Massacro a Sanremo

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  • Written by  Fabio Cicolani

 

Riesco a immaginare pochi eventi televisivi della portata di un Sanremo condotto da Maria De Filippi. Forse Mina, che torna in un show, in cui imita tutte quelle che l’hanno imitata negli anni in cui se ne stava in Svizzera a mungere le mucche della SIAE.

Oppure Barbara D’Urso con la Panicucci sull’Isola dei Famosi: senza trucco, senza luci nucleari e con l’unico passatempo di uccidersi a vicenda per avere un caso di cronaca nera di cui parlare.

Anzi, invece dell’Isola, trasformiamolo in un bell’Hunger Games, con anche Lorella Cuccarini e Heather Parisi.

Già mi vedo il sangue colare dalle ciocche di capelli strappate alla Cuccarini, che macchia la sabbia bianca dell’Honduras, insieme alla gamba della Parisi mozzata col machete per i cocchi; lì accanto, le bocce squartate della D’Urso che ruzzolano, strette nelle mani della Panicucci, strangolata con gli spaghi e avvolta nel telone di plastica come Laura Palmer.

Ecco: questo sarebbe un evento televisivo all’altezza della partecipazione di Maria a Sanremo.

Un massacro.

Sì, perché nonostante rappresenti un colpaccio non indifferente alla concorrenza – e, con l’accorpamento di Crozza nel team, anche più sanguinario - si preannuncia un massacro a tutti gli effetti.

Dell’auditel in primis, perché con una corazzata del genere fanno prima a trasmetterlo a reti unificate: a Mediaset, con la sua punta di diamante dalla voce di Barry White in onda sulla rete ammiraglia Rai, e a La7, privata del programma satirico più seguito, non resta che mettere in onda le repliche di Casa Vianello o di Victor Victoria. Quelle di quando la Cabello non era ancora scivolata nell’oblio, nel tentativo di coprire i grossi buchi lasciati dalla Ventura un po’ ovunque, tranne che nei suoi conti in banca.

Un massacro per i costumisti dell’Ariston, che non sapranno come vestirla da donna, visto che, l’unica volta che è andata, l’hanno pettinata, truccata e vestita da gran sera e lei sembrava Leo Gullotta che la imitava al Bagaglino.

Un massacro per i tecnici e il regista, che non sapranno come muoverla, visto che, di solito, nelle sue trasmissioni è ferma, stravaccata sugli scalini come un turista col jet leg sulla gradinata di Piazza di Spagna o inchiodata in una postazione come una cassiera del casello autostradale.

Un massacro per il palinsesto commerciale, per il quale dovranno fare affidamento sulla sua gestione dei tempi televisivi pari a quella di un predicatore anglicano logorroico.

Un massacro per gli sponsor, che dovranno contare sulla sua enfasi da venditore per rientrare degli investimenti, considerando che Maria, nelle televendite, sa essere convincente come Belen che dice sulle riviste: “io vado poco in palestra, mi mantengo succhiando carote e con impacchi di parmigiana di melanzane”.

Per non contare il massacro degli autori, che proveranno a scrivergli dei testi, che lei puntualmente non saprà seguire, andando a braccio anche nelle presentazioni dei cantanti e finendo inevitabilmente per mettere in discussione il loro banco e proporre l’eliminazione a seconda del giudizio di Tina Cipollari e Rudy Zerbi.

Un massacro sotto tanti punti di vista.

Un massacro che saremo tutti sintonizzati a guardare avidamente perché, come davanti a C.S.I., non riesci davvero a staccare gli occhi da qualcosa di irresistibilmente raccapricciante.

 

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