Ultimissime da Capri

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  • Written by  Lady Orny

Due chiacchiere di Bon ton

 

Carissime, sto poggiando il mio delizioso piedino seminudo – come vuole la buona tradizione – sulle pietre del porto di Capri, l’isola più glamour del mondo.
Avete presente?

Sono le tre del pomeriggio, il sole scotta. Io indosso un paio di pantaloni di popeline rosso ciliegia a sigaretta  lunghi al polpaccio,  una canottiera bianca senza maniche, al polso una miriade di cerchietti multicolori tintinnanti, al gomito la mia Vuitton d’ordinanza.

I lobi delle orecchie e  le loro campanine Chantèclair , ritmano esultanti la mia marcia trionfale mentre incedo fatale sulle vecchie pietre, strascicando i miei sandali infradito capresi doc, di piatto cuoio vecchio, e il mio trolley rosa  da weekend  puro Samsonite. Perfetto,  no? rendo l’idea?

Finalmente mi sento a casa, tutto è comme il faut.                                                    
Mi faccio agganciare da un tassinaro con la macchina tranciata e la vela al vento. Sì lo so, chérie, che mi costa venti euro solo per due tornanti fino alla piazzetta, potrei prendere la funicolare che me ne costa sei, ma vuoi mettere? Il vento nei capelli, il mento in alto a sogguardare la plebe marciante e schiattante, perché tutti vorrebbero essere al mio posto, non credi? Chissà poi perché non lo fanno, boh!...

Sono arrivata, scendo con dovuta scioltezza ed eleganza, pago con nonchalance - il  guaglione tassinaro sgancia un sorriso  a cinquanta denti mentre mi regge lo sportello - e mi avvio verso la mia adorata piazzetta, dove mi schianto su una sedia del mio storico bar d’elezione, arrivando  a sinistra, tanto per capirci.

Devo pur riposarmi del viaggio, no?                                                                                                             

Mi faccio portare dal festante cameriere – bentornata, signurì, siete arrivata con l’aliscafo delle tre?, sorriso sempre a cinquanta denti -  un bel   Daiquiri ghiacciato e comincio a sorseggiarlo lentamente mentre,  senza parere,  mi osservo intorno.                                                                          

Davanti a me sta passando, fichissimo, Alessandro Preziosi, camicia e chioma al vento. Tiene per mano Elena, la delizia di ragazzina che ha avuto da Vittoria Puccini…che poi perché mai si sono lasciati? Belli, ricchi, innamorati… Facevano già coppia perfetta in "Elisa di Rivombrosa", poi nella vita, che altro vuole la gente non lo so…

Ausilia, la proprietaria della libreria La Conchiglia, sta passando di corsa con uno dei suoi camicioni raso terra di lino bianco, su cui spicca la coda di capelli neropece, seguita dal marito Riccardo ma senza affannarsi, lento pede, il sigaro in bocca. Entrambi mi riconoscono e mi fanno ciaociao con la manina, ricambio sorridente poi punto una chioma biondo-cenereoramaiquasibianca inconfondibile: Luca di Montezemolo si sta avvicinando, sciarpina, giornale ripiegato sotto l’ascella, maglioncino négligé buttato di traverso sulle spalle…                   
Non mi muovo, anzi trascino lo sguardo altrove, non sia mai si dovesse pensare che mi sono seduta qui apposta per guardare i vip…

Sono io la Vip, che degno questo micro mondo di eleganza della mia presenza che più caprese, più puro stile Jackiekennedy, non si può!

Fiera, chiedo il conto al cameriere. Me lo porta veloce, sempre sorridendo a cinquanta denti…

Eccheccapperiperò!!! Trenta euro per un aperitivo e du’ patatucce fritte?! A Roma me ce sarei fatta pizza , birra, supplì e pure er dolce, volendo!

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