Il Rientro

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Bon Ton e società… Il rientro.

La coda interminabile sulla A1 , tratta Napoli-Roma, è davvero una tortura: la macchina scotta, l’acqua da bere si è lessata, l’aria condizionata ha smesso di funzionare da un bel po’.

La conferenza

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LADY ORNY

 

Due chiacchiere di Bon Ton

 

La conferenza .

Dove s’intende qualunque tipo di riunione di illustri signori e signore abbarbicati su eleganti quanto scomodi trespoli di seta e oro , gli sguardi univocamente convergenti con devozione verso il fondo dell’ambiente, da dove, dietro un tavolo, una persona sola, in piedi, parla, tra un religioso assoluto silenzio.

Il parlante ha davanti sul tavolo una bottiglia d’acqua minerale e un bicchiere: ogni tanto s’interrompe, beve per cinque interminabili secondi – sembra che il tempo si fermi . Poi, in un silenzio ancor più profondo, riprende a parlare di qualsivoglia cosa, tanto nessuno si accorge di cosa realmente dica. Già, perché un conto è guardare al parlante con la doverosa e concentrata attenzione, un conto è far andare il cervello a zonzo tra l’ultimo film, l’ultimo abito della Topazia al reading dell’altroieri – di un cafonesco da schifo - le ultime borse di Fendi, e ce la farò mai domani a organizzare il burraco ?!

Il parlante parla, parla, gesticola anche, con accorta misurata eleganza. Gli udenti accennano con la testa un educato assenso, mentre cominciano ad agitarsi sugli scomodi trespoli. Una signora apre cauta la borsa, vi ciancica dentro disperata fino al rinvenimento del bramato ventaglio, anch’esso di seta e oro, con cui comincia delicatamente a farsi aria. Pausa. Silenzio assoluto. Ha finito? I colli si tendono, speranzosi… Macché, ha solo bevuto. Quindi il parlante ricomincia a parlare. Eccheppalle! E qui stasera faremo le otto, arriverò tardi dai Torlonia, così i Colonna si spareranno tutti gli stuzzichini che mi piacciono tanto…La signora col ventaglio smette un attimo di sventagliarsi, e solleva dal grembo il libro che dianzi vi aveva poggiato, di cui tanto il parlante sta parlando. Come s’intitola? Ah, ecco, “Gli algoritmi della resilienza”…accidenti a lui, devo pure ricordare di farmelo firmare prima di uscire, altrimenti capace che se lo ricorda che mi sono dimenticata, quando poi fa l’esame al mio Richi. E riprende placida a sventagliarsi…..

 

Evviva gli sposi

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Lady Orny

Due chiacchiere sul bon ton

 

Evviva gli sposi!!!......

 

Matrimonio è bello. In chiesa, in municipio, in città, in campagna, omo, etero, non importa come. La ritualizazzione ufficiale dell’unione tra due persone che si amano e lo vogliono gridare al mondo intero, merita una gran festa: tanti fiori, per aria , per terra, lungo il red carpet. Musiche solenni ( Packebel, Wagner ) o festose ( Schubert ), attese, chicchi di riso come una pioggia di perle inondate dal sole, campane a distesa. E tanta gente, amici, nemici, gelosi, invidiosi, non importa. Purché siano tanti, allegri e eccitati, eleganti, profumati, emozionati, cappelli a larghe falde , qualche cilindro, veli di chiffon al vento e colori, colori, colori…. Che sia l’immagine di Pippa Middleton col suo regale abito bianco e il suo lui in scuro, in un turbinìo di piccoli principi, o dell’on. Ivan Scalfarotto, radioso in tight, accanto al suo lui anch’egli radioso, rigorosamente in scuro. Ai miei tempi andava di gran moda il matrimonio minimal, chiesetta di campagna solitaria, h 6 del mattino, solo genitori e testimoni, poi via per la luna di miele in grande anonimato. In Europa la nostra generazione ha avuto l’occasione – unica nella storia - di vivere per un settantennio in un mondo senza guerre, ricco o quantomeno agiato, in cui magari non lo sapevamo, ma avevamo tutto : amore, casa, speranze, progetti, futuro . Perciò ci si poteva concedere il lusso di snobbare i riti matusa, e di girare in jeans sdruciti e cenci vari , genere hippy : era un gioco protetto, con le spalle al sicuro. Oggi in cui il mondo è povero, ed è in guerra globale anche se non dichiarata. Oggi in cui l’odio gira per le strade in pullman, ma anche a piedi, anche da solo e accoltella chi passa, e con lui, ogni progetto di futuro e di speranza. Questo oggi ha più che mai bisogno di favole, illusioni, bellezza : insomma festa. Anche solo per un giorno.

 

 

 

Festeggiamenti Social

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Chiara Ferragni e Fedez si sposano.

F&F.

Che per me sta per Fottesega Festival.

Proporrò all'Accademia della Crusca "Fottesega" come termine da usare per indicare l'iperbole massima del contrario di "invidia".

Questo matrimonio proposto durante il concerto e sulla scia del trentesimo compleanno della famosa fashion blogger, sinceramente non mi ha scosso granché.

Leggo, faccio una smorfia, passo oltre.

Fate le smorfie e passate oltre.

Non è la vostra vita, non la sfiora neanche.

Non avete avuto l'intuizione geniale di farvi le foto con la roba che mettete e pubblicarla in un blog dieci anni fa, ormai è tardi. Ci ha pensato lei, la ragazza che ha più capelli che carne, più ufficio stampa che buongusto.

Smorfia e passiamo oltre.

Ha compiuto trent'anni e ha noleggiato un'intera carrozza di un Frecciarossa, festeggiando in un angusto corridoio intasato di palloncini rosa. Trenta amici selezionati si sono beccati un viaggio in treno, da Milano a Venezia, costretti a mettersi in tiro in mezzo a gente vestita da profuga, per sorseggiare champagne con gli scossoni e le fermate e farsi vedere da quelli in attesa sui binari, sbrattare nel porta bottiglie e pulirsi con la rivista di Trenitalia.

Poracci. Smorfia e fottesega.

Al suo party c'erano i cartonati a grandezza naturale e le felpe con il suo nome per farsi le foto, per i veri fan. Confermando che tutto quello che ruota attorno alla Ferragni non è la moda, ma il marketing, possibilmente 3.0.

Quindi? Fottesega.

Il brillocco mostrato in tutte le salse, le foto della proposta durante il concerto, le reazioni dei social. Ma davvero sposarsi con Fedez è una cosa che vi fa tanta invidia?

A me per niente. Felici loro, felici tutti.

Sinceramente mi frega un filino di più dei 60 anni della D'Urso, che si mantiene fresca come una braciola appena scongelata, la pelle liscia, ben cotta e brasata dalle luci nucleari che le sparano in viso ogni giorno, magra e ben tenuta grazie ai suoi consigli scrupolosamente riportati nei suoi libri. Li avete sfogliati? Non ci sono mica pagine di trucchi, esercizi e ricette! Sono tutte le copie dei bonifici milionari di Mediaset.

Ecco, di lei sono invidioso.

La D'Urso mi fa rosicare, perché non la sopporto, ma non riesco a esserle indifferente, è troppo aliena, è un organismo che emana radiazioni di qualunquismo e furbizia.

Che poi il suo vero segreto devono per forza essere le faccette, le smorfie che fa, sono quelle a mantenerla giovane.

Per cui, fottesega ragazzi, fate sempre smorfie e andate oltre, chissà che a forza di indifferenza non si arrivi anche noi a 60 anni come Barbarella.

 Fabio Cicolani

 

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