Come nasce un profumo? Intervista ad Enrico Buccella #2

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Continuiamo oggi con l'intervista ad Enrico Buccella, il famoso naso profumiere che ci racconterà per diverse settimane tutto ciò che bisogna sapere sui profumi e la loro creazione.

- "Enrico, quasi tutti utilizzano profumi, ma siete in pochi a conoscere i veri segreti per realizzare una fragranza; come nasce un nuovo profumo?

- Carissimi Stefano e Angelo,

premesso che non passa giorno in cui io non abbia preso appunti, annotato formule o sperimentato qualche accordo, in genere un nuovo profumo nasce per una ispirazione improvvisa, per situazioni affettive, per richiami della memoria o per una richiesta.

Dagli appunti possono nascere cose interessanti perché quando li sviluppo in laboratorio tento accostamenti e lavorazioni mai provate prima che possono portare buoni risultati.

Mi spiego meglio:

le sostanze a disposizione per la creazione di una fragranza sono oltre 3000. Un profumiere prende conoscenza di circa 600 di queste sostanze ogni 10 anni, si avete capito bene, 10 anni perché prendere conoscenza non significa riconoscerle all’olfatto ma saperle lavorare in singolo o tra loro, a freddo, a caldo, con solventi.

Poi , secondo i rudimenti della Chimica, bisogna conoscere alcuni fenomeni che possono ingenerarsi nell’unione di una o più sostanze in assoluto o a contatto con la pelle. Per semplicità dirò che l’utilizzo di un estere (sostanze deputate alle note di testa fresche, fruttate, deliziose) per il fenomeno dell’idrolisi che può avvenire anche sulla pelle attraverso la sudorazione, potrebbe riportare all’acido di provenienza non sempre così affascinante.

(Butirrato di amile: sentore di banana e di mela; Acido butirrico: odore di burro rancido)

Come dicevo , la trasformazione da profumo ad odore incerto può avvenire anche sulla nostra pelle che, attraverso i pori, libera il nostro organismo dalle tossine prodotte. Un buon profumo deve superare queste difficoltà attraverso la sua struttura e la sua composizione. In poche parole attraverso la perizia del profumiere.

Mi scuso per questa lunga parentesi ma credo sia doverosa per far comprendere quanti sono gli ostacoli da superare per arrivare al traguardo.

Se la fragranza viene richiesta espressamente ed il cliente ha le idee chiare non resta altro da fare che accontentarlo , ovviamente nel migliore dei modi.

Se il cliente è indeciso il lavoro diventa più divertente, quasi una sfida. Ma i momenti magici sono quelli passati a comporre per un ricordo o per un affetto e quando l’essenza è pronta è si prova con l’alcool , come la musica mette le ali alle parole, ecco che si libera lo spirito della creazione.

Io posso dire con certezza che ognuna delle 65 fragranze che attualmente produco è nata per amore e non per caso.

Alcuni esempi:

PICCOLO AMOR e’ come aprire l’armadio dei ricordi; un maglione o una sciarpa a contatto con la pelle che ha indossato la fragranza ne rinnova il ricordo anche dopo un

anno. Il profumo preferito da mia moglie , ogni cosa ne è permeata, anche il pelo liscio e setoso della sua adorata carlina: PICCOLO AMOR.

ISOTTA Fiorisce e si nasconde con modestia nell’erba alta, eppure la viola, con il suo profumo e la sua dolcezza, infonde positività ed energia allo spirito e così piccina si fa sentire con veemenza. Dedicato a mia figlia Isotta, la piccola di casa….così presente!

Potrei continuare con PYRGOS, IPAZIA e RAYSULI momenti e personaggi storici e gli altri a seguire perché, come detto tutte le mie fragranze hanno una storia".

Un ringraziamento a Enrico Buccella!

Come nasce un profumiere? Intervista ad Enrico Buccella #1

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Le fragranze ci rappresentano molto più di quanto si possa pensare, fanno parte del nostro quotidiano e ci accompagnano per tutta la vita.
Quante volte, però, avete sentito dire da amici o parenti “Io non metto profumi”?

Ecco, non esiste risposta più assurda.


Perchè i profumi, o meglio gli odori, non si mettono, ma si 
vivono, ogni giorno, a volte senza neanche rendercene conto.
Per affrontare al meglio questo argomento ne parliamo con Enrico Buccella, famoso naso profumiere dall'esperienza trentennale che con le sue creazioni ha girato il mondo e con cui avremo un appuntamento settimanale per scoprire i segreti del mondo delle fragranze.

“- Ciao Enrico, ti ringraziamo per aver accettato il nostro invito. Partiamo subito con la prima domanda: come si diventa naso profumiere e quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?

- Cari Stefano e Angelo, ci sono molti modi per diventare creatore di fragranze, soprattutto negli ultimi anni in cui sono fiorite scuole dappertutto. Per me è stato molto diverso. Ho sentito il richiamo sin da piccolo ed ho cominciato ad archiviare nella mia memoria olfattiva una fonte inestimabile di profumi veri, belli, reali. Tra i tanti giochi il mio preferito era “pestellare” petali, frutta, cortecce e tutto ciò che mi desse sensazioni olfattive. Il problema era conservare quei profumi.

All’epoca non sapevo che millenni prima della mia nascita tutto ciò lo avevano già fatto gli Egizi, i Sumeri, i Babilonesi ecc. Il mio inizio ha avuto del primordiale!


Ecco perché i bambini sono i migliori nasi. Non hanno ancora la conoscenza, sono incontaminati e spontanei. 

Comincio a scortecciare l’albero dell’arancio quando fiorisce; in quel momento la linfa che passa sotto l’alburno è notevolmente abbondante e lascia sulle mani un sentore duraturo e vivace (nascerà Hesperia).

Piante di rose e gerani sono tra le mie vittime preferite ma la vera scoperta sono le erbe selvatiche, cespugli ignoti che eccitano la mia curiosità.


  • Grandi delusioni: i fiori di fico d’India, così belli e colorati quanto inodori
  • Grandi scoperte: il profumo della terra bagnata;
  • Grandi composizioni: la brezza pomeridiana che porta con sé il profumo del mare , della terra lavorata, dei campi di tabacco e dei panni lavati alla sorgente e messi ad asciugare al sole.

(ricordi che porteranno a Tyrsenoi).

Poi si cresce e, con i primi olii essenziali, si comincia a comporre ma tenete presente, soprattutto per quei tempi, che non si veniva considerati bambini prodigio come chi si avvicinava ad uno strumento musicale, anzi!

Acquistavo essenze ovunque fosse possibile ma la mia fame non era soddisfatta. Peraltro non c’era ancora il grande aiuto che può offrire Internet.

Penso di essere entrato in possesso di centinaia di libri sull’argomento (non romanzato, ma specifico) fino a quando un compendio di chimica merceologica mi ha illuminato. Dovevo studiare.

Senza la conoscenza non si va da nessuna parte.

È inutile parlare di essenze di arancio, di patchouli, di rosa ecc quando la tua memoria olfattiva reclama quei sentori mai dimenticati che pretendono di prendere vita nuovamente.

Non esiste l’essenza di acqua sorgiva e di mille altri profumi che avevo nella testa e nel cuore.

D’altronde questo lo sapevano già i padri della chimica che alla fine dll’800 hanno isolato molecole come la vanillina, la cumarina ed altre dando vita alla chimica organica.


Se si immagina un profumo come un abito, fino al 1850 indossavamo una pelle d’orso, subito dopo un vestito bespoke.

Grazie al mio background di imprenditore nel settore chimico entro in contatto con i grandi produttori di sostanze e materie prime per profumi oltre naturalmente agli essenzieri.

Grandi quantità di tempo passate a studiare ed in laboratorio (finalmente all’altezza di tale nome) mi permettono di comporre le prime fragranze : ATHUNIS, VOLUMNA, CLAUDIAE, TYRSENOI.

 

Poi un veterano della profumeria di nicchia, tra i primi a trattarla, titolare di una antico negozio a Roma, mi spinse con veemenza alla produzione e… sono nelle sue vetrine. Seguiranno altri importanti punti vendita specializzati i cui titolari con molta professionalità hanno presentato e raccontato al pubblico le mie creazioni".

Un ringraziamento sincero ad Enrico per le sue parole e per aver condiviso con noi il suo sapere!

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