Items filtered by date: Aprile 2017

Buona Pasqua

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LADY ORNY

Due chiacchiere sul Bon ton

 

BUONA PASQUA

( o , se preferite, BUONA PRIMAVERA)

“Natale coi tuoi e Pasqua con chi vuoi”, recita un vecchio proverbio : e certo, se Pasqua è rinascita – di Gesù, della natura, dei fiori, del tepore dell’amore, della libertà - pare logico uscire a scoprire nuove meraviglie. Non come a Natale dentro casa, al riparo dal freddo e a gozzovigliare, ma per le vie del mondo, a bearsi l’anima di nuovi suoni e odori e colori… Pare…

Epperò, indagando presso zia Concettina, una bisprozia per parte di mammà quasi centenaria, ma tosta e forzuta come il sol dell’avvenire,vengo a scoprire:

1) che riunisce per il pranzo di Pasqua a casa sua la progenie al completo, perché “ occupati come siete tutti voi, e tutti sempre di corsa, quando mai mi ricapita l’occasione di bearmi della nostra compagnia se non nelle feste comandate?”

2) “Un giorno, dico un solo giorno, vogliamo sederci a tavola col tempo nostro a goderci una bella mangiata ???”

Indagando più a fondo presso i congiunti, vengo a sapere che nessuno, dico nessuno, ha addotto scuse e rifiutato l’invito. D’altronde anch’io, a rifletterci bene, nulla trovo da eccepire sulle sacrosante ragioni di zia Concettina. Così, a mezzogiorno, eccoci tutti puntuali alla sua porta, in mano l’uovo di Pasqua o la colomba. Dopo rituali scambievoli baci e abbracci, senza ritegno ci precipitiamo verso la tavola apparecchiata, dove già troneggiano filari di uova sode colorate, fra distese di fette di salame corallina, pizza al formaggio,casatiello, pecorino primo sale e via dicendo….Spazzolato l’antipasto, zia Concettina incalza granitica, proponendoci lasagne, capretto al forno con patate, insalata di erbette di campo altrimenti dette “misticanza”. E poi l’uovo di cioccolato da spaccare – e relativo starnazzar di giubilo alla scoperta della sorpresa – e poi la colomba, l’agnello di marzapane … Che dire? Fuori splende un sole tiepido che definire invitante è riduttivo, ma tutti finiamo accoccolati e ruminanti sui divani, raccontandoci il non detto di almeno tre mesi, e sorseggiando un divino plurimo caffè che aiuta a non addormentarsi. Almeno non subito. In fondo desiderosi di stringerci tra noi e beati di esserci ritrovati. Zia Concettina aveva ragione... Due volte l’anno, si può fare.

 

Addio Las Vegas

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Britney dice addio a Las Vegas. Dopo quattro anni di residenza, la principessa del pop, dei flop, del popper e delle poppe rifatte, dice addio alla gabbia dorata d’America. Quattro anni fa debuttava nel suo “Piece of Me” con la parrucca e gli addominali disegnati in una scenografia hollywoodiana, circondata da ballerini che, come prestigiatori, cercavano di coprire le sue defaillance danzerecce, le zip esplose, i pochi otto - scoordinati come completi di Intimissimi - e le cadute rovinose dai tacchi della zia. Sì, perché per la Spears, c'è stato un Prima e Dopo Beyoncé, a.B e d.B.

All'inizio furono sneakers e capezio. La nostra energica Britney si scatenava con le sue spalle rigide e braccia dinoccolate in scattosi giri alla seconda, annusamenti di ascella e break puliti.

Poi arrivò lei, Beyoncé, e niente fu più come prima.

Lei si muoveva come un angelo porno, in perfetto equilibrio, sensuale, sinuosa. Nessun tentennamento, inciampo o barcollamento.

Fluida e potente sui suoi tacchi a spillo rigorosamente 12, scatenata con i suoi fianchi generosi perfettamente bilanciati e piantati su due stuzzicadenti.

Niente fu più lo stesso.

Britney e le altre non avevano più scuse.

Dovevano imparare a ballare sui tacchi, essere sexy come B, sicure come B, potenti come B.

a.B. la terra era sotto i piedi.

d.B la terra era a 12 centimetri.

Ci fu il tracollo. Britney non era preparata, non aveva avuto una madre che fin da piccola l'aveva lanciata in velocità sul tacco a correre e cantare, imparare ad ancheggiare anche sott'acqua, in alta quota, a essere sexy con ogni tipo di parrucca full lace, a indossare pance finte per non rovinarsi il fisico con le gravidanze.

No, lei era una di noi, beveva frappuccini, indossava extensions sbilenche, andava negli autogrill in infradito o meglio ancora scalza, le sue griffe erano le bancarelle.

Allora c'è stato il barcollo.

Issata sui tacchi, Britney ha dovuto rimettersi in sesto, imparare di nuovo a volteggiare e fare i giri alla seconda mantenendo lo spot nonostante gli antidepressivi e la forza di gravità, che non è come la legge, non è uguale per tutti.

Non è stata più la stessa, Britney, d.B.

Il mondo, non è stato più lo stesso, dopo quella camminata incrociata in Crazy in Love.

Rigorosamente su tacco 12.

Ma questo non è un addio, badate bene. Solo una pausa. La nostra diva sbilenca, infatti, si sposta solo di qualche metro. Quattro anni al Planet Hollywood e nel 2018 si va in un altro casinò con uno show tutto nuovo ma con le stesse canzoni. Perché nessuno può mettere Baby one more time in un angolo. Se non in un angolo coperta di soldi e calze lucide contenitive.

 

Fabio Cicolani

 

 

Amy Winehouse

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Amy Winehouse in mostra al Jewish Miseum di Londra.
A Londra la ricordano con una mostra dove si potrà assistere ad un vero e proprio revival della vita dell'Artista.
Il Museo ha portato avanti tre progetti. La prima sezione porta il titolo di "A Family Portrait", la seconda "Amy Street Art Trail" e chiude la mostra l'installazione dell'Artista Pegasus dedicata all'Artista Britannica.
Il Museo ha lavorato a stretto contatto con il fratello Alex che da sempre segue la Winehouse Foundation per valorizzare e far esaltare chi c'era veramente dietro una maschera di perdizione e di inaccessibilità che l'Artista si era posta sul volto.
Si potranno vivere oggetti personali di Amy, foto di famiglia e abiti di scena corredati di accessori personali.
Filmati che proietteranno interviste e scene di vita quotidiana faranno vivere dettagli della carriera ed emozioni della giovane donna "Amy".
L'installazione dell'Artista Pegasus (Artista che oltre ad aver già ritratto Amy, ed ha rappresentato molti altri personaggi di spicco come Kate Middleton, Obama, Justin Bieber e molti altri), affiancherà la mostra tradizionale.
In realtà sarà tutta Londra a mobilitarsi per Amy Winehouse, con concerti di strada e tour all'interno di luoghi che hanno segnato la vita di Amy.
Tante le curiosità e tra queste ci sarà l'incontro con Henry Hate il suo tatuatore di fiducia che racconterà il significato dei 14 tatuaggi impressi sulla pelle di Amy.

M.Micallef parfum. New in Bongarzone Concept store

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La linea nasce nel 1996 da un'idea di Martine Micallef.

la casa di profumi Micallef ha una distribuzione molto controllata e selettiva, sceglie esclusivamente partner che conservano la ricerca e l'amore per tutte penso emozioni che riguardano l'olfatto.

Flaconi che si collegano al lusso e allo sfarzo, per contenere materie prime scelte e di altissimamente qualità.

Quattro referenze sono state scelte da Stefano Bongarzone per entrare a far parte delle collezioni già presenti nel suo Concept Store.

Tropic Sky collezione ghd "wonderlust"

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Ecco la nuova styler collezione ghd wonderlust.
In edizione limitata ghd platinum tropic sky in una turbinio di colori freschi, brillanti e vivaci.
Con tri-zone technology per capelli più forti e sei sensori intelligenti che manterranno la temperatura costante e uniforme per un risultato impeccabile con una sola passata.
Presto nello studio Bongarzone

Due chiacchiere sul Bon Ton

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Due chiacchiere sul bon ton

 

Apericena ( Donna Letizia, su Grazia 1956, avrebbe detto Cocktail) .

Villa dell’onorevole Prènsile, h 19. Bella gente, un parterre di tutto rispetto, direi: manager in rigorosamente Armani, modelleindossatriciconduttrici TV tutte rigorosamente scosciate su un fianco, sinistro direi…Senza farfallina di Belen, troppo dejavu, patetica ormai…Tanti colori, oro, argento, mirra…Tanti seni, doverosamente resuscitati dalle magiche mani del professor Rinvengo….Tanti politici, preferibilmente in smoking. Camerieri in giacca bianca si aggirano fluidi, come pattinando, con vassoi arditamente in bilico su palmi di mani rialzate. Gli ospiti rapacemente gradiscono:in ogni mano sinistra, con nonchalance, ciascuno stringe in sua balia una flùte alcolica, d’obbligo come lo scettro per la regina Elisabetta… Tutto un “Ciaocarissimotitrovounosplendore”, giustamente declinato al maschile o al femminile. A seconda. E chi non si conosce?. Come diceva Donna Letizia, al secolo Colette Rosselli, moglie di Indro Montanelli, nel fare le presentazioni bisogna tenere a mente le gerarchie. Se tu , padrona di casa, ti trovi di fronte una giovane puledra bionda e un non meglio noto manager di qualche cosa, il bon ton esige che tu presenti lui a lei, superiore in quanto donna e perdipiù per il momento a latere di un supersilvio non sai bene quale. Se viceversa la giovane puledra si trova di fronte un Senatore della Repubblica, allora dovresti presentare lei a lui, superiore per età, prestigio, titoli, visibilità mediatica e così via. E se di fronte al Senatore della Repubblica si trova una signora “bene”, non più giovanissima ma ancora sulla breccia, magari una nota scrittrice, o “moglie di…”? Allora niente dubbi: il Senatore, ancorché uomo prima che istituzione, verrà presentato lui alla signora, cui dovrà fare – visto il prestigio, la signorilità, etc – impeccabile quanto accennato baciamano. Come dire “m’inchino e non m’inchino, a te l’onore, per ora, col tempo si vedrà”.

Così dovrebbero andare le cose: ma siete mai stati oggi a un apericena? Si entra dalla porta già aperta, si gira un rapido colpo d’occhio sul parterre e ci si butta, veleggiando, verso il buffet per afferrare, prima che spariscano del tutto, qualche tartina al caviale iraniano. Poi, masticando, ci si gira verso il vicino di destra, si porge la mano libera e si dice:”Ciao, io sono Elda” e lui, di rimando:”Io Giuseppe” e si comincia a chiacchierare. Altrettanto fa la padrona di casa con il vicino di sinistra, della cui identità è assolutamente ignara, a parte il nome di battesimo,s’intende….

Tutto decostruito, insomma, fluido, come capita. Meglio, no? Colette inorridirebbe, ma noi millennians, senza progetti, senza futuro, tra poco senza pianeta, non abbiamo proprio più tempo per le cerimonie….

 

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