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Marilyn e il suo trucco

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Marilyn, la diva e il suo trucco
Marilyn Monroe in mostra a Roma al Palazzo degli Esami, Via Girolamo Induno 4
In esposizione 200 foto e 300 oggetti personali della Diva.

Quando si pensa a Marilyn non é possibile non ricordare il suo make Up, così definito, riconoscibile e perfettamente riconducibile alla tecnica degli anni'50 che lei stessa ha interpretato mantenendo inalterato lo Stile in tutta la sua breve vita.

Chiunque si chiede chi é stato il responsabile della bellezza attraverso il make Up di Marilyn, colui che ha creato l'immagine ancora oggi copiata e interpretata da star e non.
Il truccatore di Marilyn si chiamava Whitey (in arte) e proprio lui l'ha seguita fin dall'inizio della sua carriera, sottoponendo la star ad ore di sapiente trucco, costruito da luci ed ombre che le donavano un aspetto naturale ma con tratti scolpiti e definiti.

La tecnica delle correzioni era ben strutturata sul suo volto, tanto é che veniva utilizzato un fondo tinta più scuro nel contorno per rendere i lineamenti del viso più sottili, illuminando poi la parte centrale del viso con un fondo più chiaro. (Un fondo che a quei tempi era chiamato cerone e che veniva ammorbidito con della vaselina applicata dopo la crema base alla stessa maniera di un primer oggi utilizzato quasi sempre prima di un make Up)
Il naso veniva corretto scurendone i lati, per farlo sembrare più armonioso. La fronte troppo alta veniva proporzionata enfatizzando l'angolo delle sopracciglia che già presentavano una linea adeguata al suo make Up.

I prodotti perlati non esistevano ancora in commercio e per far risaltare alcune parti dell'occhio veniva utilizzata una matita bianca nella rima interna e successivamente bordate le parti scure per metterle in evidenza.
Le parti scure, quelle che oggi si realizzano con Eye liner liquidi o in crema, venivano create con matite marroni sfruttando la parte della punta che arrivavano fino alla piega della palpebra e si univano alla sfumatura dell'ombretto.
Le ciglia finte e un contorno sottilissimo in oro intorno alla linea che simulava l'eye liner e il mascara completavano il trucco dell'occhio.

Indimenticabili le labbra di Marilyn colorate di rosso, ma non con toni aranciati, bensí con dominanti di blu al fine di ottenere un rosso definito durante le riprese.
Gli angoli della bocca venivano arrotondati e per ottenere un effetto più voluminoso venivano scuriti in modo tale da creare un leggero contrasto con il centro delle mucose.

 

Evviva gli sposi

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Lady Orny

Due chiacchiere sul bon ton

 

Evviva gli sposi!!!......

 

Matrimonio è bello. In chiesa, in municipio, in città, in campagna, omo, etero, non importa come. La ritualizazzione ufficiale dell’unione tra due persone che si amano e lo vogliono gridare al mondo intero, merita una gran festa: tanti fiori, per aria , per terra, lungo il red carpet. Musiche solenni ( Packebel, Wagner ) o festose ( Schubert ), attese, chicchi di riso come una pioggia di perle inondate dal sole, campane a distesa. E tanta gente, amici, nemici, gelosi, invidiosi, non importa. Purché siano tanti, allegri e eccitati, eleganti, profumati, emozionati, cappelli a larghe falde , qualche cilindro, veli di chiffon al vento e colori, colori, colori…. Che sia l’immagine di Pippa Middleton col suo regale abito bianco e il suo lui in scuro, in un turbinìo di piccoli principi, o dell’on. Ivan Scalfarotto, radioso in tight, accanto al suo lui anch’egli radioso, rigorosamente in scuro. Ai miei tempi andava di gran moda il matrimonio minimal, chiesetta di campagna solitaria, h 6 del mattino, solo genitori e testimoni, poi via per la luna di miele in grande anonimato. In Europa la nostra generazione ha avuto l’occasione – unica nella storia - di vivere per un settantennio in un mondo senza guerre, ricco o quantomeno agiato, in cui magari non lo sapevamo, ma avevamo tutto : amore, casa, speranze, progetti, futuro . Perciò ci si poteva concedere il lusso di snobbare i riti matusa, e di girare in jeans sdruciti e cenci vari , genere hippy : era un gioco protetto, con le spalle al sicuro. Oggi in cui il mondo è povero, ed è in guerra globale anche se non dichiarata. Oggi in cui l’odio gira per le strade in pullman, ma anche a piedi, anche da solo e accoltella chi passa, e con lui, ogni progetto di futuro e di speranza. Questo oggi ha più che mai bisogno di favole, illusioni, bellezza : insomma festa. Anche solo per un giorno.

 

 

 

Amatissimo Olio

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Il prossimo 20 maggio una trentina di produttori di olio extravergine di qualità saranno protagonisti della interessantissima rassegna “Extravergin Explosion” giunta alla sua seconda edizione, promossa dall’Associazione OlivesRoad.

La giornata, che vede protagonisti i piccoli produttori con i loro oli di qualità ed alcuni prodotti tipici d’eccellenza, si svolgerà presso lo Spazio Botanico, immerso nel verde dell’Orto Botanico di Trastevere a Roma.

Gli oli provengono da ogni regione d’Italia e saranno presentati e posti in degustazione dagli stessi produttori e da Assaggiatori professionisti ed Esperti

Con questa manifestazione l’Associazione OlivesRoad ha l’obiettivo di stimolare il rapporto diretto ed interattivo tra produttori, che tramandano la tipicità e l’identità del territorio, ed i consumatori, gli appassionati e quanti sono attenti alla qualità, nonché i professionisti del campo gastronomico e nutrizionale.

Il progetto promuove, inoltre, la divertente iniziativa OLEO-TURISMO, attraverso una serie di eventi che invitano alla conoscenza dei territori di produzione, senza trascurare il racconto umano di passione, amore e tradizione di chi lavora per la qualità.

La giornata inizierà alle 14.00 con l’apertura dei banchi di assaggio. Tra i vari momenti tecnico-culturali che si susseguiranno dalle 16.00 alle 19.30, segnalo - per i followers di questo blog e quindi gastronomi o aspiranti tali - la lezione della Dott.ssa Paola Fioravanti sulle olive da tavola, e gli abbinamenti dell’olio extravergine di oliva con la pasta all’uovo, a cura di Mario Secondi, titolare del pastificio Secondi, nonché quello con i pani speciali da lievito madre, proposti da Adriano Albanesi de Il Forno delle Meraviglie.

In chiusura il consueto Aperitiv oil!

 

Festeggiamenti Social

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Chiara Ferragni e Fedez si sposano.

F&F.

Che per me sta per Fottesega Festival.

Proporrò all'Accademia della Crusca "Fottesega" come termine da usare per indicare l'iperbole massima del contrario di "invidia".

Questo matrimonio proposto durante il concerto e sulla scia del trentesimo compleanno della famosa fashion blogger, sinceramente non mi ha scosso granché.

Leggo, faccio una smorfia, passo oltre.

Fate le smorfie e passate oltre.

Non è la vostra vita, non la sfiora neanche.

Non avete avuto l'intuizione geniale di farvi le foto con la roba che mettete e pubblicarla in un blog dieci anni fa, ormai è tardi. Ci ha pensato lei, la ragazza che ha più capelli che carne, più ufficio stampa che buongusto.

Smorfia e passiamo oltre.

Ha compiuto trent'anni e ha noleggiato un'intera carrozza di un Frecciarossa, festeggiando in un angusto corridoio intasato di palloncini rosa. Trenta amici selezionati si sono beccati un viaggio in treno, da Milano a Venezia, costretti a mettersi in tiro in mezzo a gente vestita da profuga, per sorseggiare champagne con gli scossoni e le fermate e farsi vedere da quelli in attesa sui binari, sbrattare nel porta bottiglie e pulirsi con la rivista di Trenitalia.

Poracci. Smorfia e fottesega.

Al suo party c'erano i cartonati a grandezza naturale e le felpe con il suo nome per farsi le foto, per i veri fan. Confermando che tutto quello che ruota attorno alla Ferragni non è la moda, ma il marketing, possibilmente 3.0.

Quindi? Fottesega.

Il brillocco mostrato in tutte le salse, le foto della proposta durante il concerto, le reazioni dei social. Ma davvero sposarsi con Fedez è una cosa che vi fa tanta invidia?

A me per niente. Felici loro, felici tutti.

Sinceramente mi frega un filino di più dei 60 anni della D'Urso, che si mantiene fresca come una braciola appena scongelata, la pelle liscia, ben cotta e brasata dalle luci nucleari che le sparano in viso ogni giorno, magra e ben tenuta grazie ai suoi consigli scrupolosamente riportati nei suoi libri. Li avete sfogliati? Non ci sono mica pagine di trucchi, esercizi e ricette! Sono tutte le copie dei bonifici milionari di Mediaset.

Ecco, di lei sono invidioso.

La D'Urso mi fa rosicare, perché non la sopporto, ma non riesco a esserle indifferente, è troppo aliena, è un organismo che emana radiazioni di qualunquismo e furbizia.

Che poi il suo vero segreto devono per forza essere le faccette, le smorfie che fa, sono quelle a mantenerla giovane.

Per cui, fottesega ragazzi, fate sempre smorfie e andate oltre, chissà che a forza di indifferenza non si arrivi anche noi a 60 anni come Barbarella.

 Fabio Cicolani

 

Galanteria

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LADY ORNY

Due chiacchiere sul Bon ton

 

GALANTERIA

Comportamento premuroso e servizievole di uomini verso le donne, sec XV”, così il dizionario di lingua italiana oggi. L’indagine etimologica rivela che la parola ha origine dall’antico verbo francese “galer”, che significa “ rallegrarsi”, ma anche “ornare”, “ornarsi”. Quindi grazia, allegria, bellezza, sorriso, piacevolezza, voler piacere: questi gli attributi di un comportamento oggi quasi scomparso dal nostro vivere sociale, oppure, se non scomparso, deriso dai più, in quanto ritenuto formale, vecchia maniera, finto.

Eppure, cari “lui” che oggi ritenete autentica soltanto la tartaruga, o il bicipite palestrato, o la parolaccia, insomma la violenza! Sapeste quanto piace alle “lei” - strafiche, scapigliate, tutte in tiro, pelle e chiodo e jeans sdruciti e tacco dodici - che venga loro aperta la portiera della macchina, ceduto il passo, oppure il posto a sedere… Non lo ammetteranno mai, questo sì, perché l’equivoco della parità dei sessi ha assolto, anzi ha promosso, la maleducazione a marchio di uguaglianza per tutti: ma in fondo al cuore di ciascuna femmina sonnecchia un’ aspirante principessa. Che aspetta un fiore come un diamante, e un baciamano ( ebbene sì) come una borsa di Prada: perché negli occhi di chi la guarda vuole vedere il riflesso del suo potere, del suo incanto e la sicurezza della sua preziosa unicità….

Pensateci, cari “lui”! Anzi, provateci: per rimorchiare, la galanteria rimane ancora la migliore e collaudata strategia di seduzione. Oltre che un piacevole modo di stare al mondo e intessere giochi sociali. Il che non è poco, di questi tempi…..

 

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