Scarpe col tacco: maestre di seduzione

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Sedurre, che passione! Il periodo degli amori è caratterizzato in tutte le specie animali da una frenesia irresistibile che, come un richiamo tanto seducente quanto imperativo, dà irrequietezza, languore, voglia di incontrarsi per poi accoppiarsi. Gli animali per sedurre amano mettersi in mostra, alcune specie di uccelli intonano bellissimi canti, altre specie danzano con grazia attorno alla femmina che hanno scelto, altre ancora si scontrano in duelli mortali per conquistare la loro “preda amorosa”, anche l’essere umano non sfugge a questa logica, anche se i rituali umani sono molto più sofisticati  ed hanno sfumature molto più eleganti.

 

La Donna come parte attiva nella seduzione

Fino a qualche decennio fa, non si è mai parlato della donna come parte attiva nel processo di conquista amorosa, si era dell’idea che la donna dovesse aspettare che fosse l’uomo che la scegliesse e si mettesse d’impegno per sedurla. È possibile che molte donne abbiano accettato per secoli questi precetti, ma si sa anche che alcune non si sono mai rassegnate a questo ruolo così docile. Joséphine, l’amante di Napoleone, ad esempio, è sempre stata molto audace nelle sue conquiste così come la “la Bella Otero”, donne che non solo hanno usato non solo il proprio corpo per ammaliare e sedurre, ma si sono avvalse anche di capi d’abbigliamento tra cui troneggiano: corsetti, mutande di trine e pizzi, giarrettiere, calze di seta con la riga dietro, scarpe col tacco alto.

 

Scarpe col tacco e seduzione

Le scarpe con il tacco alto rappresentano il capo d’abbigliamento femminile più amato, desiderato e collezionato sia da uomini che da donne perché simbolo di fascino e seduzione.

Il tacco alto è un vero  e proprio simbolo sessuale ed aumenta l’attrattività della donna che ne fa uso.

Nel linguaggio dei segni, è più eroticamente intrigante una donna con un bel paio di scarpe con i tacchi alti, che danno spinta, vigore, mettono in evidenza la forma dei glutei, consolidano i polpacci e sottolineano le caviglie, dando al corpo femminile una immagine eterea dove la donna sembra sollevarsi dal suolo per sfidare la forza di gravità, aumentandone il fascino.

L’antropologo David Givens  sostiene “i tacchi alti fanno scivolare i piedi verso la punta, spostando così il centro di gravità del corpo in avanti; fatto che, per compensazione, porta ad un aggiustamento dell’equilibrio, obbligando le donne a tirare il sedere indietro di circa un 25%”,  questa postura dà alle natiche un aspetto più tonico e sessualmente più attraente. Per questo motivo, il tacco alto diventa se sapientemente usato uno “strumento di persuasione sessuale”. Infatti, Christian Louboutin, designer di fama mondiale di scarpe con tacchi alti, sostiene che l’arco del piede di una donna, in una scarpa con tacco alto, assuma la stessa posizione che avrebbe durante l’orgasmo. I tacchi alti diventano un elemento eccitante ed energizzante del piacere. Per questo motivo, è in dubbio il fascino che i tacchi alti esercitano nell’immaginario erotico sia maschile che femminile e rappresentano un irresistibile oggetto del desiderio e uno strumento per avere la preda ai propri piedi. Immaginare di fare l'amore con una donna che indossa soltanto un paio di scarpe con i tacchi a spillo è un pensiero ababstanza comune che appartiene dell'immaginario erotico. Le Donne con le scarpe hanno un rapporto attivo e transitivo, ne sono sedotte e le usano come strumento di seduzione, gli uomini hanno un rapporto passivo, ne restano sedotti.

Marylin Monroe era solita affermare: “Non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne gli devono molto”, mentre l’attrice americana Bette Midler  “Date ad una donna la scarpa appropriata e conquisterà il mondo”. Sì! La donna con i tacchi alti conquisterà il mondo, perché potrà innalzarsi sulle altre donne, elevare la propria statura e autorità, diventando dominante non solo sulle altre donne ma anche sugli uomini. Da preda diventa cacciatrice. La tigre mostra gli artigli e ruggisce. L’uomo cacciatore si fa preda di fronte ad una donna dai tacchi alti.

 

Non bisogna mai  dimenticare la metafora uomo-scarpa con i tacchi di Carrie in Sex and the City:  “gli uomini sono come le scarpe col tacco. Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te”. E voi uomini, siete in grado di capire se una donna, guardando le sue scarpe, potrà essere attratta da un tipo come voi?

La bellezza e le curve: Donne Curvy alla riscossa

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Che cosa è la bellezza?

Da questi scottanti ed antichi interrogativi parte una dotta riflessione sulla bellezza che attraversa secoli e coinvolge studiosi ed artisti di tutti i tempi. Tutto comincia con il pittore William Hogarth che nel 1752 pubblicò un trattatello dall'ambizioso titolo “L'analisi della bellezza”, con il quale cercava di dimostrare attraverso “esperimenti estetici” e rigorosi ragionamenti che la bellezza non fosse altro che una combinazione di “linee curve ed armoniche”, seducenti per l'occhio e per la mente.

Infatti, le prime rappresentazioni scultoree femminili, si pensi alla Venere di Willendorf o alla Venere di Kostineki,  mettono in bella mostra curve, curve, curve: ventri, seni, cosce e natiche generose. Questo stesso ideale di bellezza, attraversando secoli, viene molto ben delineato dagli artisti rinascimentali, che rappresentano  figure femminili con un seno ampio, un addome arrotondato e i fianchi larghi, abbondanti, morbidi, burrosi e così tremendamente sexy, in una sola parola: “Donne Curvy”. La“Venere allo specchio” di Tiziano, celebre  dipinto del 1555, riporta in auge il modello di bellezza delle veneri greche dalle forme rotondeggianti con fianchi larghi, ventre pronunciato, seno abbondante, ciò che si intende rappresentare è la bellezza “piena” della donna adulta, intensa e sensuale. Esattamente quella trasmessa ancora oggi da tutte le donne con un fisico curvy. Un corpo curvy chiaramente non va confuso con corpo obeso, ma rappresenta un corpo morbido, giunonico, in cui potersi perdere.

 

Essere curvy ai nostri tempi

Le donne curvy non sono, quindi, un’invenzione dei nostri tempi, ma sono sempre esistite, anche se, oggi giorno, dopo anni di un modello femminile androgino, riacquisiscono una loro dignità. Sempre più articoli sottolineano come la donna “in carne” o meglio la donna “curvy”   sia tornata di moda. Artefice di tale rivoluzione è stata soprattutto la rivista patinata Vogue che “coraggiosamente”  ha proposto nel giugno 2011 una “copertina curvy”, immortalando Tara Lynn, Candice Huffine e Robyn Lawley, tre morbide modelle, mentre siedono a una ricca tavola imbandita, vestite solo con una accattivante lingerie. Da allora Vogue Italia, visto il successo curvy, ha dedicato una sezione del proprio prestigioso sito a donne dalle curve morbide, intitolandola VCurvy, dove è possibile trovare tutte le ultime novità in tema di moda curvy.

 

Donne curvy alla riscossa

Grazie ad una rivista patinata, vi è stata una riscossa di linee morbide, generose e burrose che hanno caratterizzato, sin dalla notte dei tempi, il corpo femminile. E di donne curvy ne è sempre stato pieno il mondo, probabilmente l’idea che siano tornate di moda nasce dal fatto che ormai abbiamo bisogno di trovare etichette per catalogare le realtà da cui siamo circondati.

Essere curvy, però, non è solo burrosità nelle forme ma è una condizione che va al di là dell'aspetto fisico e racconta di donne che non hanno paura di mostrare il proprio corpo, anche se non è uguale a quello delle modelle degli annunci pubblicitari, perché hanno raggiunto la consapevolezza che il vero segreto della bellezza femminile non  è riconducibile solo al numero segnalato dalla bilancia ma sta nel sentirsi soddisfatta ed essere in armonia con il proprio corpo. Il messaggio che inviano le donne curvy è  accettarsi per quello che si è, apprezzando ogni singolo centimetro del proprio corpo e imparando a valorizzarsi.




Uomini e curve

La scienza dice che gli uomini sono più felici con una donna curvy. Una ricerca scientifica, condotta in Messico dal Dipartimento di Psicologia della UNAM, ha dimostrato come le donne più formose possano rendere i loro compagni 10 volte più felici rispetto alle magre, spiegandone anche il motivo: le curvy sono più comunicative e amichevoli, hanno meno complessi e sono più adattabili nel risolvere i problemi. Secondo questa ricerca le curvy migliorano la vita perché sorridono di più e sono più positive, sempre pronte ad affrontare con grinta la vita senza lasciarsi abbattere. Merito del loro corpo? Per gli studiosi in parte sì, visto che le donne più in carne avrebbero una maggiore empatia e, proprio per il loro fisico, avrebbero imparato ad accettarsi e a porsi sempre in modo positivo nei confronti degli altri.

 

In conclusione, si sa che è facile guidare sul rettilineo, ma è in curva che si provano le emozioni più forti e ci si diverte di più!
Sfido chiunque a darmi torto. Parola di curvy!

Lady V: bellezza e seduzione intima

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Bellezza sotto le righe

Chi di noi non è mai rimasto folgorato dalla bellezza femminile di una statua greca o romana?  Forme sinuose, corpo ben in carne, fascino discreto,  nudità nascoste da lunghi capelli, da drappeggi o da una mano, senza mostrare mai o quasi mai i genitali, che se apparivano erano privi di dettagli. Le statue classiche sembrano essere tutte delle grosse Barbie dell’antichità. Ogni riferimento alla loro sessualità è attentamente eliminato, come non fosse mai esistita. Con il trascorrere del tempo le parti intime femminili, proprio perché più artistiche, hanno cominciato ad essere esposte e negli ultimi decenni, la vulva o meglio Lady V. fa tendenza, tant’è che lo scultore Jamie McCartney con la sua opera “Il grande muro di vagine”,  esposto a Londra, mette in bella mostra 400 differenti vagine, o meglio vulve, a cui viene rivolta attenzione non solo perché  organo di fecondazione ma anche perché luogo e fonte di piacere.

 

La seduzione di Lady V

In ogni caso, quando parliamo di “Lei” con occhi femminili, parliamo di un organo che è parte di un corpo, di una persona in grado di provare desideri, sogni, speranze, paure. Per questo è estremamente importante, oggi, imparare a scoprire il proprio corpo, capirlo, apprezzarlo e valorizzarlo; provare e vivere le sensazioni ed il piacere che è in grado di darci. La vulva è il fulcro di una nuova visione della libertà sessuale e del piacere femminile. Ormai parlarne non è più un tabù e può essere mostrata, esibita e per tal motivo deve avere un suo “stile” per ammaliare, accattivare e sedurre. Negli ultimi tempi ne abbiamo sentite di tutti i colori a tal proposito, grazie anche, o soprattutto, all'instancabile Gwyneth Paltrow  che di rimedi per vagine belle e sane ne sforna a non finire, proponendo come ultimo ritrovato,  oltre alle bustine di the ed alle uova, il “detox vaginale”, una meravigliosa lavanda fatta di vapore e miscugli di erbe, il tutto per poter avere sempre una vagina più bella, sana, morbida e felice. 


 

Ad “ognuna” il suo stile

Oltre i trattamenti “ad hoc” per “Lei altro aspetto importantissimo è il “pussy style”. Lo stile, infatti, non è solo quello che si vede. Lo stile è dappertutto: nei comportamenti, nelle parole, nel modo in cui la persona si cura, si tiene, si trucca, si acconcia i capelli e anche Lady V. deve avere uno. E la regola fondamentale è: “seguire il proprio stile” e far sì che anche “Lei” racconti qualcosa della propria personalità. Simpatici kit di colori e formine sono ora a disposizione delle donne più spiritose ed innovative o semplicemente di quelle che ogni tanto hanno voglia di cambiare, coordinarla con il colore dei capelli o dello smalto fa sempre un simpatico effetto sorpresa. E se si necessita di suggerimenti si può sempre consultare il libro “Hip Snips” di Pablo Mitchell,  stilista del pelo, che è un vero manuale per l'acconciatura del pelo pubico. E’ pieno di consigli e trucchetti per ispirare ognuna al proprio “pussy style”. Buona acconciatura a tutte!!!


Cambio vita iniziando dalla testa

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«Una donna che si taglia i capelli è in procinto di cambiare la sua vita».

(Coco Chanel )

Una donna che decide di modificare il taglio di capelli, simbolo della propria femminilità, sta mettendo in atto una trasformazione importante. Dal punto di vista psicologico la testa assume per la donna un significato di cambiamento emotivo, che diventa visibile, tangibile palpabile.

I capelli rappresentano il proprio modo di essere, di pensare, di porsi nei confronti degli altri, di attrarre, quando una donna trasforma il proprio “hairstyle”  inscena sulla propria testa quello che sta avvenendo nel cuore.

I capelli, infatti, sono l'espressione di uno stato d'animo, di una fantasia, di un cambiamento interiore. Agire sui propri capelli, tagliandoli, colorandoli, arricciandoli, allisciandoli, è sinonimo di trasformazione dei propri pensieri e di conseguenza dei propri comportamenti. E’ come se la capigliatura fosse un teatro o meglio un contenitore delle emozioni femminili.

Il desiderio di cambiamento del proprio look spesso riflette il desiderio di superare uno step che ha procurato sofferenza oppure di chiudere un capitolo  della propria vita a cui non si sente più di appartenere.

Quali sono i significati psicologici nella trasformazione dei propri capelli?

 tagliare i capelli potrebbe voler dire tagliare una relazione;

fare la permanente significa potrebbe essere indicativo del sentirsi pieni affettivamente, riccioli o boccoli sono indicatori di gioia.

portare i capelli molto lunghi potrebbe  voler indicare l’essere dolce, romantica e sognatrice;

tingersi i capelli ha vari significati in base al colore scelto: di biondo può nascondere un desiderio di essere più seduttiva e sofisticata; optare per colori scuri, invece, vuol far emergere la parte istintuale ed il desiderio di fisicità; il rosso, invece, è associato a mistero ad una spiccata curiosità e ad un alone di misticismo.

Nei capelli c'è, quindi, una sorta di materializzazione della coscienza femminile. Infatti, la donna che “taglia” una relazione, taglia anche i capelli che associa a quella esperienza, ormai fonte di sofferenza. Agire cambiamenti drastici con cambio di taglio/colore/styling sebbene possa incoraggiare ad una nuova vita, potrebbe a volte essere deludente ed irrimediabile, specie nei casi in cui una donna appartiene alla categoria “sono fedele alla mia immagine”, cioè colei che nella propria vita non ha mai cambiato repentinamente il proprio look. Il rischio del pentimento del giorno dopo è altissimo, ed in questo caso non sempre esiste un rimedio. Quindi, cambiare sì ma con gradualità, altrimenti si rischia di non riconoscersi e non piacersi, amplificando la sensazione di disagio vissuta.

Trasformare i propri capelli, si sa, non significa risolvere i propri problemi, ma questo semplice e piccolo cambiamento spinge a credere che le cose potrebbero cambiare, andare meglio ed aiuta a ricordare che si è pronte ad essere delle persone nuove e diverse.

Buona trasformazione a tutte!

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