Elsa frustami tu

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  • Written by  Fabio Cicolani

 

C'è a chi piace essere frustato e a chi essere frustrato.

Massimo rispetto per chi ama le scudisciate sui monti dell'amore e negli angoli difficili, chi gode nel farsi legare a mo' di arrosto e risultare come Nadia Rinaldi con le calze a rete, chi scambia i propri capezzoli per fili da bucato pronti per essere mollettati tra le lenzuola.

Ma per i frustrati, no. Per quelli ho massimo rimbrotto.

Sì dà il caso che il direttore d'orchestra Giacomo Loprieno, sia proprio uno frustrato con substrato acido a lunga conservazione. Un uomo che, a googlarlo - rigorosamente a stomaco vuoto - ti viene fuori con la faccia che sembra uno di quei montaggi mostruosi di Buona Domenica, con lo sguardo da ex bagnino ripulito, l'occhio lungo di Marco Liorni, l'attaccatura dei capelli del Signor Spock, il naso numero 3 di Mickey Rourke (quello vinto al Luna Park, probabilmente) e la carnagione cinerea di Samara di The Ring.

Ecco, proprio lui, chiamato a dirigere l'orchestra per il Disney’s Frozen Live all'Auditorium Parco della Musica di Roma, ha deciso, senza che nessuno glielo avesse chiesto, di dire a fine spettacolo, al microfono: "Babbo Natale non esiste", gettando i genitori nel panico e i bambini presenti - moltissimi - nella disperazione.

Come se non bastasse questa inutile dimostrazione di appartenenza alla categoria degli escrementi, il fattaccio ha suscitato numerosi attestati di stima sul web da cinici sostenitori che "stronzo è bello".

Probabilmente, il buon Loprieno non voleva far mistero della sua miserabile infanzia, fatta di adulti che, mentre lui sudava sugli spartiti, non facevano che ripetergli che non ce l'avrebbe mai fatta o che tanto quella gustosa torta di compleanno che gli avevano comprato, sarebbe diventato materiale di varie sfumature di marrone e ruzzolato giù per lo scarico.

Avrei voluto anche la sua ex-fidanzata lì, a prendere il microfono e dire a tutti che "la bacchetta è l'unica cosa lunga in possesso del direttore" o che magari "sa dirigere decine di strumenti ma col suo non riesce neanche a centrare il buco del water".

Perché non dire alle bambine presenti che la maggior parte dei principi azzurri coi leggins che incontreranno nella loro vita preferiranno il cavallo di altri principi azzurri, piuttosto che cavalcare la loro zucca magica, o ai maschietti che IronMan è un alcolizzato e tossicodipendente ex carcerato con l’armatura laccata di vodka?

Tanto sono bambini, che ti fanno? Al massimo piangono.

Avrei voluto proprio vedere, se Loprieno fosse stato il direttore di una favolosa orgia da film porno e, sul più bello, prendesse il microfono e molto seraficamente dicesse “Ehi regaz, vi divertite eh? Be’ sappiate che questo era un test medico, stasera forse tornerete a casa con la gonorrea”. Forse in quel caso, spezzare la magia, l’avrebbe ridotto a dirigere la coda alle casse automatiche della Coop, al massimo.

Eh no, perché è più facile colpire e affondare l'innocenza, che non ha strumenti di difesa; è più facile dare la nostra stima a un Giacomo Scroto Loprieno qualsiasi per una trovata da cattivo dei cartoni che ha avuto il coraggio di fare al microfono, pur di non ammettere che la nostra innocenza è colpita e affondata da tempo.

Che poi, questi qui sono gli stessi che piangono la scomparsa dell'inventore dell'Ovetto Kinder, come se da domani smettessero di produrlo per rispetto al creatore, come se gli togliessero la sorpresa dall'interno e la sostituissero con la lanugine dall'ombelico di Mario Adinolfi.

Che è sempre una figata fare il guastafeste finché non rovinano la tua di festa, finché quella che spacci per ironia e sarcasmo, non fa da finestra al vuoto che hai dentro per la magia che hanno rotto a te e che tu ora vuoi rompere a noi. E non solo la magia.

C'è stato un tempo in cui il cinismo era controcorrente, in cui schifare il contingente e le persone felici, faceva parecchio figo.

Erano gli anni novanta, forse, e sono passati da un bel pezzo.

Ora, per essere davvero controcorrente, bisogna esprimere massimo rispetto per le dolci speranze e le cose belle che sono passate e non tornano più.

 

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