Inspiration | Intervista ad Enrico Buccella #3

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  • Written by  Angelo Antonio Cicero

Come trova l'ispirazione un profumiere?

Dopo i primi due appuntamenti, in cui abbiamo parlato di come nasce un profumiere e come viene creata una fragranza, è arrivato il terzo appuntamento con Enrico Buccella per scoprire tutte le curiosità sui profumi e sulla loro creazione.

Oggi affronteremo l'ispirazione del profumiere, un fattore che spesso viene sottovalutato ma che rappresenta la base del suo lavoro in quanto la vena creativa è strettamente connessa con le creazioni del profumiere.

- Enrico, ti ringraziamo ancora una volta per la tua disponibilità. Sappiamo che per creare un profumo servono tempo e dedizione; dove cerca l'ispirazione per le sue creazioni?

- Carissimi Angelo e Stefano,

Io non cerco mai l’ispirazione, è l’ispirazione che cerca me.

Mi prende , mi assale, mi tormenta, anche di notte.

Un esempio recentissimo di poche ore fa:

ieri sera ho visto in tv dei personaggi degli anni ’20. Ho pensato ai miei nonni. A quello paterno che non ho mai conosciuto ma che ho vivo nel ricordo delle immagini fotografiche. Somigliava a mio padre e lo ricordo in una foto con un doppio petto scuro ed una cravatta con il nodo più bello che abbia mai visto.

Mio nonno materno lo ricordo bene per il gilet con i revers , l’immancabile Panama e, soprattutto per le sue candide camicie che profumavano di sapone di marsiglia. Ricordo inoltre il profumo aromatico mentolato del sapone da barba, dell’acqua di colonia e della lavanda aspersa a profusione sugli immancabili fazzoletti bianchi che portavano tutti gli uomini di casa a partire da mio padre quando passavamo dei giorni in quella meravigliosa casa di campagna. E poi il sigaro. Che spettacolo questa fragranza se realizzata

Dall’immaginarlo al volerlo creare è un tutt’uno ! Ci lavoro subito e dovrà essere una creazione originale che non deve avvicinarsi a nessun’altra.

La prerogativa di chiunque pratica arte è l’ispirazione.  Questa ci permette di materializzare e realizzare quelle che sono le  nostre sensazioni. Tutto quello che ci accomuna ha una sola parola: NOTA, vuoi che sia di colore, vuoi che sia musicale, vuoi che sia olfattiva.

E’ bello soddisfare la sete di ricordi della propria anima, ma è ancora più gratificante quando riesci a farlo per qualcun altro e sentirsi ringraziare per aver capito.

- Ci vuole raccontare un episodio che l'ha particolarmente colpita durante la ricerca dell'aroma perfetto per un nuovo profumo?

- Dietro ogni mia creazione c’è una ricerca meticolosa ed attenta, anche in virtù del periodo storico in cui quella fragranza si inserisce.

È il caso di PYRGOS.


Nel 1997  a Cipro, esattamente  a Pyrgos, venne individuato un sito archeologico distrutto da un terremoto circa 2000 anni prima di Cristo. Si trattava di un enorme opificio dove tra l’altro si lavoravano le essenze. In un askos (un’anfora decorata con motivi allegorici), analisi effettuate attraverso strumentazioni elettroniche rivelarono la presenza di sei residuati odorosi che portavano a : Lavanda, Anice, Bergamotto, Timo, Cinnamomo (cannella) e semi di finocchio.

Colpito da questo evento, ebbi modo anche di parlare con uno dei ricercatori che mi ricordò quale fosse all’epoca il metodo di estrazione delle essenze e, quindi, di tenerne conto nel caso avessi voluto realizzare qualcosa riguardante la scoperta.

In effetti 4000 anni or sono non esistevano certo le moderne tecnologie. Mi spiegò che si utilizzavano dei recipienti di terracotta in cui venivano messi insieme olio di oliva o grassi puri assieme a piante o semi da cui derivare quell’essenza.

Io ho praticato in laboratorio la stessa lavorazione degli antichi ciprioti per poi riprodurre le sei essenze rispettose degli odori arcaici. Così è nato Pyrgos.

Ringraziamo come Enrico per la sua disponibilità e professionalità.



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