Items filtered by date: Novembre 2016

Accostamenti Insoliti

  • Published in Style
  • Published in

Tutto è il contrario di tutto, regole infrante e poi riconfermate. Nell'arte del trucco tutto é ammesso a patto che ci sia il "Trucco".

É l'arte del trucco che ci invita a creare, a comporre nuove regole e sperimentazioni, ma il gioco si fa sempre più sottile e sofisticato e per le make Up addicted non resta che trasgredire.
Quando la base é costruita perfettamente, le ombre sono al posto giusto, la pelle risulta trasparente ed illuminata, truccata in ogni dettaglio ed in ogni sua parte e i punti luce ben posizionati, sarete in grado di rinunciare anche al counturing e all'effetto strobing, per aprire le porte all'effetto glow, che illumina solo le zone desiderate.

Se i punti forte sono sguardo e bocca, potete evitare il sano e solito bilanciamento "occhi potenti e bocca soft", abbinando uno smokey eyes e la bocca cioccolato ricordando che il disegno delle labbra deve essere perfetto e delineato e allo stesso tempo pulito con una matita correttiva e ben sfumata.

Se la pelle non é perfettamente turgida e tonica e non volete rinunciare agli ombretto glitterati, luminosi o metallizzati applicate la luce nelle zone che volete mettere in evidenza ma solo ed esclusivamente in zone piccole e ben studiate, come interno della palpebra mobile, arcata sopraccigliare e interno della palpebra inferiore, o centro della palpebra superiore.

Se amate i colori in contrasto per quanto riguarda gli ombretti, potete utilizzare il marrone e l'azzurro applicando il colore vivace al centro della palpebra e contornato con lo scuro sia a destra che sinistra e le labbra rosate, naturali ma molto lucide.
Amate il nero sugli occhi e non volete rinunciarvi anche di giorno? Non salite oltre la piega della palpebra superiore e truccatela con attenzione di nero all'interno alzando la rima cigliare.
Non rinunciate ad ingrandire le labbra? Non resta che truccarle accennando un sorriso a labbra chiuse e seguire l'armonia del sorriso delle labbra, il risultato sarà più morbido.
Vi manca l'effetto bronzer? Non cedete al sano pallore invernale? Utilizzate una polvere scura o terra solare come fosse un fard abbinato un effetto oro-glow sopra lo zigomo.
Il make Up collegato alla fantasia? Le regole sono destrutturate conoscendo la tecnica.
Chi conosce può esagerare, fare marcia indietro é il segreto dei saggi, ma chi ama il gioco può permettersi di infrangere le regole sapendo che tutto questo sta succedendo, in piena consapevolezza.

Articolo Redazionale Cosi - Numero 25 - anno VI - 19 Dicembre 2016

Bellezza da First Lady - Melania Trump

  • Published in Style
  • Published in

Dalle passerelle internazionali alla Casa Bianca. Melania Trump, all’anagrafe Melanija Knavs sembra aver seguito le orme europee della nostra Carla Bruni, superandola abbondantemente. E’ lei, infatti, la nuova first lady degli Stati Uniti: bellezza statuaria, look impeccabile da fare invidia e con un'immagine totalmente diversa da quella delle ultime first lady.
È la prima volta che una "terza moglie" arriva nei saloni della residenza più famosa del mondo. Prima di Donald Trump, l’unico divorziato e risposato a diventare presidente è stato Ronald Reagan, che però era solo alle seconde nozze. Inoltre, Melania sarà la prima first lady in assoluto ad avere posato nuda per un servizio fotografico e la seconda di origini non americane in quasi due secoli di storia USA. La prima first lady "straniera” fu, infatti, la britannica Louisa Adams, moglie di John Quincy Adams, presidente dal 1825 al 1829.
Classe 1970,alta un metro e 80 cm con misure da sogno (97-66-94), Melania è nata in Slovenia, a Sevnica, e ha iniziato la sua carriera di modella a soli 16 anni. A 18 ha firmato un contratto con un’agenzia di Milano e, anche per esigenze di lavoro, ha imparato cinque lingue, oltre allo sloveno di nascita: italiano, inglese, francese, tedesco e serbo. Si è trasferita a New York nel 1996 dove è avvenuto l’incontro più fortunato della sua vita: quello con il magnate newyorkese. Donald Trump divorzierà tre anni dopo averla conosciuta e da quel giorno sono praticamente inseparabili.Melania, però non si trasferirà subito a Washington, raggiungerà suo marito solo quando Barron, loro figlio di dieci anni, avrà finito l'anno scolastico. La First Lady rinuncia così al trasloco subito dopo l'inauguration day del 20 gennaio 2017, creando così un precedente. Non è infatti la prima volta che viene eletto un presidente con figli in età scolastica. E' successo a Barack Obama con Malia e Sasha, che avevano 7 e 10 anni quando è stato nominato. E' successo a Bill Clinton, con Chelsea che aveva 12 anni quando è entrato alla Casa Bianca. In tutti e due i casi il trasferimento della First Family è stato immediato, con i figli iscritti alla Sidwell Friends, scuola privata di Washington.
Anche nei look la nuova first lady sembra una donna borghese impeccabile. In questi mesi di campagna elettorale ha virato sul look con colori chiari, tipo azzurrino, rosa pallido, bianco morbido, le versioni pastello dei colori waps, che Michelle Obama aveva spodestato portando un gusto forte e originale con tocchi etnici. Ma cambierà ancora Melania, finendo per coinvolgere qualche consulente che valorizzerà il suo sguardo blu acciaio e il suo erotismo est europeo? Certo, è difficile immaginarla mentre cucina dolcetti nelle cucine della Casa Bianca come Barbara Bush. Quel che appare sicuro è che rilancerà il tubino che detto tra noi le sta da incanto.

Articolo Redazionale Cosi - Numero 25 - anno VI - 19 Dicembre 2016

Una donna sui tacchi riesce a fare cose che un uomo nemmeno in pantofole

  • Published in Rubriche
  • Published in

Avevo promesso di presentare tutti gli oggetti che una donna, accessoriata o meno, deve assolutamente avere e non potevo non inserire i tacchi!
La definizione che troviamo su tutti i dizionari italiani più o meno recita questo : «Rialzo che si applica all’estremità posteriore della suola delle scarpe, su cui poggia». Queste parole, però, non rendono affatto giustizia ai tacchi. Probabilmente per gli uomini sono solo sinonimo di bellezza, sensualità ed eleganza ma per noi ragazze, invece, è un vero e proprio modo di essere "femmina". Si sa una donna sui tacchi riesce a fare cose che un uomo nemmeno in pantofole!
Tutte noi almeno una volta, anche se per gioco, abbiamo indossato un tacco 12 ma nessuna si è mai chiesta come sono nati questi incantevoli "rialzi".


L’invenzione dei tacchi alti come moda è storicamente attribuibile a Caterina de’ Medici.
Era una donna molto bassa, sposa del duca di Orleans,, futuro Re di Francia, un uomo vigoroso e possente, mise all’opera tutti i sarti e stilisti di corte per ovviare alla sua imbarazzante statura.


Rebecca Shawcross, nel suo libro "Shoes: An Illustrated History", racconta che le prime scarpe con il tacco sembrerebbero nate proprio in Italia. (CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO)

Si chiamavano chopine ed erano degli altissimi zoccoli indossati nel Quattrocento dalle prostitute di Venezia. Avevano una tripla funzione: elevavano rispetto alle rivali, attiravano l’attenzione dei clienti e davano un portamento sensuale.


I tacchi erano già utilizzati nell’antico Egitto e persino dai cavalieri della Mongolia. È facile immaginare che a quei tempi indossare una scarpa con il tacco non avesse alcuna finalità estetica: nel primo caso infatti, si pensa i tacchi venissero utilizzati nelle macellerie, per evitare li sporcarsi i piedi con il sangue; nel secondo caso, invece, i tacchi venivano indossati dai cavalieri per riuscire a tenere più saldamente le staffe.


Continuando con la tesi di Rebecca Shawcross, la prima indossatrice di tacchi alti sarebbe la regina Elisabetta I verso la fine del 1500. Poi, a causa delle rivoluzioni francese e americana e del conseguente disprezzo per gli ambienti aristocratici, nel primo Ottocento il tacco fece la sua scomparsa. Però verso la fine dello stesso secolo riuscì ad esser nuovamente apprezzato e indossato.


È solo dopo la fine della seconda guerra mondiale che diventa un vero e proprio oggetto di culto, consacrato peraltro da Christian Dior, che in quegli anni riportò in auge lo stile francese.

Mamma ti presento Justin

  • Published in Rubriche
  • Published in

 

"My mama don't like you and she likes everyone".

Già uno che mette il giudizio della madre davanti al suo, dovrebbe far capire di che tipo si tratta, ma se poi quel tipo è pure Justin Bieber, allora... bisogna aggiungere altro?

Sì.

Facciamo un gioco.

Tu ti sei fidanzata con Justin Bieber, sei una Selena Gomez qualsiasi con un ottimo rapporto madre-figlia e massa grassa-massa magra.

Glielo devi presentare.

Intanto dille con qualche mese di anticipo che deve alzare l'architrave della porta d'ingresso perché arrivi con un palco di corna che neanche l'Ariete con Saturno contro.

Ma vabbè, che cosa vuoi che siano un po' di corna? Tu che ti lamenti sempre dove appendere i vestiti!

La mamma, curiosa, inizia a chiedere.

"Che lavoro fa?" e intanto teme che dovrà mantenerti a vita mentre fai la quinta specialistica.

"Il cantante".

"Ecco, ti sei raccattata un altro artistoide fallito".

Tu sghignazzi, stavolta la mamma ci rimarrà di sasso, come Alba Parietti davanti alla sua carta d'identità.

"Ma no! È famosissimo, avrai anche sentito qualche sua canzone alla radio" fai tu con aria da vamp.

"Quindi si droga" risponde lei con granitica certezza.

"Ma no! Cioè sì... ma vabbè, solo alle feste!".

La tua facciata sta per crollare, ma, cavolo, stai con Justin Bieber! Che vuoi che sia qualche pistarella ogni tanto o quelle dieci-dodici canne a sera! L'abbiamo fatto tutti da giovani.

E solo da giovani perché la vecchiaia, con questo stile di vita, non la ricorderemo di sicuro.

"Allora beve..."

"...no, cioè sì, alle feste..."

"...e poi si mette al volante immagino..."

"...no, cioè sì, ma..."

"...e lo arrestano pure magari..."

"...vabbè ma solo una volta..."

"...e poi torna a casa e ti picchia anche..."

"...eh no! Questo non l'ha mai fatto! Ha mollato un pugno a un suo fan e gli ha spaccato il labbro! Ma quello però gli aveva toccato la spalla!".

La mamma sta zitta. Pensa che in fondo quello che si tagliava le unghie dei piedi sul tavolino del soggiorno, non era tanto male, almeno aveva un lavoro serio, in ufficio, alle poste. Perfino lo spacciatore con cui ti eri messa a vent'anni, sembra più rassicurante di questo Justin Bieber.

Ma tu lo ami, si vede. E la mamma lo sa che se si mette di punta, non lo lascerai mai.

"Almeno ti rispetta? Rispetta le donne?"

"Si certo!", fai tu convinta, "a parte quelle rompiscatole che si fanno cinque giorni sotto la pioggia per un suo concerto e poi lui dice loro di stare zitte e non urlare, oppure quelle che pagano 2000 dollari per farsi una foto con lui e lui mette un cartonato".

"Be' dai, almeno è famoso, la gente lo ama".

"A dire la verità due anni fa hanno firmato una petizione, discussa da Obama, per farlo deportare".

A quel punto la mamma ti si avvicina con il coltello per sfilettare il pesce.

"Tesoro, amore della mamma, se non ti liberi di questo stronzo, ti disosso".

Dai, consolati, almeno a sua madre piaci.

No, manco quello.

 Fabio Cicolani

 

B-Black Friday

  • Published in News
  • Published in

Il B-Black Friday di Stefano Bongarzone quest'anno dura 6 venerdì (25 novembre, 2-9-16-23-30 dicembre 2016). Acquista i tuoi trattamenti con lo sconto del 20% cliccando sul link sottostante, prenotali chiamando al n° 068845386 e usufruiscine il martedì, mercoledì e giovedì.
Clicca sul seguente link e gioca con il tuo acquisto

BONGARZONE SHOP

Rossetto nemico-amico

  • Published in Rubriche
  • Published in

Prima di incalanare la mia perfidia su qualche personaggio famoso, ho deciso di parlare di alcuni accessori che tutte le donne dovrebbero usare al meglio. Mi rendo conto che per me è un gioco da "ragazza" ma spero che dopo le mie piccole perle, lo sarà anche per voi.
Questa settimana parliamo del rossetto.
Il rossetto, specialmente se rosso, è un grande amore di una donna ma anche uno dei suoi peggiori nemici.
Semplice da "indossare" per alcune, quasi indispensabile per altre ma con consapevolezza per tutte.
Ecco il mio breve elenco di cose da sapere quando si sfoggia un rossetto:

1) Provare i vestiti deve essere fatto con precisione cardiochirurgica. Non c'è niente di peggio di quella macchia sul collo all'interno di un abito chiaro.

2) Mangiare un panino mentre si indossa il rossetto richiede abilità, la stessa che metti (spero) per il sesso orale.

3) Nel momento in cui baci qualcuno sulla guancia e lasci accidentalmente un'impronta diventi una donna volgare di periferia. Simula il saluto, rigorosamente senza toccare, come un'ottantenne fa con l'orgasmo.

4 ) Baciarsi crea un gran disordine. Scegli un prodotto a lunga tenuta mat per un appuntamento galante, soprattutto se è un amante non rischi di lasciare tracce.

5 ) Il ritornello costante: "Mi sono sporcata col rossetto tutta la faccia"? Evitalo, i tuoi amici non sono i tuoi assistenti. Esistono gli specchietti da borsetta, usali!

6 ) L'orrore di sporcarsi accidentalmente i denti? Ciucciati un dito (io uso il medio) dopo aver steso il rossetto e vedrai che non accadrà mai!

7) Quando il tappo cade in borsa e l'interno si presenta come la scena di un delitto, urla sono una cretina per almeno 2 ore. I trucchi sono sacri e non vanno buttati a caso in borsa anche se si tratta di una "Vuitton".

8 ) Trascorri ore allo specchio a perfezionare l'arco di cupido? Con alcuni prodotti di nuova generazione è possibile mettere il rossetto anche quando sei in taxi, documentati!

9 ) Trovare la matita perfetta da abbinare al rossetto è uguale a trovare la tua anima gemella? Così tante sfumature, così poco tempo? Bene, affidati ad un professionista.

10 ) Quando si è a corto del colore preferito di rossetto è una tragedia? Anche se hai 10 colori simili nel cassetto del trucco, corri alla prima profumeria più vicina e comprane un altro.

Ratti Cuciti

  • Published in Rubriche
  • Published in

 

Hai un topo nella cucitura o sei solo scontenta di vedermi?

Avrà esclamato questo, il fidanzato della ventiquattrenne Cailey Fiesel, quando l’ha vista arrivare puzzando come i piedi di Brad Pitt.

La prima cosa curiosa che mi è saltata in mente - nella mia mente discordante di default - è che Fiesel suona in modo terribilmente esilarante come Fievel, il nome del topolino animato che sbarcava in America e conquistava il West.

Ecco, la Fiesel, invece, un topolino nella piega del vestito, punta a conquistare un buon risarcimento.

Poverina, si è trovata “pietrificata”, sapeva che era reale ma “il suo cervello si rifiutava di crederlo”.

Un po’ come “Selfie”, il programma che andato in onda in prime time su Canale 5, quando su Real Time gli avrebbero dato al massimo la fascia oraria digestiva.

So che è andato in onda - se ne parlava da settimane come se fosse il ritorno di Mina in TV - ma il mio cervello non riesce ad accettarlo."

Tornando al topo nella cucitura, non è solo il suo corpicino in avanzato stato di decomposizione, a puzzarmi.

Ora: la cucitura di un orlo, non è il fondopiega di una tenda, impossibile che la coreana incaricata di chiuderlo abbia lasciato cadere a terra la lunga cucitura e il topolino vi si sia intrufulato.

Il bordo di un tubino da giorno sarà al massimo un metro e il dietro viene cucito separatamente dal davanti.

Per di più, nella foto stile Twin Peaks che è stata diffusa, è evidente che il topolino è stato letteralmente cucito, ovvero l’ago della macchina ci è passato sopra e l’ha incatenato alla stoffa.

La coreana aveva forse l’occhio birichino della Cesara Buonamici? Non vede che sta passando sopra a un sorcetto?

Qui qui qualcosa puzza davvero, e non di morto, ma di mossa fatale.

Nella fattispecie, il colpo più letale è sicuramente quello DI karatè-marketing

Qualcuno ha voluto colpire Zara, metterla in difficoltà, perché ad avere successo per un’azienda straniera in suolo USA, con gli americani così protezionisti, si diventa scomodi.

E allora come ti mettono al tappeto gli americani? Ti riempiono di fango mediatico, infilandoti topi morti nei posti più impensabili.

L’America è il fratellino dispettoso che, per spaventare la sorellina Spagna - ormai principessa nel suo regno, con una percentuale di latini pari all’ammontare delle extensions rispetto ai capelli veri sulla testa di Christina Aguilera - le mette un topo morto nel letto.

Come andrà a finire questa storia?

È già finita. I topi zombie amanti dei capi 100% acrilico di oggi ricopriranno le prime pagine di domani, per finire nella pattumiera mediatica dopodomani.

Quello che resta è l’ondata di disappunto e incredulità che ne deriva. Ah, no aspetta, stavo pensando ancora a “Selfie”.

 Fabio Cicolani 

Un avatar di nome Stefano

  • Published in News
  • Published in

Un avatar di nome Stefano, per parlare e scrivere con un pizzico di ironia in più... come nelle ricette, ci sarà il famoso Q.B.

Il quanto basta nei miei pensieri, nei miei trend e in quelli degli altri, informazioni e perché no, le critiche! Un nuovo gioco, sottile, delicato e anche un po' aggressivo. Giocate con me?

Un avatar al servizio della bellezza

  • Published in News
  • Published in

Un Avatar di Nome Stefano.

Un'immagine in più per parlarvi delle mie idee, di quello che vedo e che vorrei non vedere, di quello che sento e anche di ciò che vi propongo. La mia penna e i miei pensieri con un pizzico di ironia in più.... un gioco sottile ma che mi diverte molto.....

Miranda FreeSlay

  • Published in News
  • Published in

Chi c'è dietro un nome così palesemente dichiarato perfido ma attento?

Una lingua biforcuta, ma tenera allo stesso tempo, che sa criticare e guardare, una donna o un uomo?

Oppure un'immagine "fantastica" che esiste in una vita part-time e si collega con il pensiero femminile, a tratti, ma che ama gli uomini?

Chi lo può sapere...?

Ma è sicuramente un linguaggio trasgressivo che arriva alle nostre letture dichiarando le cose che tutti sappiamo ma che non abbiamo il coraggio di dire.

Una traghettatrice in un fiume melmoso o una zattera nel mare turbolento? Forse una luce che illumina zone invalicabili e che lo sa fare con le parole. Forse un po' insolenti.... Ma così ironiche...

La concedo a voi attraverso la lettura, io la conosco personalmente e mi diverto ad ascoltarla e per voi sono riuscito a stimolarla fino a crearle una finestra nel mio blog facendola esprimere al "meglio".

Aspetto anche proposte sugli argomenti da trattare...Accetto stimoli per farla trasgredire.

Buona lettura con Miranda FreeSlay.....

Subscribe to this RSS feed

Log In or Register