Un Giorno con Stefano e... Pamela

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Credits:
• Makeup e Cut: BONGARZONE STAFF
• Photo: ENRICO RIPARI 
• Graphic Design: GIUSEPPE PERONE
 
Un cambiamento non è sinonimo solo di trasformazione bensì un modo di riconoscere quali sono i micro dettagli fondamentali per migliorarsi. Anche una stravaganza può essere considerata un cambiamento, ma la parola d’ordine resta sempre eleganza. 
il cambiamento deve essere accompagnato da un consulente che si dissocia dalle tendenze e analizza la caratterialità, la personalità della donna che si affida senza remore.
Le tendenze non sono altro che un’aggiunta alla metamorfosi, un vero e proprio dettaglio nei dettagli che amplifica l’effetto finale.
Una mia prerogativa, è il rispetto di chi mi si pone davanti, di chi mi permette di entrare nell’intimità.
Un giorno con Stefano si affronta con allegria, una coccola gigante lunga un giorno per approfondire la conoscenza di se.
Di seguito vedremo i passaggi salienti del lavoro che è stato fatto.
 
 
 
1. Ecco l’arrivo di Pamela nel mio studio. La conosco per la prima volta ma mi sembra subito una situazione familiare.
 
 
2. Questa è la foto del prima dove vediamo gli occhi e lo sguardo di Pamela pieni di dinamismo, compresa una velatura di timidezza ma con una sorta di crepuscolarità tenera. Tutto questo mi avvicina ad un aspetto accogliente e amorevole ma ho voglia di donarle un pizzico di aggressività giocosa.
 
Ciò che mi arriva subito agli occhi è un potente errore commesso da Pamela, quello di coprire totalmente una fronte che ha bisogno di spazio per proporzionare l’ovale del viso. Il colore degli occhi raro deve risaltare ancora di più e gli zigomi messi in evidenza.
 

3. Mi piace toccare i capelli e il volto della donna che ho davanti. E’ utile alla confidenza, al rapporto necessario per attuare un cambiamento. Controllo le attaccature per decidere in che modo donare aria alla sua fronte.
 
 
4. I miei ragazzi preparano Pamela.
 
 
5. Spiego a Matteo cosa intendo fare visto che sarà lui ad applicare la prima fase del colore.
 
 
6. Ho deciso di decolorare i capelli di Pamela che risultano troppo scuri e massicci sulla fronte. Matteo applica la decolorazione dalla radice fino alle punte con delicatezza.
 
 
7. Dopo aver controllato il livello di schiaritura, decidiamo di applicarla per la seconda volta, escludendo però le radici.
 
 
8. Il colore definitivo sarà un oro rosa metallizzato che risulterà sfaccettato. La radice sarà più intensa per arrivare ad un biondo rosato sulle punte.
 
 
9. Il taglio sarà corto, anzi cortissimo, scolpito sui lati e sotto la nuca ma sfilato sulla sommità, accompagnato da una frangia cortissima che sarà pettinata seguendo le attaccature donando una spinta alla parte superiore.
 
10 Coadiuvato da Antonio, scegliamo colori e forme per il viso.
Il counturing è fondamentale sul viso di Pamela che deve essere illuminato al centro della fronte e scurito nei contorni. Gli occhi messi in evidenza e contornati di scuro, arricchiti da ciglia con molto mascara.
I colori scelti sono legati ai capelli, anche con lo stesso effetto metallizzato. Pur non amando gli abbinamenti ho scelto in questo caso un colore allineato al colore dei capelli esclusivamente per avere un richiamo in quanto la correzione del contorno occhi con il nero e l’eye liner sono molto presenti.
Una bocca morbida e naturale, partendo dalle mucose di Pamela che risultano già scure per natura.
 
 
 
 

Una donna sui tacchi riesce a fare cose che un uomo nemmeno in pantofole

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Avevo promesso di presentare tutti gli oggetti che una donna, accessoriata o meno, deve assolutamente avere e non potevo non inserire i tacchi!
La definizione che troviamo su tutti i dizionari italiani più o meno recita questo : «Rialzo che si applica all’estremità posteriore della suola delle scarpe, su cui poggia». Queste parole, però, non rendono affatto giustizia ai tacchi. Probabilmente per gli uomini sono solo sinonimo di bellezza, sensualità ed eleganza ma per noi ragazze, invece, è un vero e proprio modo di essere "femmina". Si sa una donna sui tacchi riesce a fare cose che un uomo nemmeno in pantofole!
Tutte noi almeno una volta, anche se per gioco, abbiamo indossato un tacco 12 ma nessuna si è mai chiesta come sono nati questi incantevoli "rialzi".


L’invenzione dei tacchi alti come moda è storicamente attribuibile a Caterina de’ Medici.
Era una donna molto bassa, sposa del duca di Orleans,, futuro Re di Francia, un uomo vigoroso e possente, mise all’opera tutti i sarti e stilisti di corte per ovviare alla sua imbarazzante statura.


Rebecca Shawcross, nel suo libro "Shoes: An Illustrated History", racconta che le prime scarpe con il tacco sembrerebbero nate proprio in Italia. (CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO)

Si chiamavano chopine ed erano degli altissimi zoccoli indossati nel Quattrocento dalle prostitute di Venezia. Avevano una tripla funzione: elevavano rispetto alle rivali, attiravano l’attenzione dei clienti e davano un portamento sensuale.


I tacchi erano già utilizzati nell’antico Egitto e persino dai cavalieri della Mongolia. È facile immaginare che a quei tempi indossare una scarpa con il tacco non avesse alcuna finalità estetica: nel primo caso infatti, si pensa i tacchi venissero utilizzati nelle macellerie, per evitare li sporcarsi i piedi con il sangue; nel secondo caso, invece, i tacchi venivano indossati dai cavalieri per riuscire a tenere più saldamente le staffe.


Continuando con la tesi di Rebecca Shawcross, la prima indossatrice di tacchi alti sarebbe la regina Elisabetta I verso la fine del 1500. Poi, a causa delle rivoluzioni francese e americana e del conseguente disprezzo per gli ambienti aristocratici, nel primo Ottocento il tacco fece la sua scomparsa. Però verso la fine dello stesso secolo riuscì ad esser nuovamente apprezzato e indossato.


È solo dopo la fine della seconda guerra mondiale che diventa un vero e proprio oggetto di culto, consacrato peraltro da Christian Dior, che in quegli anni riportò in auge lo stile francese.

Quando l’Opera diventa Glamour

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Biglietti assolutamente introvabili, ma disponibili solo per pochi eletti, per la Traviata più glamour di tutti i tempi, in scena al Teatro Costanzi dell’Opera di Roma dal 24 maggio, per 15 repliche che hanno registrato il tutto esaurito, prima ancora del debutto.

Collant da uomo! Genio o Follia?

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Ai più bigotti, forse, verrebbe da dire: “Hey, ma cosa sta succedendo? Addirittura i collant da uomo!! Che follia è mai questa?”

La "Divina marchesa" di Giada Curti

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Dopo l’appuntamento romano, la stilista è pronta per portare la sua nuova collezione in tournée

 

Dubai, Abu Dhabi, Doha, Pechino, sono le metropoli che aspettano di vedere la collezione di Giada Curti S/S 2016 subito dopo la presentazione sulle passerelle di AltaRomAltaModa.

Una tournée impegnativa, intrapresa come sempre dalla stilista insieme alla sua inseparabile famiglia che ha il record di avere la più giovane modella d’Italia: sua figlia Azzurra.
Giada, bella e dinamica, è il mito del made in Italy d’avanguardia con la sua magia di unire passione per la moda e family life. Riesce mirabilmente a fare un unicum con il mondo sofisticato e complesso del fashion system internazionale.
Un modello esemplare dello stile di vita italiano che tutti invidiano al nostro Paese.
Significativa l’ispirazione della sua collezione a quel particolare momento tra la fine dell’Art Nouveau e i dettami futuristi, interpretato con ansia rivoluzionaria ai primi del Novecento dalla Marchesa Luisa Casati. Amica di Cocteau, musa di Boldini, grande amore di D’Annunzio.
Stile dark-lady eleganza internazionale nei ventuno capi magistralmente lavorati: impeccabili tagli couture, vestaglie trasparenti, veli, sete, aristocratici pizzi. Nodi e giochi di grande effetto con cordoncini che si intrecciano sul collo e sulle spalle degli abiti. Ponchos delicati e impalpabili nei colori ispirati alla primavera. La palette decisamente chic è una ventata di freschezza che spazia da delicate nuance di viola, al verde brillante, all’arancio, al bianco e nero, al bianco assoluto, al total black.
Applausi per la sposa bicolore in corpino di pizzo nero su gonna a corolla bianca ispirato ad un abito di gala della Divina Marchesa.

Mariella Valdiserri

 

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Foto by Carlo Tosti

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Foto by Carlo Tosti

David Bowie

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Un innovatore, precursore, spettacolare e geniale, David Bowie nella sua arte e nella sua immagine

È in arrivo la Befana...

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Vorrei risolvere un annoso dilemma che mi assilla da 50 anni: a differenza di Babbo Natale, che è sempre stato rappresentato da un'immagine molto rassicurante ed accogliente, la Befana fa paura e il suo aspetto è sempre stato molto tetro, diciamocelo, la Befana è brutta, col nasone e piena di bitorzoli.

Ma chi l'ha deciso?

Io vi proporrei di attendere questa bella befana che ci propone il fotografo Giuffra!

 È indubbio che abbia curato bene la pelle del suo corpo e, se pur non visibile il suo volto, secondo me adotta un nude look.

Capelli lunghi e avvolgenti, mossi, adattabili al vento della notte lavorativa che la attende.

L'abito non fa il monaco, e neanche la Befana! Meglio senza, che ne dite?

Blogarzone: è nato un blog!

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Non contento di tv e carta stampata, Stefano Bongarzone ha deciso di lanciarsi anche nel web, con un progetto – neanche a dirlo… - molto ambizioso. Abbiamo chiesto al diretto interessato di presentarci il nuovo nato

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