Caterina mi segue esitante con sguardo critico, lei non ama il gioco ma mi lascia fare, e infatti, dopo qualche giro un po’ si’ e un po’no, eccoti là che ti becco i tre cocomeri allineati e contenti, cui segue lo scroscio inarrestabile delle monetine. La macchina vomita, vomita vittoria e io ballo da sola pazza di gioia. Da sola perché Caterina non mi offre né aiuto nella raccolta delle vincite né alcuna espressione di partecipazione alla mia contentezza.

Carico ben tre secchielli di vincite e vado a riscuotere.”Sono ottocento euro”, mi fa la contabile senza una piega. Sto per partire per un altro sirtaki di gioia, ma la mano gelida di Caterina si posa ferma sul mio braccio:”La Grecia è un paese povero!”, mi soffia sottovoce ma con grande severità. La guardo e capisco cosa mi sta chiedendo. Lo trovo ingiusto e fuori luogo, non rinuncerò alla vincita, chissà quanto hanno guadagnato prima con le perdite degli altri. L’impiegata continua senza una piega a trasformare la mia vincita in euro. Un bel mucchio. Mi sembra un sogno, non ho mai vinto al gioco.

Invito subito Caterina al bar per brindare, ma lei declina gentilmente e si dice preoccupata per le nostre postazioni, abbandonate da molto tempo. Torniamo sul ponte. E’ scesa la notte: il cielo è uno spettacolo incredibile, tutto stelle, e il fruscio delle onde contro la chiglia della nave rende l’atmosfera magica, anzi mitica. Ci sdraiamo a terra sui pareo, poggiamo la testa sullo zaino, e restiamo lì a farci portare dal cielo, dal mare, dalle stelle,dal silenzio, nel buio sacro della dea della notte. Nessuno parla, stiamo tutti intenti a resistere al sonno per goderci lo spettacolo il più a lungo possibile: e quando ti ricapita? Alla prossima, amiche care…….

 

Le vacanze intelligenti | L'editoriale di Stefano Bongarzone #3

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Non avete anche voi un po' di nostalgia delle vacanze di una volta, quelle in cui si pensava meno al proprio aspetto e di più alla "villeggiatura"? Ascolta i consigli di Stefano Bongarzone!

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STEFANO BONGARZONE: CHI SONO.

Un operaio del mio lavoro. Non smetto mai di lavorare perché il mio lavoro è nella mia vita. Amo l’armonia in tutto, compreso il settore estetico. Soffro quando mi sento nel “brutto”, perché penso basti poco per far diventare le cose belle. Ho dedicato la mia vita alle donne e ne sono felice, vorrei continuare a farlo per molto tempo ancora. Ci metto la faccia, dico quello che penso e me ne prendo la responsabilità. Originale, creativo ma con i piedi per terra. Sono affascinato da tutto ciò che si crea con le mani, ma le mani sono gestite dal cervello (...) Non ho mai avuto idoli ma stimo molte persone. Ho lavorato tanto ma vorrei fare molto di più.

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