Sotto la sposa: intimo e... fondamentale

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Oggi entriamo in un ambito più particolare, che riguarda il giorno del grande sì ma sopratutto il momento in cui il matrimonio è finito: l'intimo della sposa.

Sfortunatamente mi ritrovo qui a sfatare un mito che da sempre accompagna tutte le donne prossime all'altare: l'intimo della sposa non sempre è super sexy, ma ha il compito di rendere impeccabile la forma del vestito; per questo motivo deve essere comodo, funzionale e confortevole per permetterle di muoversi come meglio crede.

Gli 
slip, sempre morbidi, lisci e privi di elastici, devono essere in seta o microfibra per evitare la formazione di antestetici “difetti” sul vestito; queste regole si possono però superare in caso di grandi gonne, che concedono alla fortunata di poter giocare con qualche ricamo o trasparenza.


Per quanto riguarda i colori 
il bianco è un must, ma sono ben accette anche tonalità di rosa o celeste, e ancora rosa e cipria, evitando così colori troppo accesi che rischieremmo di vedere attraverso il vestito. 


E il reggiseno della sposa?

Bè, il reggiseno ha un'importanza da non sottovalutare; questo, infatti, deve essere invisibile ma sostenere perfettamente i seni, anche quelli più prosperosi, e dare una carica di sicurezza a quelli meno floridi. Per questo si può scegliere tra diversi modelli, in base all'abito e quindi alle proprie esigenze: reggiseni a fascia, coppe auto adesive, fasce push up o reggiseni da allacciare in vita, tutto dipende dalle necessità della sposa.


Non dimentichiamo poi un'altra opzione che ritroviamo sempre più spesso nei matrimoni: il 
bustino per l'abito da sposa, che abbinato ad una gonna ampia e vaporosa dà un tocco di femminilità e sensualità fuori dal comune. 


Il punto forte del bustino è la capacità di modellare il corpo della donna, assottigliando la vita e mettendo in risalto il decolletè. 

E se il seno è molto prosperoso si può usare il bustino? 

Nessuna paura, sarà necessario scegliere il giusto bustier che contenga le forme ed esalti la sensualità della sposa, senza mai cadere nel volgare.

Ma quali sono i tipi di bustino da sposa esistenti?

1. Il più tradizionale, ma anche quello più romantico, resta sicuramente il 
bustino a cuore, stretto sul busto e in vita in modo da valorizzare il seno ed intagliato nella parte superiore, donandogli così una chiara forma a cuore; questo tipo di bustino è ideale quelle donne che hanno belle spalle e seno non troppo grosso, che altrimenti rischierebbe di creare qualche problema, soprattutto in chiesa.

2. Il corpetto a taglio dritto, invece, è decisamente più semplice e lineare, perfetto per le donne curvy e abbondanti di seno in quanto tende ad allungare la figura;


3. Più tradizionale, ma sempre attuale, è il bustier stile impero, tipico della Francia dei primi '800; in questo caso il corpetto è molto corto, è quindi ideale per chi vuole mettere in risalto la parte superiore del corpo e nascondere quella inferiore, magari con una gonna larga e voluminosa.
Proprio per questo motivo spesso viene usato dalle donne in dolce attesa, proprio per far sì che il ventre non sia troppo esposto. 


4. Vi è poi il 
corpetto monospalla, aderente nel busto e, come dice il nome stesso, allungato fino ad una spalla, lasciando quindi l'altra scoperta; in questo modo l'attenzione cadrà completamente sulla parte centrale dell'abito, garantendo così una linearità anche a quelle donne che non hanno un busto perfettamente dritto.


5. Di gran moda, ma probabilmente più indicato per un rito civile, è inoltre il corsetto che avvolge perfettamente tutto il corpo, come se fosse un body, che attraverso un prolungamento avvolge le spalle e riempie l'abito di sensualità.


Ovviamente ogni bustino avrà le sue decorazioni, come inserti in pizzo e pietre preziose, a seconda dei gusti, e la propria chiusura, che sarà a bottoncino se si punta sulla comodità o a corsetto per uno stile più sexy e audace.

E per quanto riguarda la 
giarrettiera?


Questo accessorio, nato inizialmente per l'uomo in modo tale da aiutarlo a sostenere le calze, solitamente è di colore blu per seguire la tradizione che vuole un oggetto di questo colore per portare fortuna alla sposa.

Sembrerà assurdo, ma questo piccolo accessorio ha una storia antica, risalente al 1800, prima volta in cui se ne parlò perchè indossato da Carlo Magno; in seguito Edoardo III d'Inghilterra designò la giarrettiera come prestigiosa onoreficenza della corona inglese, fondando proprio “L'ordine della giarrettiera”. Nel 1900, con l'avvento degli autoreggenti e dei collant, questo indumento sparì in quanto aveva perso la sua principale funzione, ma il suo destino era semplicemente evolversi, diventando così uno strumento di seduzione ammirato e conteso.

Come si indossa la giarrettiera?

Diciamo che ci sono alcune regole che è sempre necessario rispettare: la giarrettiera 
va messa sempre sulla gamba destra, poco sopra il ginocchio, deve essere sempre provata prima del matrimonio per capire l'effettiva vestibilità (non deve essere troppo stretta e lasciare segni ma neanche troppo larga e rischiare di farla scivolare sulla gamba) e, soprattutto, deve essere rigorosamente ricevuta come regalo.


I colori che è possibile usare sono o il bianco o il blu, ed il suo tessuto per eccellenza è il pizzo; di fatto è possibile anche scegliere il raso ed applicare dei nastrini o dei punti luci, senza mai però creare difetti sul vestito della sposa.

Ovviamente bisogna stare attenti che il tutto sia comodo e non crei fastidi alla sposa; non dimentichiamo che la giarrettiera dovrà essere portata tutto il giorno, fino al momento in cui il marito della sposa gliela sfilerà per lanciarla agli invitati, imitando così il lancio del bouquet.


Insomma, da ciò che abbiamo detto sino ad ora si è già capito quanto sia ampio e complesso l'argomento “matrimoni e spose”, ed oggi ne abbiamo affrontato solo una piccolissima parte di cui spesso si parla troppo poco.

Ma di questo fantastico mondo e delle sue mille sfaccettature c'è ancora tanto da raccontare, e noi siamo pronti a farlo per farvi scoprire come poter organizzare il vero matrimonio dei sogni.

Questione di velo

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Il matrimonio è un momento fondamentale per qualunque donna, un grande passo che alcune sognano fin da bambina come il giorno più importante della propria vita. Purtroppo, però, crescendo si scopre ben presto che organizzare il perfetto matrimonio non è così semplice come sembra: abito, invitati, location, fiori, ricevimento, damigelle, partecipazioni, tutto deve essere organizzato a regola d'arte e sincronizzato al meglio per far sì che la favola prenda davvero forma.

Spesso, parlando di wedding e preparativi, si tralasciano però dei particolari fondamentali che di certo non sfuggiranno agli invitati e all'occhio vigile del fotografo, pronto ad immortalare ogni attimo indimenticabile della cerimonia.

A tal proposito oggi parliamo di un aspetto che a volte sembra superfluo, quasi inutile, ma che davvero può cambiare le sorti di un matrimonio: il velo da sposa.

Partiamo col premettere che il velo nasce come indumento dal forte significato simbolico, in quanto veniva indossato per proteggere il candore della futura sposa e difenderla dagli spiriti maligni.

Già usato nell'antica Roma, dove il velo aveva un colore rosso a simboleggiare la modestia, fino al secolo scorso veniva utilizzato durante i matrimoni combinati per tenere nascosta la sposa fino alla fine del rito, momento in cui il futuro marito non poteva più tirarsi indietro.

Ad oggi è per tante un accessorio, usato anche per abbellire e rendere più elegante la sposa coprendola in caso di abito scollato abbinato ad un rito religioso.

Ma come si fa a scegliere il velo da sposa perfetto?

Diciamo che per scegliere il velo bisogna prima di tutto partire dal vestito, ma la regola generale lo vuole più corto davanti e più lungo dietro, non superando però mai i 3 metri, oltre i quali sarebbero necessarie delle damigelle a sostenerlo.

Per tenerlo sempre fermo si può scegliere tra semplici inserti applicati all'acconciatura della sposa, una coroncina, un diadema, o lo si può fermare in modo invisibile, ovviamente tenendo sempre conto del vestito e del contesto in cui si celebra il matrimonio.

Se poi si vuole guardare alla moda d'oltreoceano, che inevitabilmente ha raggiunto anche il nostro Paese dove è stato rivisto e corretto, negli Stati Uniti spopola il velo corto anche nella parte posteriore, a livello delle spalle.

Quali sono i modelli di velo da sposa esistenti?

Li elenchiamo tutti per eliminare qualsiasi dubbio:

A veletta, spesso associato ad un cerchietto o ad un cappellino; è uno dei veli più corti esistenti (anche se è possibile decidere autonomamente la lunghezza) ed è indicato per chi non ama le scelte tradizionali o ha qualche richiamo vintage sul vestito;


Il velo a triangolo, molto di moda negli anni 50'/60', è ideale per le spose non altissime; si appunta con un pettinino e può presentarsi con uno o più veli di tulle in base al volume che si desidera ottenere;


Il velo a scialle, molto lungo sulla schiena ed avvolgente, perfetto per chi si sposa in chiesa;

Il velo a mantiglia, ricamato di pizzo ai lati e molto lungo, viene usato da quelle donne che vogliono un tocco particolarmente raffinato. Nel concetto di mantiglia andrebbe solo poggiato sul capo, ma per rendere il tutto più semplice è congeniale fissarlo in un modo invisibile tra i capelli;


Il velo a voliera (o americano), corto davanti e lungo dietro, formato da un tulle ed usato dalle spose più stravaganti;


Il velo a cattedrale o a cappella, tipico delle cerimonie principesche, tra i più lunghi in assoluto;


Il velo a cascata, con una lunghezza medio corta, non supera il gomito ed è formato da più strati di tulle chiamati “Ruche”, che rendono più divertente l'abito;



Il 
velo colorato, un vero e proprio azzardo indossabile da chi ha un vestito veramente glamour e, soprattutto, da chi ha carattere da vendere.


E per quanto riguarda l'intimo?

Tra qualche giorno potrai leggere il nostro articolo tutto dedicato alla sposa e alla mise migliore da mettere sotto l'abito!

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