Una donna sui tacchi riesce a fare cose che un uomo nemmeno in pantofole

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  • Written by  Paola Penelope

Avevo promesso di presentare tutti gli oggetti che una donna, accessoriata o meno, deve assolutamente avere e non potevo non inserire i tacchi!
La definizione che troviamo su tutti i dizionari italiani più o meno recita questo : «Rialzo che si applica all’estremità posteriore della suola delle scarpe, su cui poggia». Queste parole, però, non rendono affatto giustizia ai tacchi. Probabilmente per gli uomini sono solo sinonimo di bellezza, sensualità ed eleganza ma per noi ragazze, invece, è un vero e proprio modo di essere "femmina". Si sa una donna sui tacchi riesce a fare cose che un uomo nemmeno in pantofole!
Tutte noi almeno una volta, anche se per gioco, abbiamo indossato un tacco 12 ma nessuna si è mai chiesta come sono nati questi incantevoli "rialzi".


L’invenzione dei tacchi alti come moda è storicamente attribuibile a Caterina de’ Medici.
Era una donna molto bassa, sposa del duca di Orleans,, futuro Re di Francia, un uomo vigoroso e possente, mise all’opera tutti i sarti e stilisti di corte per ovviare alla sua imbarazzante statura.


Rebecca Shawcross, nel suo libro "Shoes: An Illustrated History", racconta che le prime scarpe con il tacco sembrerebbero nate proprio in Italia. (CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO)

Si chiamavano chopine ed erano degli altissimi zoccoli indossati nel Quattrocento dalle prostitute di Venezia. Avevano una tripla funzione: elevavano rispetto alle rivali, attiravano l’attenzione dei clienti e davano un portamento sensuale.


I tacchi erano già utilizzati nell’antico Egitto e persino dai cavalieri della Mongolia. È facile immaginare che a quei tempi indossare una scarpa con il tacco non avesse alcuna finalità estetica: nel primo caso infatti, si pensa i tacchi venissero utilizzati nelle macellerie, per evitare li sporcarsi i piedi con il sangue; nel secondo caso, invece, i tacchi venivano indossati dai cavalieri per riuscire a tenere più saldamente le staffe.


Continuando con la tesi di Rebecca Shawcross, la prima indossatrice di tacchi alti sarebbe la regina Elisabetta I verso la fine del 1500. Poi, a causa delle rivoluzioni francese e americana e del conseguente disprezzo per gli ambienti aristocratici, nel primo Ottocento il tacco fece la sua scomparsa. Però verso la fine dello stesso secolo riuscì ad esser nuovamente apprezzato e indossato.


È solo dopo la fine della seconda guerra mondiale che diventa un vero e proprio oggetto di culto, consacrato peraltro da Christian Dior, che in quegli anni riportò in auge lo stile francese.

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